“Se un coach mi avesse chiesto di riposare una notte? Sarebbe stato un problema”, parola di Allen Iverson
E’ diverso per me, non ho mai pensato che una cosa del genere potesse accadermi, il mio posto è il campo. Un ragazzo come me ama competere, notte dopo notte, stanco infortunato, non conta nulla per me… ha detto a Jalen Rose di ESPN.
Ma ovviamente ognuno sceglie come vuole, non sono qui a dire cosa si debba fare, se riposare aiuta questi ragazzi ed aiuta i loro team ben venga . Ma se un head coach mi avesse chiesto di riposare una notte, beh, si sarebbe stato un grosso problema. Assolutamente lo sarebbe stato.

Allen Iverson Fonte foto: Francesco Brignani @addafancyname


La faccia di chi sa di aver scritto la storia ed aver battuto un record che sembrava inarrivabile. Con la vittoria contro Memphis, i Warriors raggiungono quota 73 vittorie stagionali, superando il primato appartenuto ai Bulls di Jordan. A quella squadra apparteneva Steve Kerr, artefice di quest’altro successo. Però per Golden State la stagione non finì altrettanto bene.
uno dei migliori giocatori che abbiano calcato quel palcoscenico. L’immagine rappresenta il numero 24 gialloviola che saluta per un’ultima volta il pubblico che lo ha amato. Mamba out.
Draymond Green colpisce con un calcio nelle parti basse Steven Adams, mettendolo ko. Questo è solo uno dei quattro flagrant fouls che impediscono al numero 23 dei Warriors di disputare gara-5 delle Finali.
l’anno. La stoppata di LeBron James su Andre Iguodala è rimasta il simbolo del dominio del “Re” sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e della vittoria dei Cavaliers.
LeBron James abbraccia il suo compagno Kevin Love e scoppia in lacrime sul parquet dell’Oracle Arena. È finalmente il titolo con la sua Cleveland, che desiderava fin da bambino e non era ancora mai arrivato.
(quasi) tutti gli appassionati. KD si schiera dalla parte dei vincenti e lascia da solo Russell Westbrook, che nel frattempo ha preso più saldamente le redini della squadra.
Dwyane Wade cambia aria. Flash approda a Chicago, dove i Bulls, insieme a Butler e all’altro neo-acquisto Rajon Rondo, hanno grandi ambizioni.
La squadra statunitense si mette in posa per quest’immagine dopo aver vinto il terzo oro olimpico consecutivo e il sesto su sette apparizioni dal 1992, l’anno del Dream Team. Sì scontato il trionfo (+30 in finale sulla Serbia), ma il meno scontato tra tutte le sei vittorie, anche a causa di un roster privato di molte stelle.
in una serata da brividi a Springfield. Julius Erving, Bill Russell, Alonzo Mourning e Isiah Thomas presentano i tre ex-giocatori che emozionano il pubblico con i loro
Nell’immagine Kevin Garnett con il pugno sul petto, uno dei suoi gesti tipici. Nel 2016, oltre a Kobe Bryant e Tim Duncan, si ritira anche KG, alla sua maniera, senza un farewell tour o una partita d’addio.
Craig Sager viene sconfitto dalla leucemia. È questa la terribile notizia che sconvolse il mondo dello sport il 15 dicembre. Una tra le icone sportive statunitensi abbandona la lotta iniziata nel 2014 e tutto il mondo si stringe a lui.
da tre punti di Kyrie Irving è diventato “The Shot”, un rifacimento di ciò che decise le Finals diciotto anni prima. Il tiro della guardia dei Cavs è ciò che decise la partita e portò nell’Ohio il titolo mai arrivato prima.










glio è ad un passo dal successo, sa anche che quello che gli manca è semplicemente una chance di mostrare chi è al college. Per andare al college, però, ha bisogno di una borsa di studio, la situazione economica è quella che è. L’unica speranza di mamma Ann risiede in una vecchia conoscenza: John Thompson, coach a Georgetown. È con le lacrime agli occhi e con il cuore in mano che mamma Ann chiede a coach Thompson di prendere suo figlio in squadra, è la richiesta di una madre che sa che si è in bilico tra miseria e nobiltà. Coach Thompson, inizialmente, sembra restio: conosce le qualità atletiche del ragazzo ma non il suo carattere. Decide allora










Un tweet di Showtime Sports rivela una piccola anticipazione riguardo ad un documentario che andrà in onda sabato, nel quale il numero 3 dei Sixers passa ufficialmente il testimone ai due.






