Panathinaikos
Il Barcellona ospita una Milano in crisi, il Panathinaikos prova a fermare la corsa del Baskonia
BARCELLONA – OLIMPIA MILANO

Stratos Perperoglou – Barcellona
Nel tentantivo di interrompere la striscia negativa di tre sconfitte consecutive, il Barcellona è pronto ad ospitare l’Olimpia Milano al Palau Blaugrana.
Entrambe le squadre sono in difficoltà con gli italiani reduci addirittura da sei stop consecutivi in Eurolega. Queste due squadre si sono incontrate sei volte in questa competizione ed il bilancio è di perfetto equilibrio.
Il Barcellona, sempre più falcidiato dagli infortuni ( 2 mesi di stop per Perperoglou) è guidata al solito da Tyrese Rice (15.7 ppg. e 4.8 assist.), coadiuvato da Ante Tomic (8.8 ppg. e 5.0 rpg.) e Petteri Koponen (8.1 ppg. E 1,7 assist.).
A guidare l’Olimpia Milano ci pensa Rakim Sanders (13.3 ppg 3.8 rpg. Inoltre.), aiutato da Ricky Hickman (10.4 ppg. E 3.2 assist.) e da Krunoslav Simon e Jamel McLean (9,8 ppg ciascuno). Dalla partenza dell’ex capitano Alessandro Gentile, l’EA7 sembra non essere ancora riuscita ad adattare il proprio gioco e a trovare una certa stabilità.
Il Barcellona è la squadra che segna il minor numero di punti in Eurolega (70.1 ppg) mentre Milano risulta essere quarta (83,1 ppg.). Dall’altra parte, però, la squadra catalana detiene la miglior difesa concedendo agli avversari soli 74,3. In questa classifica Milano è ultima con la bellezza di 88,7 punti subiti a gara.
Statisticamente le squadre si somigliano molto. La differenza sarà fatta sul piano psicologico più che su quello del gioco. Il Barcellona sta cercando di uscire disperatamente da una situazione infortuni che sembra non voler finire mentre l’Olimpia è alla ricerca della prorpia identità. Entrambe le square, ora più che mai, hanno disperatamente bisogno di vincere.
PANATHINAIKOS – BASKONIA

Nick Calathes – Panathinaikos
Il Panathinaikos Atene è pronto a sfidare quella che è la squadra più in forma del momento, vale a dire il Baskonia Vitoria Gasteiz. Queste due squadre hanno una lunga storia in Eurolega, essendosi sfidate per ben 19 volte con gli spagnoli avanti negli scontri diretti 10-9.
Il leader indiscusso del Panathinaikos è Nick Caltahes, il quale è primeggia in punti segnati (13.5), assist (6.9) e palle rubate (1.7) con la maglia dei ‘verdi’. Dietro di lui troviamo KC Rivers (11.3 ppg.) e Chris Singleton (11.0 ppg. E 6.0 rpg.).
Il Baskonia è reduce da quattro successi di fila ed è guidato da Shane Larkin (14.2 ppg. e6.0 assist.), Rodrigue Beaubois (12,5 ppg.) eJohannes Voigtmann (10.9 ppg., Più 7.2 rpg.).
Andrea Bargnani ha già dimostrato quanto può essere importante alla causa basca ma ha saltato le ultime tre partite e, al momento, è fermo ai box.
Entrambe le squadre hanno gli stessi identici numeri, sia in attacco che in difesa, e dunque c’è da aspettarsi una partita giocata sul filo dell’equilibrio. Il Baskonia è la squadra che cattura più rimbalzi in Eurolega (37.9) ed è proprio questa la loro arma principale.
STELLA ROSSA – REAL MADRID

Marko Simonovic – Stella Rossa Belgrado
Con l’intento di riscatatre la sconfitta di martedì, la Stella Rossa Belgrado ospiterà il Real Madrid alla Aleksandar Nikolic Arena.
Nel corso degli anni queste due squadre si sono incontrate per 4 volte e la Stella Rossa è in vantaggio per 3-1.
Marko Simonovic, fino a questo momento, è risultato essere il migliore dei serbi (12.1 ppg., e 3.2 rpg.). Dietro di lui troviamo Milko Bjelica (10.0 ppg. e 3.7 rpg.) e Ognjen Kuzmić (9.0 ppg. e 8.0 rpg. ).
Dall’altra parte Sergio Llull sta avendo una delle migliori stagioni di sempre con 18.5 ppg e 6.0 apg che lo rendono il quarto miglior marcatore e il quinto miglior assist man.
Il Real ha il secondo miglior attacco dell’Eurolega con i suoi 88,8 punti a partita, mentre la Stella Rossa è penutlima in questa speciale classifica con 73,4 punti segnati a partita. D’altra parte, i padroni di casa vantano la terza miglior difesa del campionato (75,3 ppg.). I risultati del Real Madrid sono stati un po’ irregolari e la squadra non è ancora riuscita a costruire una striscia vincente solida in questa stagione. Tuttavia i loro numeri sono superiori in ogni voce statistica rispetto a quelli della Stella Rossa.
Eurolega sinonimo di crisi per l’Olimpia Milano? Questo l’interrogativo a cui cerchiamo di rispondere oggi nella tredicesima giornata. Partita non semplice per i biancorossi che sfideranno il Panathinaikos tra le mura amiche del Forum.
Milano è attualmente ultima con Kazan (4-8) e reduce da 5 sconfitte di fila. Molto meglio per i verdi che con un 7-5 sono decisamente messi meglio in classifica e da Gennaio potranno contare su un rinforzo conosciuto a Milano.
Partita in diretta ore 19:55 su Sky sport plus (Canale 205 Sky) e in replica 22:15 su Fox sports (canale 204).
COME ARRIVANO
Arriva sicuramente meglio il Pana, reduce dalla vittoria esterna sul campo del Fenerbache e da addirittura tre W nelle ultime. Anche vero che delle 7 vittorie una sola è arrivata in trasferta (1-4).
L’inizio dell’anno è stato travagliato con la cacciata di Pedoulakis e l’arrivo di Javi Pascual. L’ex Barcellona ha portato nuova linfa ottenendo risultati non solo in Eurolega ma anche in campionato (10-1) con la sconfitta solo nel derby.
In estate i greci hanno fatto un mercato davvero notevole strappando Mike James al Vitoria, ma soprattutto col ritorno a casa di Ioannis Borousis dopo 5 anni di esilio. Il greco, insieme al connazionale Fotsis, ha giocato a Milano per due stagioni raggiungendo anche la finale scudetto 2012 persa con Siena. Come già detto in precedenza a Gennaio si potrà contare su un rinforzo noto: Alessandro Gentile.
Ufficializzato nei giorni scorsi, l’ex capitano trova un ambiente sicuramente caldo (come lui del resto) che speriamo possa farli ritrovare sorriso e forma perduta.
Le statistiche ci raccontano che Nick Calathes (13.3 ppg.) K.C. Rivers (11.3 ppg.) e Chris Singleton (11.3 ppg.) sono I giocatori da temere.
(S)PROFONDO ROSSO
Milano ha un performance index rating più alto di quello del Panathinaikos (89.8 a 86.8) ma difensivamente è un disastro.
Con 88.9 punti medi concessi è la difesa peggiore in Eurolega; e in casa anche peggio.

Repesa pensieroso
Sembrerebbe averlo capito Jasmin Repesa visto le dichiarazioni di oggi: “Abbiamo lavorato bene in questi giorni ma come ho detto altre volte è necessaria una vittoria contro una grande squadra per ritrovare fiducia e il nostro gioco. La partita con il Panathinaikos per quanto difficile è un’occasione perfetta per riuscire a farlo, Loro hanno esperienza, un point-man di altissimo livello, tiratori tremendi come Rivers e Feldeine, lunghi che sono pericolosi sia spalle a canestro che fuori come Bourousis. Noi dovremo aggredire la partita con grandissima grinta e determinazione fin dalla palla a due”.
I meneghini sembrerebbero aver recuperato Milan Macvan, out dalla sfida col CSKA per un problema ad una spalla.
A fare eco al coach anche Miroslav Radujlica, ex di turno: “Si tratta di una squadra forte, coperta in tutti i ruoli, quindi ci aspetta una gara molto dura ma abbiamo bisogno di vincerla per tornare in corsa. Personalmente, ho avuto un periodo difficile ma basandomi sulla mia esperienza di rientro dall’attività delle nazionali i mesi più complicati sono sempre stati novembre e dicembre. In questo momento sto meglio e gradualmente la forma sta migliorando”
PRONOSTICO

Torneremo a vederli così?
Milano non può più partire favorita in nessuna partita visti i risultati. Contro i verdi è davvero un dentro o fuori e salutare già a dicembre potrebbe avere contraccolpi pesanti per tutti. Borousis e Rivers pericoli numero uno, ma il vero scoglio è svoltare difensivamente per poter tornare ad essere competitivi.
Va in onda venerdì sera, all’ Olympic sports center di Atene, il dodicesimo turno di Eurolega. Uno degli ultimi match del girone d’andata, mette di fronte Panathinaikos e Fenerbache. Una sfida stracolma di vecchi compagni, vecchie amicizie e soprattutto vecchi trionfi. Primo fra tutti è il ritorno a casa di Zelijmir Obradovic, che per la prima volta non ritroverà Dimitrios Diamantidis. Ci saranno invece, sia Antonis Fotsis che Nick Calathes, due dei tanti ex-giocatori di Zeljko. Poi, scorrendo fra i roster, c’è l’infortunato James Gist, che fu compagno sia di Bogdan Bogdanovic che di Jan Vesely al Partizan Belgrado e di Pero Antic al Lokomotiv Kuan. Il macedone, fu anche partner in crime di Ioannis Bouroussis per tre stagioni all’ AEK Atene.
STAGIONE
Sfida di alta classifica nella capitale greca, grazie soprattutto al rendimento del Panathinaikos, che è sesto in classifica, con 6 vittorie e 5 sconfitte. I greci hanno dovuto cambiare coach in corsa, ma ne hanno tratto subito vantaggio, infatti Pascual si è inserito alla perfezione, grazie alla sua esperienza in ambito europeo. La squdra del coach spagnolo, viaggia a vele spiegate fra le mura amiche, (5-1) però zoppica in trasferta, dove ha vinto solo una volta. I greci fanno grande affidamento su Nick Calathes, autentico factotum che viaggia a medie irreali: 13 punti, 5 rimbalzi e quasi 7 assist. Oltre a lui, danno una grande mano a raggiungere gli 80 punti di media, sia KC Rivers, che Singleton e, se è in serata, anche Ioannis Bouroussis.
Dall’ altro lato il Fenerbahce arriva alla sfida con quattro vittorie in fila. L’armonia è tornata a regnare nella Istanbul sportiva. (Mentre nella Istanbul non sportiva, ora come ora, regna un caos del quale è difficile parlare.) Il Fener, oltre ad avere ritrovato il gioco corale, ha anche scoperto l’utilizzo più opportuno per James Nunnally. In più, la coppia Dixon+Sloukas si è dimostrata seconda, solamente a quella del CSKA. Sotto le plance poi, il trio Antic, Udoh e Vesely si sta confermando come il più letale dell’intera lega. I tre, riescono a mettere insieme tutto: tiro, stoppate, rimbalzi, atletismo e versatilità.
LA PARTITA
Come ho scritto sopra, il Pana in casa viaggia ad un ritmo super. Però, in tutte le 11 partite, i greci non hanno mai vinto contro un avversaria blasonata. Le vittorie, sono state tutte contro squadre alla portata. Questa statistica denuncia alcuni limiti caratteriali per i greci. Il team, ha tanti giocatori di talento, che hanno anche vinto, però mai da primedonne. Bouroussis, KC Rivers e Calathes su tutti. La squadra, tranne alcuni elementi, tira male da tre, (quartultimi nella competizione). Spesso, il ritmo non viene controllato, e ad un errore, ne segue qualcuno di troppo. Tranne Calathes non ci sono grandi passatori, e molte volte i giocatori, si fidano un pò troppo del loro talento, senza passarsi molto la palla. Mike James e Kenny Gabriel si stanno integrando bene, ma hanno bisogno di tempo.
Per vincere, il Fener dovrà sfruttare il suo mortifero tiro dalla lunga distanza (quarti nella lega per percentuali). Sotto i ferri, i big guys dovranno fare la differenza per incanalare la partita sui giusti binari. Si dovrà evitare di mettere in partita il pubblico, che già di per sé, sarà esplosivo. Un’ altro obbiettivo, sarà limitare le palle perse, croce del team di Obradovic. Rivers e Singleton, dovranno essere messi nelle condizioni di forzare conclusioni, per andare fuori ritmo. Calathes, avrà bisogno di più di un occhio di riguardo, e i tiratori, Fotsis e Feldeine non dovranno andare in ritmo.
La partita, anche grazie all’arena sarà sicuramente di livello. Il Fener ha bisogno di un’altra vittoria, per continuare il ritmo e tenere il passo del CSKA. Dall’altro lato il Pana deve vincere, perchè l’avversario è di livello e perchè vincere adesso serve a dare un segnale a tutte le altre contender. Pronostico Fener, ma con riserva, in vista una grossa serata del Pana.
Sfida ad alta quota tra Fenerbache e Real, Pascual ritrova il suo Barcellona
FENERBACHE – REAL MADRID

Anthony Randolph – Real Madrid
Scontro ad alta quota tra il Fenerbahce Istanbul (6-3) che ospita il Real Madrid (7-2) alla Ulker Sports Arena per il 10° round di Eurolega.
Sarà la prima sfida tra le due squadre dopo che i madrileni furono spazzati via dai turchi ai playoff per 3-0. Gli spagnoli detengono un record di 5-11 contro il Fenerbahce, tra cui una vittoria in semifinale nel loro cammino verso il titolo del 2015.
Gli uomini di Orbadovic sono reduci da due vittorie consecutive. In un sistema di gioco equilibrato come quello turco, tutti e tre i migliori realizzatori sono vicini nel punteggio con Kōstas Sloukas a 12,8 punti a partita, Bobby Dixon a 12,0 e Ekpe Udoh a 11.1. Sloukas è il miglior tiratore da tre punti (53,6%) in una squadra che è la seconda per percentuale al tiro pesante in tutta l’Eurolega (41,0%).
Ekpe Udoh e Anthony Randolph sono tra i migliori 10 rimbalzisti della competizione e tra i primi sei per stoppate. Naturale, dunque, aspettarsi un grande battaglia individuale tra i due.
Sergio Llull, MVP del mese di novembre, mette a referto 19.4 punti a partita, terzo miglior dato in Europa. Dietro di lui Jaycee Carroll (11.3 ppg) e Randolph (10.9 ppg).
Gli uomini di Laso vantano una maggiore precisione al tiro da due (56,2% -48,3%), con Luka Doncic e Othello Hunter che segnano rispettivamente il 71,4% e il 63,6% dei loro tiri all’interno dell’arco.
In difesa, il Fenerbahce sta tenendo gli avversari ad un minor numero di punti (77,4 – 80,2), anche se il Real costringe i suoi avversari ad abbassare, ogni volta, la propria media punti.
BARCELLONA – PANATHINAIKOS

Nick Calathes – Panathinaikos
Il Barcellona, reduce da tre sconfitte di fila, ospiterà per la prima volta il suo ex allenatore Xavi Pascual. Con questa partita saranno 11 le stagioni nelle quali Barcellona e Panathinaikos si sfidano, compresi i duelli nei playoff del 2011 e 2013 e la Final Four del 2012.
I catalani vantano un impressionante record di 17-9 contro i greci, comprese nove vittorie negli ultimi dieci scrontri. Gli uomini di Bartzokas devono far fronte, ancora una volta, all’emergenza infortuni e la loro classifica recita un 4-5. Tutavia sembrerebbero essere sulla via del ritorno sia Justin Doellman che Victor Claver.
Tyrese Rice (16,4 ppg., 4,8 apg.) guida come al solito l’attacco blaugrana mentre il controllo del pitturato è affidato a Ante Tomic (7.6 ppg.) e Joey Dorsey (7.4 ppg., 7.4 rpg.).
I ‘Verdi’ hanno un record di 5-4 grazie ad una stagione straordinaria di Nick Calathes che guida la sua squadra nel punteggio (13.0 ppg.), nei rimbalzi (5.7 rpg.), negli assist (7.6 apg.) e palle recuperate (1.6 spg.). Mike James, reduce da un infortunio, tornerà a far coppia con K.C. Rivers (11.6 ppg.) sul perimetro mentre Chris Singleton (11.2 ppg.) si sta affermando sempre più come seconda opzione offensiva.
Il Barcellona è ultima in Europa per punti segnati (70,4 ppg.) e dovrà mettere in campo la sua miglior difesa per far fronte al Panathinaikos (80,9 ppg.). I padroni di casa dovranno anche fare attenzione ai tabelloni: i greci sono i leader nelle stoppate (4,3 BPG.).
BASKONIA – GALATASARAY

Baskonia Vitoria Gasteiz è pronto ad ospitare venerdì il Galatasaray Istanbul Odeabank alla Fernando Buesa Arena. Il Baskonia ha un record di 5-4, di cui 3-1 in casa.
Il playmaker Shane Larkin (14.2 ppg., 6.2 APG.) è il faro di un attacco che fa registrare ben sei giocatori in doppia cifra. Andrea Bargnani (13.2 ppg.), Johannes Voigtmann (12.2 ppg., 7.6 rpg.) e Toko Shengelia (11.3 ppg.) costituiscono una prima linea formidabile, mentre Rodrigue Beaubois (12 ppg.) e Adam Hanga (10.3 ppg.) completano lo schieramento sul perimetro.
La classifica del Galatasaray recita 3-6 dopo aver iniziato la stagione con cinque sconfitte consecutive, salvo poi vincere tre partite nelle ultime quattro uscite.
Fondamentali per la ‘rinascita’ dei turchi sono state le prestazioni di Tibor Pleiss, Sinan Guler (11.1 ppg., 5.8 spg.) e Emir Preldžič. Justin Dentmon (13.4 ppg.) guida la squadra di coach Ataman per punti segnati. In difesa, il Galatasaray concede 89,3 punti a partita, secondo peggior dato del campionato. Dato statistico che dovrà essere necessariamente abbassato se vorrà portare a casa la sua prima vittoria in trasferta contro uno dei migliori attacchi d’Europa.
E’ Grecia contro Spagna con il Real che ospita il Panathinaikos mentre il Barcellona fa visita all’Olympiakos


Panatenee per Pascual
Nell’antichità, nella sempre avanzata culturalmente Atene si celebravano all’incirca ogni anno alla fine di luglio le Panatenee, feste in onore di Atena protettrice della città. Nel 560 a.C. Pisistrato ne modificò la cadenza portandola quadriennale, aggiungendo però l’organizzazione di manifestazioni sportive e artistiche. Anche se si tenevano nel (presunto) mese di nascita della dea e quindi si potrebbe farle corrispondere al nostro Natale, trattandosi della celebrazione religiosamente più importante del culto greco sarebbe più verosimile paragonarle alla Pasqua cristiana. Il fatto che il Panathinaikos per la propria rinascita abbia scelto quindi coach Pascual è una buffa coincidenza, o un giocoso scherzo del destino.
Intendiamoci, il coach catalano non si è inventato una squadra superefficace dall’oggi al domani: i biancoverdi hanno qualche limite, di certo non sono lo squadrone ultraricco del primo decennio del Duemila e con tutta probabilità non punteranno al titolo continentale, anche se nel caso dovesse succedere saremmo i primi a esserne contenti perché se il Pana non è una compagine di peones poco ci manca. Pascual ha ereditato da Pedoulakis un roster dall’anima ellenico-statunitense, che tende ad unire la razionalità della prima cultura alla spettacolarità della seconda.
Nel dettaglio, in attacco il Panathinaikos cerca principalmente il contropiede primario, spingendo tanto con i suoi americani quanto con i greci, e averne di scuola USA come Nick e Pat Calathes di certo è un aiuto notevole. Quando la difesa avversaria chiude ogni varco in transizione, di norma il Pana torna in punta e da lì riorganizza, cercando di sfruttare l’atletismo dei propri stars and stripes (James, Singleton, Rivers, Gist, Feldeine, Nichols). A metà campo le soluzioni viste sono diverse: penetrazioni e conclusione o passaggio al compagno che ha tagliato in backdoor; uscita dai blocchi con possibilità di tiro o scarico per il compagno che sul lato debole ha a sua volta ricevuto un blocco; penetrazione dopo il blocco con doppia possibilità di servizio, in area dove c’è spazio e fuori sul perimetro.
Se l’attacco è già pascualiano, la difesa ancora fa fatica a raggiungere gli standard usuali voluti dal proprio coach. Gist garantisce l’identica intimidazione di un decennio fa a Biella, quasi che il tempo non si fosse fermato, ma non sempre riesce a coprire i buchi dei compagni, dati semplicemente dai meccanismi che vanno messi a punto. La retroguardia biancoverde è andata in apnea contro l’Efes quando i turchi hanno alzato i ritmi della propria offensiva, e il passare dietro sui blocchi si è rivelato controproducente. Nel complesso, si vede che il Pana ha momenti da “È mio, è tuo, dove vado?”, anche se, ovviamente, questo non succede sempre, anzi, per lunghi tratti nella propria metà campo dà segno di solidità.
Vedremo dove potrà arrivare la squadra di Pascual, che in ogni caso ha già in sé in nuce i segni per essere pericolosa per tutte. Nel caso, prepariamoci a festeggiare moderne Panatenee.
Seconda giornata di Eurolega piena di spunti dopo un avvio scoppiettante.
La voglia di rivalsa animerà sicuramente alcune squadre, tra tutte Olympiacos e Galatasaray. Due sconfitte di fila, in questo tipo di torneo, renderebbero molto difficile il percorso verso i playoff.
Fox Sports (canale 204 di SKY) trasmetterà 4 partite d questo turno: Olympiacos- Anadolu Efes ( Giovedì 20 ore 18:45), Daroussafaka- Olimpia Milano (Giovedì 20 ore 20:45), CSKA- Panathinaikos (Venerdì 21 ore 19:00) ed infine il big match di giornata Barcellona- Fenerbache (Venerdì 21 ore 21:00). Troverete sul nostro sito una preview più approfondita di questi match per permettervi di godere al meglio dello spettacolo.
Diamo una rapida occhiata ai match di questa settimana.
BROSE BAMBERG – UNICS KAZAN

NICCOLÒ MELLI CARICA I SUOI
Zero punti in classifica ed entrambe sconfitte da due delle squadre favorite di quest’anno, rispettivamente Fenerbache e Barcellona.
I tedeschi dei nostri Trinchieri e Melli hanno visto le loro speranze infrangersi solo all’ultimo tiro, scagliato tra le altre cose dall’ex Olimpia. Darius Miller ha messo a referto 17 punti e +20 di plus/minus ma non è bastato.
Sempre parlando di ex giocatori meneghini, Keith Langford chiude con 14 punti la sfida col Barcellona (anche se tirando con un deludente 3/13 da 2). I russi sono stati anche avanti fino al 51-43 nel terzo periodo ma hanno potuto ben poco contro lo scatenato Justin Doellman ( 23 punti, 2 assist, 5 rimbalzi).
Partita da seguire non solo per gli azzurri impegnati ma anche per capire le reali potenzialità del Brose. Può ancora essere tra le mine vaganti in Europa, ha l’occasione di dimostrarlo. I russi vogliono invece dimostrare di essere di diritto in questa Eurolega, non solo una squadra materasso per le grandi.
MACCABI TEL AVIV- REAL MADRID

LLULL SCHIACCIA IN MEZZO ALLA DIFESA DEL MACCABI
Gli israeliani hanno voglia di riscatto dopo la cocente sconfitta contro Milano, maturata negli ultimi istanti di gara.
Sul loro cammino troveranno però il Real Madrid, che ha letteralmente passeggiato sull’Olympiacos dando una notevole dimostrazione di forza.
Qualitativamente il Real ha una scelta più vasta a livello tecnico (Lllul, Reyes) e fisico (Ayon, Nocioni e Maciulis).
Ma mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo, non solo dopo aver assistito alla meravigliosa prova di Goudelock ma anche per il forcing difensivo e la caldissima atmosfera della terra santa.
Impossibile trovare un solo motivo di interesse: se abitate a Tel Aviv dovete assolutamente trovare un biglietto per questo spettacolo!
CSKA- PANATHINAIKOS

MILOS TEODOSIC BUCA LA DIFESA
L’armata russa fa più paura del solito e conferma il suo ruolo di favorita.
Un sondaggio dei giorni scorsi tra i GM NBA ha eletto Teodosic come giocatore più interessante delle altre leghe. Il terzo posto lo occupa Nando De Colo, ulteriore prova della solidità dei moscoviti.
Il serbo, dopo essersi tolto dalle spalle l’etichetta di “eterno secondo” sembra pronto a guidare il team verso un ulteriore successo, grazie anche alla classe del sopracitato De Colo. Il tutto supervisionato da coach Itoudis, probabilmente uno dei più preparati (se non il più preparato) in Europa.
I greci sono in subbuglio dopo la brutta sconfitta nel derby con l’Olympiacos, 88-63 nel campionato greco, e le conseguenti dimissioni di coach Argiris Pedoulakis. Luca Banchi sembra essere favorito per la sostituzione.
Buona la prima giornata con la vittoria contro lo Zalgiris,con un Nikos Pappas da 17 punti. Basterà quello visto fin ora per fermare questo CSKA?
GALATASARAY- STELLA ROSSA BELGRADO

JENKINS IN PALLEGGIO
I ragazzi di coach Ataman vengo da un orribile sconfitta casalinga contro il CSKA di cui possono salvare solo Sinan Guler (16 punti e 21 di valutazione).
Ovviamente di aspetti su cui lavorare ce ne sono parecchi, come i 109 punti subiti in casa. Considerando che le final four si giocheranno proprio nella capitale turca, il Galatasaray ha tutte le motivazioni per fare bene in questa competizione.
Voglia di rivalsa anche per i serbi, sconfitti solo all’ultimo respiro dai turchi del Daroussafaka.
Il tifo caldissimo, unito ai canestri di Mitrovic e Jenkins, sembrano incanalare la partita sui binari giusti ma questo Daroussafaka sarà un osso duro per chiunque.
Chiavi della partita saranno probabilmente gli apporti dalla panchina per i serbi come Guduric e Bjielica e l’esperienza di Guler unita alla verve realizzativa di Tyus per i turchi.
ZALGIRIS KAUNAS- BASKONIA VITORIA

ANDREA BARGNANI HA GUIDATO IL SUO BASKONIA ALLA VITTORIA
Nonostante la sconfitta, grandissima prova dello Zalgiris del mai dimenticato Jasikevicius, ora coach dei lituani.
Contro il Panathinaikos, Motum indossa e vesti del mattatore con 19 punti che tengono in corsa lo Zalgiris fino a fine partita. Degni di nota anche Lekavicius e Jankunas.
Si dice Baskonia ma si legge Bargnani. Il mago al ritorno nel vecchio continente, firma una prestazione monstre con 26 punti in 25 minuti. Giorno di gloria anche per il suo cambio, l’ esordiente Johannes Voigtmann, che a cavallo tra terzo e quarto quarto ricaccia indietro il tentativo di rimonta turca. Il suo tabellino dice 5/6 al tiro (2/2) da 3 e 8 rimbalzi.
Partita che promette grande equilibri se entrambe le squadre confermeranno le loro qualità. Voglia di lottare fino all’ultimo e l’efficienza offensiva corale di squadra: ne vedremo delle belle.
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Olympiacos – Efes: preview
Partiamo da un presupposto: un incontro tra una squadra greca e una turca non sarà mai, ad alcun livello e per alcun motivo, una partita come le altre. Troppe implicazioni storiche e culturali, troppe acredini alle spalle che vanno al di là di una singola notte in braghini sul parquet con la spicchiata protagonista. No, davvero, troppo background, anche nell’era del professionismo e delle squadre che ipoteticamente, in quanto professioniste, di tali anticaglie dovrebbero risentirne virgola. Sogni, ragazzi.
Venendo alla gara specifica, le chiavi di lettura sono interessanti. Si affrontano due compagini entrambe reduci da una sconfitta coppesca. Il Real ha maltrattato i portuali ateniesi tra le mura madrilene, mentre la grande prestazione del Mago ha innescato lo stop di un Efes generoso ma poco incisivo nell’ultimo quarto. Due prestazioni di segno opposto, che nel campionato domestico hanno prodotto risultati di segno pressoché identico: gli anatolici hanno rullato Ankara, mentre l’ Olympiacos si è tolto lo sfizio di battere il Pana, con annesse dimissioni di Pedoulakis, che per la seconda volta non riesce a finire il proprio mandato sulla panchina di OAKA. Peccato.
Entriamo più nel lato tecnico. Gli uomini del Pireo in difesa riempiono l’area sul lato forte, lasciando invece spazio ai cecchini avversari sul lato debole perché dei due è meglio coprire la penetrazione. Sui pick&roll il raddoppio rapido ha la funzione di coprire la visuale del palleggiatore, ma se questi ha successo nel passare la sfera si recupera. In generale, l’aiuto-e-recupero è una soluzione che ai biancorossi piace parecchio, così come il chiudere le linee di accesso al ferro. In attacco, invece, detto che un buon contropiede non viene mai disdegnato, se però la retroguardia avversaria è lesta a riorganizzarsi la palla torna in punta per una riorganizzazione delle consegne, che sovente (anzi, quasi sempre) finisce in un doppio stack alto centrale per l’uscita dei tiratori, dalle tacche o all’altezza del prolungamento della linea del tiro libero. Aggiungere isolamenti a piacere, con obbligatoria opzione di scarico. Olympiacos rules.
L’Efes risente invece dell’impronta slava di coach Perasovic, all’appuntamento numero due sulla panchina turca. Nella propria metà campo si copre immediatamente il lato della palla, si ingorga il centro dell’area, si cerca l’anticipo e/o si sta davanti al marcatore tentando al contempo di disturbare anche gli altri avversari vicini. Soluzione utilizzata ma non prediletta i raddoppi, si sono visti persino sprazzi di press a tutto campo. L’offensiva, sempre seguendo i dettami della scuola balcanica, prevede l’uso di pick&roll con l’obiettivo tanto di far muovere la difesa quanto di concludere direttamente, di penetra-e-scarica che portano a un tiro o a un extrapass. I giocatori accorciano e si passano la palla all’altezza delle ali, creano movimento costante e ribaltamenti, lato-lato o lato-centro.
Ma questo è solo basket. Poi c’è tutto il resto.

Seconda parte del power raking stagionale dell’Eurolega.
Oggi andremo ad analizzare le squadre che vanno dalla 8 alla 1.
8- EFES INSTANBUL
L’Efes ha preso parte ai playoff di Eurolega per quattro volte ma, tuttavia, non è mai riuscito a qualificarsi per le Final Four.
Velimir Perasovic è tornato a Istanbul per cercare di replicare la fantastica cavalcata compiuta lo scorso anno con il Baskonia.
Quest’anno, però, avrà a disposizione un roster nettamente migliore con una maggiore profondità in panchina.
Molti dei protagonisti dello scorso anno (Heurtel, Dunston, Osman, Marrone, Granger, Balbay, Korkmaz) sono rimasti in e le aggiunte hanno innalzato la qualità della squadra e non di poco (Omic, Honeycutt, Cotton, Thomas).
L’allenatore croato vuole costruire una squadra veloce con qualità atletiche senza avere un go-to-guy.
Il pressing difensivo, le buone spaziature e tanti giocatori diversi tra di loro ma che si completano a vicenda potranno garantire anche quest’announ lungo cammino all’Efes.
7- DARUSSAFAKA DOGUS INSTANBUL
Pedoulakis è chiamato a creara la giusta chimica rapidamente al fine di coprire il gap che l’infortunio di James ha creato ma anche per scacciare il “fantasma” di Diamantidis il più rapidamente possibile.
Lo scorso anno l’Olympiakos è rimasto fuori dai playoff dopo 10 anni di qualificazioni consecutive ma tuttavia è riuscito a vincere il secondo campionato greco consecutivo e allora hanno deciso di fidarsi del nucleo principale che si è venuto a creare.
I vicecampioni del 2015 hanno aggiunto solo Erick Green come vice Spanoulis con l’obiettivo di avere un giocatore veloce e atletico capace di giocare uno contro uno.
Molto passerà per il ritorno di Patrick Young, potenzialmente dominante contro tutti ma che lo scorso anno si infortunò proprio sul più bello.
Nel frattempo Birch dovrà cercare di colmare (l’enorme) vuoto lasciato dalla aprtenza di Otello Hunter.
L’Olympiacos è essenzialmente una squadra completata, esperta e in grado di andare lontanto, molto lontano…
4- BARCELLONA
Il Barcellona, dopo essere rimasto lontano dalle Final Four per due anni, ha deciso di chiudere l’era Pascual per dare il via a quella di Bartzokas.
I catalani hanno adoperato pochi ma importanti cambiamenti nel proprio roster.
Satoransky e Arroyo sono stati sostituiti da Rice e Koponen mentre Claver va ad aggiungersi al pacchetto esterni.
L’allenatore greco inoltre ha rinnovato la sua fiducia aDoellman e Dorsey.
I balugrana saranno molto diversi rispetto al Lokomotiv dello scorso anno il quale aveva lunghi più atletici ma meno tiratori .
Se Navarro e soci riusciranno a colmare le lacune difensive non avranno problemi nell’arrvare tra le prime quattro d’Europa.
3- REAL MADRID
Nella passata edizione il Real Madrid non è riuscito a difendere il titolo conquistato l’anno prima.
Tuttavia, con ancora Pablo Laso in panchina, la squadra è rimasta intatta e con essa la sua filosofia.
La partenza di Sergio Rodriguez per la NBA, però, ha incasinato i piani dei madrileni.
Il Real ha deciso di richiamare l’ottimo difensore Draper oltre al concedere al giovansisimo Doncic un ruolo di primo piano.
La guardia slovena ha un talento eccezionale e, se riuscirà a mantere le aspettative, la scommessa madrilena potrebbe pagare.
Sono stati inoltre acquistati giocatori del calibro di Hunter e Randolph, quest’ultimo grande protagonista dei playoff 2015/2016.
Al di là di questo c’è bisogno di aumentare il livello di impegno in difesa oltre all’efficacia quando (soprattutto) Draper, Maciulis e Hunter non sono sul parquet.
2- FENERBACHE
Le due apparizioni consecutive alle Final Four dimostrano che, la strada intrapesa dal Fenerbache, è quella che porta dritto al trofeo.
La chimica per Obradovic non sarà di certo un problema dal momento che è riuscito a convincere Vesely e Udoh a rimanere nonostante le insistenti sirene NBA.
Oltre a loro, anche Bogdanovic ha anche deciso di voltare le spalle alla legha americana.
A questo punto hanno aggiunto al loro roster solo l’MVP del campionato italiano della scorsa stagione, James Nunnally.
L’ex Avellino, dalla panchina, ha da offrire punti (tanti) ed energia (tantissima).
La pressione su di loro sarà enormevisto che le Final Four si svolgeranno ad Instanbul…
1- CSKA MOSCA
Dopo sette stagioni consecutive senza successi il CSKA è riuscito finalmente a portarsi a casa l’Eurolega.
I moscoviti hanno confermato in blocco il roster facendo un’unica aggiunta ovvero quella di Jeff Ayres, campione NBA nel 2014.
Le armi principali del CSKA resteranno ancora una volta il duo De Colo-Teodosic ( tutto più facile con loro https://www.youtube.com/watch?v=uRsKMfLQhsY ) e la difesa.
La pressione psicolgica è stata eliminata lo scorso anno a Berlino e così ora il CSKA potrà esprimersi ancora meglio
Il fattore campo sembra ormai scontato e a quel punto, la Final Four e il trofeo sembreranno più vicini.
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Parte nel migliore dei modi la più importante manifestazione continentale di basket per club. A meno di un mese dalla fine di Eurobasket è già tempo di pensare a chi potrà fregiarsi della corona di massimo campione europeo il prossimo 15 maggio a Berlino, alle Final Four della Turkish Euroleague Basketball . Ecco dunque di seguito cosa è successo nella prima giornata.
GRUPPO A
La sorpresa è arrivata immediatamente dal primo girone: il Khimki ha infatti battuto 84 – 70 il Real Madrid campione in carica grazie ai 15 punti di Todorovic uscito dalla panchina e ai 13 di Shved al suo ritorno in Europa dopo tre anni di NBA, più i 12 di Rice e i 10 per ciascuno di Augustine e Monya, conducendo la gara sin dall’inizio. I blancos reduci dal Grande Slam hanno avuto 20 punti di Llull e 10 di Maciulis, mentre tutti gli altri hanno steccato la prima. Chi invece non ha steccato è stato il Fenerbahçe che ha regolato 74 – 67 il Bayern di Pesic grazie ai 15 punti di Datome, agli 11 di Vesely e soprattutto ai 25 messi insieme dalla coppia di play Sloukas – Dixon (13 – 12 il secondo), mentre all’altra parte Renfroe e Djedovic hanno segnato 14 punti ognuno, ma ai tedeschi non è bastato. Infine, nella sfida tra quelli che sembrano i due vasi di vetro tra i vasi di coccio (ma a questi livelli non si può mai dire) la Stella Rossa ha battuto Strasburgo 81 – 59, e in questo caso la differenza l’hanno fatta Zirbes (18) e Mitrovic (13) su Beaubois (17) e Golubovic (12).
GRUPPO B
Parte bene l’Olympiakos, che sferza il Cedevita Zagabria 76 – 61 con 20 di Printezis, 16 di Young e 14 di Lojeski. Tra i croati bene Pullen e Zubcic, rispettivamente a 16 e 18, e in generale un grande spirito combattivo che nel quarto periodo però è stato sopravanzato dai padroni di casa. Limoges cede invece in casa 89 – 77 contro l’Efes, che trova un Diebler da 21 punti e per il resto è un platoon system degno della miglior scuola slava della quale Dusan Ivkovic è fiero rappresentante, così come Jasmin Repesa, della cui Olimpia Milano è già stata descritta la sofferta vittoria 78 – 76 contro Vitoria.
GRUPPO C
Anche nel terzo girone è arrivata una brutta sorpresa per gli spagnoli. Barcellona infatti è caduta fuori casa 71 – 62 contro il Pinar, che non avrà nomi altisonanti ma resta una squadra con una forte impronta turca e una solida anima americana (16 per Iverson, 12 per Gabriel, 11 per Carter e 10 per Ragland). Il Lokomotiv Kuban ha superato il Panathinaikos 81 – 70 attraverso i 16 punti e 9 rimbalzi di Singleton e ai 14 più 5 assist di Delaney, mentre ai verdi allenati da Sale Djordjevic non è bastata la coppia Calathes – Diamantidis (13 il primo, 14 in secondo) e il riferimento in post basso di Raduljica (15). La contesa tra lo Zalgiris e i campioni usciti polacchi dello Zielona Gora ha visto prevalere i baltici in trasferta 66 – 62. Decisivi in questo caso i lunghi: 16 di Motum e 17 di Jankunas.
GRUPPO D
A Sassari purtroppo è andato male, avendo incocciato sul Darussafaka Istanbul 83 – 74, che ha tra le sua fila talenti come Milko Bjelica (15 più 7 carambole) e Jamon Gordon (12 più 7 assist), e c’è da essere fiduciosi per la prestazione dei play (14 Stipcevic, 12 Haynes). C’è invece da esserlo decisamente meno per quanto riguarda la compagnia nel raggruppamento: il CSKA ha travolto con un netto +31 (100 – 69) il Maccabi, che ha avuto ottimi numeri dal reparto guardie (17 di Farmar, 14 di Rochestie e 13 di Ohayon) ma per il resto ha fatto acqua da tutte le parti, permettendo alla corazzata russa di mandare in doppia cifra cinque uomini (Teodosic, De Colo, Fridzon, Nichols, Jackson), mentre Vorontsevich è arrivato vicino alla doppia cifra in entrambe le voci statistiche, con 9 punti e 7 rimbalzi. Infine Malaga: esaltando la propria front-line (18 di Kuzminskas, 13 Thomas, 10 Hendrix) gli andalusi hanno sopravanzato Bamberg 76 – 71, e a nulla sono valsi i 16 di Zisis, i 13 di Stralnieks e i 10 di Melli e Wanamaker. La situazione nel girone pare equilibrata: i campioni d’Italia possono anche trovare il varco giusto per passare alle Top 16.
EuroBasket Stories – Vassilis Spanoulis: il Dio greco del carisma e della personalità
Continua senza sosta il viaggio di NBAPassion alla scoperta delle storie più particolari dei prossimi protagonisti ad EuroBasket 2015: oggi tocca a Vassilis Spanoulis, il talentuoso playmaker che i greci venerano come un Dio.
“Gli eroi si ricordano, i miti non muoiono mai.”
Vassilis Spanoulis nasce il 7 Agosto 1982 a Larissa, città nella quale crescerà come persona e come giocatore di basket. Se vuoi diventare uno sportivo professionista, a Larissa non hai scelta: o giochi a calcio o giochi a basket. Vassilis sceglierà la palla a spicchi per due motivi: seguendo le orme del fratello maggiore Dimitris, anche lui cimentatosi nell’esperienza cestistica sin dall’infanzia, e a causa dell’altezza superiore rispetto a quella degli altri ragazzini.
Scelta la via del basket, Vassilis fa enormi pressioni a casa affinché potesse seguire i grandi campioni dell’NBA in tv, facendo così comprare al padre una di quelle mega-parabole che potessero permettere la visione delle partite: inutile dire che Michael Jordan fosse il giocatore preferito di Spanoulis. Sarebbe superficiale però seguirlo soltanto per quello che fa in campo, Vassilis lo adora per quello che è. Il giovane Spanoulis infatti è stregato dal carisma e dalla temperanza che Jordan mette in campo in ogni partita per guidare i Chicago Bulls verso la vittoria, una caratteristica che lui carpirà dalla leggenda col numero 23 e farà sua lungo tutta la carriera.
Carriera che inizia tra le fila dell’AEL Larissa insieme al fratello, ma non servirà molto tempo a chi li vede giocare per capire che, tra i due, Vassilis ha una personalità molto forte, già piuttosto plasmata rispetto ai coetanei: Spanoulis inizia a giocare come guardia (pensa un po’…) ma vuole sempre la palla tra le mani, consiglia i suoi compagni su cosa fare e su quale posizione prendere in campo, prende spunto da ciò che Jordan faceva, insomma. Compiuti i 16 anni, Vassilis intraprenderà anche una breve esperienza al Keravnos Larissa, decidendo però di fare un passo indietro e tornare all’AEL dopo sono un anno perché ancora non si sente pronto a staccarsi dal fratello maggiore. AEL Larissa che, dopo tanti anni passati nelle giovanili del club, decide di fargli firmare il primo contratto professionistico lanciandolo subito il prima squadra.
A 17 anni pertanto, Spanoulis fa l’esordio nella massima divisione greca. Giocherà per un paio di stagioni con l’AEL Larissa, prima che i dirigenti del Maroussi lo notino e gli propongano di giocare per la loro squadra: è il 2001, Vassilis ha ormai 19 anni e decide che è giunta l’ora di spiccare il volo, da solo; saluta pertanto il fratello Dimitris (che resterà altri tre anni al Larissa prima di finire a giocare in categorie minori) e decide di firmare il contratto propostogli.
Il primo anno al Maroussi non è dei più semplici in quanto il coach della squadra non crede molto in lui, relegandolo a riserva e concedendogli soltanto 12 presenze nelle quali Spanoulis realizza 4 punti di media. Nel frattempo, però, c’è un campionato Europeo Under-20 da disputare. La Grecia non vince, stravince e Spanoulis è l’assoluto protagonista della scena trascinando i suoi come solo lui sa fare con 16 punti e 5,5 assist di media; nonostante tutto sarà Nikos Zisis l’MVP del torneo.
Finita l’esperienza in nazionale, Vassilis torna al Maroussi e, come già detto, non è di certo il tipo che demorde tanto presto. La tenacia che avverte in sé, lo convince ad allenarsi con tanta grinta e voglia di rivalsa, alla ricerca di un nuovo stile che gli permetta di giocare con maggiore continuità: nasce così lo Spanoulis playmaker che noi tutti oggi conosciamo. Gli sforzi vengono premiati sul campo, dato che Vassilis vede raddoppiare i punti realizzati insieme alle presenze sul parquet.
Iniziano così i primi contatti con l’NBA e al Draft 2004, i Dallas Mavs lo selezionano alla 50a chiamata; lui però declina l’offerta e decide di rimanere in Grecia dove disputa senza dubbio la migliore stagione da quando è al Maroussi, mantenendo peraltro una media di 16 punti a partita e venendo nominato miglior sesto uomo dell’anno in Eurocup: Spanoulis ha ormai raggiunto una piena maturità, l’appuntamento con l’NBA è soltanto rimandato.

Con il Pana, Spanoulis ha vinto un campionato, una coppa nazionale ed è stato nominato miglior rookie dell’Eurolega
Le qualità messe in mostra nel corso degli ultimi anni non passano inosservate, specie ai dirigenti del Panathinaikos che decidono di puntare su di lui: mossa azzeccata. Non serve molto perché “V-Span” si ambienti al nuovo livello di gioco prendendo le redini della squadra e infatti diventa subito il miglior marcatore del Pana in Eurolega. I campioni di Grecia in carica dominano il palcoscenico ellenico mettendosi in mostra anche a livello internazionale e Spanoulis vince il campionato, la coppa nazionale e viene eletto miglior rookie dell’Eurolega. Nonostante i 23 anni non ancora compiuti, Spanoulis ha le sembianze di un veterano: guida il team con il carisma che lo contraddistingue da sempre e, quando la mano è calda, non ce n’è per nessuno. La stampa spende parole al miele per lui, venendo definito addirittura lo “European Kobe”.
L’NBA allora ci riprova e questa volta ci riesce: Spanoulis firma un triennale con i Houston Rockets dopo aver rescisso il contratto con il Panathinaikos. C’è anche un altro motivo che ha spinto la franchigia texana a voler firmare il greco a tutti i costi: il Mondiale 2006. La Grecia si presenta alla competizione forte della vittoria all’Europeo 2005 e, come da previsione, arriva in fondo al torneo. In semifinale c’è però il grande ostacolo: gli Stati Uniti degli astri nascenti LeBron James, Carmelo Anthony e Chris Paul. Finirà 101-95 per gli ellenici con un super Spanoulis da 22 punti: è la consacrazione di un campione, il mito di Spanoulis sbarca oltreoceano, salvo non convincere come in Europa per poi tornare in patria e ritrovare fortuna, tra le fila dell’Olympiakos, proprio lì, vicino al monte degli Dei dove accanto a Zeus e Apollo, oggi riecheggia anche il nome di Spanoulis.
Con la Nazionale Greca le soddisfazioni sono state tante, come l’oro agli Europei 2005 e il bronzo a Polonia 2009 o magari l’argento ai Mondiali 2006; ci sono stati però momenti anche meno felici, come quello di difficoltà che sta vivendo la nazionale da diversi anni a questa parte, con un 6° e 11° posto agli ultimi Europei che non rendono giustizia al talento che la Grecia può vantare. Ma Spanoulis ormai lo conosciamo, ci ha abituato al possibile e all’impossibile, sarà lui a farsi carico delle responsabilità come ha sempre fatto, per tentare di risollevare le sorti di una Grecia in crisi sul piano dei risultati sportivi e non solo. E attenzione al mix esplosivo di giovani talenti e gente della vecchia guardia: l’esperienza di Zisis, Bourousis e Printezis unita al talento fiorente di ragazzi come Papanikolaou, Sloukas e Antetokounmpo sono tranquillamente in grado di ribaltare il pronostico della vigilia che li vede fuori dal podio. Perché la Grecia ci ha abituato a colpi di scena, perché Vassilis Spanoulis può tutto come un Dio greco e, come tale, il popolo ellenico si aspetta grandi cose da lui.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)
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