Nella notte gli Warriors tornano a vincere contro San Antonio guidati da un super Steph Curry da 46 punti. Questa vittoria per Golden State potenzialmente può già segnare una svolta importante nella stagione, principalmente per due motivi. Il primo è che i Dubs arrivavano da una striscia di 6 sconfitte consecutive fuori casa, di cui una brutta proprio il giorno prima contro OKC. Dopo le parole di Green in seguito a quella partita, in cui invitava i suoi compagni a pensare più al successo di squadra che agli interessi personali, ecco la reazione. La vittoria sugli Spurs arriva infatti con Curry che fa il trascinatore, seguito dal secondo violino Butler e, subito dopo, da tutti gli altri, ognuno con il suo compito e ruolo preciso, all’interno di un’organizzazione che sembra essere tornata a funzionare.
A dire la verità non proprio tutti hanno trovato posto in questo nuovo assetto. Da qui dunque il secondo motivo della potenziale svolta di Golden State. Kerr infatti ha deciso di panchinare nuovamente Jonathan Kuminga, promuovendo in quintetto il rookie Will Richard. Questa scelta, seguita dagli appena 12 minuti sul parquet di Jonathan a causa di un fastidio al ginocchio, potrebbe suonare come una bocciatura definitiva per l’ala degli Warriors.
Kerr sui cambi nel quintetto: “Dovevamo ritrovare la nostra identità”
Come detto appunto in precedenza, la decisione di far partire Kuminga dalla panchina ha sollevato non poche perplessità su quella che è ora la sua posizione all’interno della squadra. Stando alle parole di coach Kerr dopo la gara non si è trattato di una punizione o altro, ma semplicemente della necessità di cambiare qualcosa.
“È chiaro che ultimamente siamo stati un po’ incostanti”, ha detto Kerr. “Ovviamente guardo tutto e osservo i numeri dei vari quintetti che schiero. Ci sono momenti della stagione in cui è ovvio che bisogna apportare dei cambiamenti. Non è mai colpa di nessuno”, ha detto. È tutta una questione di squadra e di come possiamo ottenere il meglio da ogni singolo individuo, in modo che il collettivo sia più forte”.
Sebbene le parole di Steve sembrino scagionare Jonathan, è chiaro però come qualcosa negli equilibri dei Warriors sia cambiato. Dopo l’estenuante trattativa in estate e le parole di Green del giorno prima chiaramente rivolte al suo compagno, ora arriva anche la decisione dello staff tecnico. Sembra quindi che ormai i rapporti tra Kuminga e Golden State siano arrivati al capolinea. Adesso non resta che da capire quando e se arriverà un’offerta per l’ala che possa soddisfare le richieste della dirigenza.

