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Paul George

Los Angeles Lakers, Free Agency da protagonisti? Tanti nomi potenziali
Los Angeles LakersMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattative

Los Angeles Lakers, Free Agency da protagonisti? Tanti nomi potenziali

di Giovanni Rossi 6 Maggio 2018
Scritto da Giovanni Rossi

La prossima Free Agency sarà determinante per capire se i Los Angeles Lakers potranno tornare sulla mappa delle franchigie che contano nella NBA.

Per la quinta stagione consecutiva i lacustri non sono approdati alla post-season. Tuttavia, i miglioramenti rispetto allo scorso anno sono evidenti, sia in termini di risultati (+9 W) che di prestazioni offerte: gioco più moderno, ritmi alti e migliore efficienza difensiva.

Inoltre, rispetto alle scorse estati, il nuovo front office targato Magic Johnson e Rob Pelinka ha reso credibile il progetto Lakers grazie a scelte precise ed importanti mosse di mercato.

La trade di D’Angelo Russell e Mozgov prima del draft e qualla di Jordan Clarkson e Larry Nance Jr. a Febbraio hanno creato lo spazio salariale e la flessibilità necessaria per agire sul mercato.

stats corner

I big della Free Agency per i Los Angeles Lakers

Se negli anni scorsi i FA, più o meno big – da LMA a Monroe – hanno trattato con sufficienza e disinteresse le proposte dell’ex duo Jim & Mitch, quest’anno i big disponibili sono stati praticamente tutti accostati ai Lakers.

Il promesso sposo Paul George è accostato dallo scorso anno ai gialloviola e secondo tutti gli insider ed analisti L.A. è l’unica alternativa credibile ai Thunder.

Del sogno LeBron James ne hanno parlato tra gli altri il guru Adrian Wojnarowski – che ritiene scontata la corte ad entrambi – e più recentemente Shaquille O’Neal. Per The Diesel sarebbe la mossa giusta per entrambi.

Meno probabile l’arrivo di Kawhi Leonard, accostato ai lacustri da alcuni anonimi GM, sia per la scontata smentita dell’ambiente Spurs, sia per il valore della contropartita che un’eventuale trade richiederebbe. Tuttavia il futuro di The Claw resta incerto, dato che continuano a trapelare malumori sia dall’agente che dai familiari.

L.A. potrebbe essere anche una delle possibili destinazioni dei big man DeMarcus Cousins e DeAndre Jordan, nel caso decidano di cambiare team.

Lakers are back? Lo scopriremo presto.

 

6 Maggio 2018 3 commenti
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Paul George
NBA NewsOklahoma City Thunder

Paul George: “Troppi tiri per Westbrook? Dovrebbe essere arrabbiato per i tiri che ho preso”

di Stefano Castagna 30 Aprile 2018
Scritto da Stefano Castagna
Paul George non si è affatto lamentato per i tanti tiri da Russell Westbrook nella sconfitta degli Oklahoma City Thunder contro gli Utah Jazz in gara 6 nel primo turno che si è conclusa con l’eliminazione dai playoff. L’ala piccola, invece, che sembra voglia restare a Oklahoma, dice di aver sbagliato e si scusa con Westbrook

“Onestamente, ci sono state alcune volte in cui ho avuto la palla ed avrei dovuto essere più aggressivo”, ha detto Paul George riguardo alla sua prestazione di gara 6, a Royce Young di ESPN.

Troppi tiri per Westbrook?

Paul George ha tirato 16 volte nella sconfitta 96-91 dei Thunder – non molto lontano dalla media della regular season di 16.9 tentativi per partita – ma quando vengono confrontati con i ben 43 di Westbrook, il numero di tiri presi da Paul George appare veramente ridicolo.

Ma al contrario, se George ha qualche rimpianto riguardo a gara 6, è solo per il fatto che i suoi tiri hanno tolto la palla dalle mani a Westbrook troppo spesso.

 “Aveva la mano calda, stava segnando”, ha aggiunto George. “Quindi, semmai, dovrebbe essere lui quello arrabbiato per i  tiri che ho preso.”

Nel corso della serie, Westbrook ha preso 161 tiri – 26,8 per partita e il 31% dei tiri di tutta la squadra (cifra spaventosa) – con una true shooting percent (percentuale al tiro che tiene conto sia dei liberi che dei tiri da 3 punti) del 49,3%. Paul George ha preso 120 tiri, con una true shooting percent del 54.5%

30 Aprile 2018 0 commenti
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Lakers-LeBron-cavaliers-lakers Lonzo Ball
Mercato NBA, ultime notizie su scambi e trattative

Lakers, la dirigenza spera in LeBron e Paul George

di Luca Castellano 19 Aprile 2018
Scritto da Luca Castellano

I Lakers provano il grande colpo in estate. Secondo quanto riportato in questi minuti da ‘Espn.com‘ il front office giallo-viola proverà l’assalto a LeBron James e Paul George nella prossima free agency.

La dirigenza Lakers vuole il doppio colpo: la situazione

I Lakers hanno terminato anzitempo la loro stagione agonistica, finendo anche per questa stagione fuori dalla post-season della Western Conference.

La squadra allenata da coach Luke Walton in questa stagione però ha mostrato notevoli miglioramenti dal punto di vista del gioco e con gli scambi di Jordan Clarkson e Larry Nance Jr. in cambio di Channing Frye e Isaiah Thomas, ha grande margine di manovra per prendere una superstar Nba in vista della prossima free agency o probabilmente anche due visto lo spazio salariale veramente incredibile a disposizione.

Le ultime notizie che arrivano dagli Usa confermano le intenzioni di Magic Johnson e di tutto il front office dei Lakers, disposti a riportare il team purple and gold alla lotta per il titolo.

Secondo quanto riportato in questi ultimi minuti da Adrian Wojnarovski di ‘Espn.com‘, la dirigenza spera nell’arrivo di LeBron James e di Paul George nella prossima free agency.

Ecco le parole dell’insider di ‘Espn.com‘ rilasciate pochi minuti fa a ‘EspnLosAngeles‘:

“Il loro piano non è cambiato. Vogliono arrivare sia a LeBron James che a Paul George. Ovviamente per arrivare ad entrambi è necessario che si incastrino diverse cose, ma questo è il loro obiettivo. Vogliono costruire una contender al titolo NBA,  nel breve termine potrebbe diventare una squadra di primissimo livello in caso di arrivo delle due superstar”.

 

 

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19 Aprile 2018 0 commenti
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NBA NewsOklahoma City Thunder

Paul George: “Steven Adams fondamentale per noi. E’ molto sottovalutato”

di Andrea Notari 24 Marzo 2018
Scritto da Andrea Notari

Altra grandissima prova di Steven Adams ed altra vittoria dei suoi Oklahoma City Thunder che superano, 105 a 99, i Miami Heat, grazie anche al solito Russell Westbrook da 29+13+8.

Il centro neozelandese ha invece chiuso con una roboante doppia-doppia da 24 punti e 12 rimbalzi, segnando ben 20 punti nei primi tre quarti di gioco, quando i suoi compagni erano in difficoltà nel trovare il canestro ed il suo apporto è stato fondamentale.

Steven Adams: le parole di Paul George

Nel post gara, a parlare dell’ennesima grande prova di Adams non ha parlato il diretto interessato ma il suo compagno di squadra Paul George che ha speso parole al miele per il centro nativo di Rotorua: “Il valore di Steven è estremamente importante per noi, specie quando non riusciamo a segnare, quando abbiamo bisogno di un canestro facile ci affidiamo sempre a lui e ne traiamo vantaggio. E’ un giocatore molto sottovalutato“.

Grazie alla gran prova di Steven Adams, OKC è passata al 4° posto nella Western Conference quando mancano 8 partite al termine della stagione. Sono 7 le vittorie nelle ultime 8 gare degli uomini di Billy Donovan che sembrano aver trovato la quadratura perfetta in vista dei play-off, grazie anche all’arrivo di Corey Brewer (soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva), e perdendo soltanto contro i Boston Celtics in maniera rocambolesca, con lo 0 su 2 dalla lunetta di Carmelo Anthony.

24 Marzo 2018 0 commenti
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Lakers Paul George George sugli arbitri
NBA Passion AppNBA, National Basketball Association

Paul George: “Non voglio rimbalzare da un team all’altro”

di Domenico Taverriti 21 Febbraio 2018
Scritto da Domenico Taverriti

Paul George sta facendo il conto alla rovescia. Questo fine stagione infatti, dovrà scegliere se rimanere agli Oklahoma City Thunder o volare verso altri lidi. La destinazione più quotata sembrerebbe essere quella dei Los Angeles Lakers, che sarebbero pronti ad accoglierlo con un contratto minimo di $ 30 MM di dollari.

Per il giocatore sarà fondamentale la chiusura di stagione con gli Oklahoma City Thunder. Paul George infatti, potrebbe valutare di rimanere in caso di vittoria del titolo o di maggiori garanzie per il futuro. Come detto prima però, in pressing sul ragazzo ci sono i Los Angeles Lakers, che con il loro spazio salariale sarebbero ben disposti ad accoglierlo.

Ad aumentare le voci intorno alla partenza di Paul George inoltre, ci sono stati gli inconsueti i cori dei tifosi Lakers durante l’All Star Game, che intonavano a gran voce: “We want Paul”.

Ad oggi il ragazzo, se dovesse diventare free agent, potrebbe guadagnare nella prossima stagione una cifra minima di $ 30 MM di dollari. Inoltre, se dovesse rientrare nei quintetti All-NBA della regular season, godrebbe di un aumento di circa $ 5 MM sul proprio contratto.

Guardando le cifre quindi, possiamo dedurre come siano davvero poche le franchigie a potersi permettere il campione degli Oklahoma City Thunder.

Paul George in questa stagione ha sempre cercato di lasciar da parte il discorso partenza e ha sempre voluto concentrarsi sul basket giocato. I tempi ora però stringono e nella giornata di ieri, il campione  ha per la prima volta chiarito le sue intenzioni.

Le volontà di Paul George

In un’intervista al The Ringer Paul George dichiara: “Ancora non so per quale team giocherò nei prossimi anni, ma una cosa è certa, non voglio rimbalzare da un team all’altro”.

Il campione degli Oklahoma City Thunder continua l’intervista e chiarisce: “La decisione che prenderò sarà molto importante, anche perchè vorrei cominciare un progetto duraturo e non muovermi per molto tempo”.

 

21 Febbraio 2018 0 commenti
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Westbrook Carmelo Anthony
NBA NewsNBA Passion AppNBA Teams

Anthony: “Abbiamo bisogno che Westbrook non si rimetta a me o a George”

di Gabriele Arico 28 Dicembre 2017
Scritto da Gabriele Arico

Gli Oklahoma City Thunder sembrano aver trovato la soluzione ai loro problemi iniziali. La vittoria contro i Toronto Raptors (conquistata questa notte con il punteggio di 124-107) è la sesta consecutiva, ed è il simbolo del grande momento di forma che stanno vivendo Westbrook e compagni. Gli ultimi due successi (appunto contro i Raptors e contro gli Houston Rockets nella serata di Natale) sono molto prestigiosi, ottenuti contro le attuali numero 2 della Eastern e Western Conference.

Le parole di Anthony

L’inizio stagione dei Thunder è stato problematico e il record di 14-15 ne era testimone. Queste 6 vittorie consecutive invece hanno proiettato Oklahoma al 5° posto in classifica, la squadra è in fiducia e sembra finalmente esserci il giusto affiatamento.

Al termine della vittoria di questa notte, Carmelo Anthony ha provato a dare una spiegazione a questo cambio di rotta positivo della sua squadra. Più in particolare, ha parlato di Westbrook e dell’atteggiamento del n°0 nei confronti di George e di se stesso:

Penso che il fatto che Russ stia giocando senza rimettersi alle decisioni di nessuno di noi stia aiutando molto l’intera squadra. Credo che lui sia molto più efficace giocando in questo modo, piuttosto che rimettendosi a me o Paul (George). Sappiamo quanto è importante per noi. Ne siamo consapevoli; lui deve essere capace di giocare tranquillamente, dando il massimo. Abbiamo bisogno di questo Westbrook in campo. Non di quello che si rimette a noi. 

 

28 Dicembre 2017 0 commenti
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Westbook e Paul George
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Paul George: “Vorrei più rispetto riguardo le mie abilità difensive”

di Luca Castellano 24 Novembre 2017
Scritto da Luca Castellano

Paul George dopo la vittoria dei suoi Thunder contro i Warriors, si prepara all’attesissimo scontro di questa notte contro i Detroit Pistons, autentica rivelazione della Eastern Conference.

Gli Oklahoma City vanno alla caccia del riscatto. La squadra di coach Billy Donovan non ha iniziato nella maniera migliore la nuova regular season, ma nelle ultime settimane si sono visti grandi miglioramenti.

Paul George parla delle sue qualità in difesa

Dopo due bruttissime sconfitte consecutive arrivate contro gli Spurs e i Pelicans, i Thunder si sono sbarazzati qualche giorno fa tra le mura amiche dei Golden State Warriors campioni Nba.

La squadra di Russell Westbrook e soci infatti, ha annichilito in difesa tutto l’arsenale offensivo della franchigia di Oakland, affidato alle mani di Steph Curry e del grande ex Kevin Durant.

In particolar modo è stata efficace e importantissima la prestazione di Paul George in chiave difensiva, capace di rivelarsi una minaccia costante per la franchigia allenata da coach Steve Kerr.

All’indomani della sfida contro i Detroit Pistons, che attualmente si stanno affermando come seconda forza della Eastern Conference; lo stesso George ha rilasciato un’intervista riguardante le sue recenti prestazioni difensive.

Ecco le sue parole pubblicate da Marc Spears di ‘The Undefeated‘:

“Dopo la vittoria ottenuta due giorni fa contro i Warriors, si parlava della mia efficenza difensiva delle ultime settimane. Vorrei più rispetto riguardo a queste mie capacità; perchè anche quando ero nel roster dei Pacers ho dato un contributo enorme e nessuno ha mai elogiato questa mia particolarità di gioco. C’erano sempre aiuti da parte mia, ma nessuno ha il coraggio di ricordarsi ciò che ho fatto nelle passate stagioni”. 

 

24 Novembre 2017 0 commenti
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Paul George
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Paul George: “Il mio regalo per Westbrook? 37 punti non bastano?”

di Marco Tarantino 13 Novembre 2017
Scritto da Marco Tarantino

Paul George e gli OKC Thunder vincono e rialzano nuovamente la testa dopo un periodo piuttosto negativo: anche contro i Mavericks arriva la vittoria, griffata PG, nel giorno del compleanno di Russell Westbrook.

Dopo la gara gli è stato chiesto: “Hai un regalo per Russell Westbrook?”
PG guarda il cronista: “Gli ho portato 37 punti” e si allontana sorridendo.

Senza Carmelo Anthony è di nuovo Paul George a rubare la scena a tutti:

  • 37 punti
  • 8 rimbalzi
  • 5 assist

Contro i Clippers era stato protagonista con 42 punti in 41 minuti, conditi da 9 rimbalzi e 7 assist. Ieri altri 37. La riunione con i compagni di squadra ha portato OKC a risalire la china e giocare maggiormente di squadra. I Thunder si assestano sul record di 6 vittorie e 7 sconfitte: Carmelo Anthony, out ieri notte contro i Mavs, non preoccupa, ha solo un problema alla schiena risolvibile in poco tempo.

Mavs@Thunder finisce 99-112 nella seconda sfida senza Steven Adams sostituito da un interessante Dakari Johnson in quintetto. 23 minuti contro i Clippers, 17 contro Dallas con qualche giocata importante. Deve migliorare nella gestione dei falli (ieri 4 e 5 contro i Clippers) ma può essere un sostituto molto utile nelle rotazioni di Donovan per far rifiatare Steven Adams.

13 Novembre 2017 0 commenti
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Oklahoma City Thunder: lavori in corso

di Filippo Scalco 26 Ottobre 2017
Scritto da Filippo Scalco

Dare giudizi dopo soltanto quattro partite di regular season su una squadra piena di nuovi volti è quantomeno affrettato, non credete? Nonostante cìo ci sono diversi spunti e analisi da poter fare su una squadra come quella degli Oklahoma City Thunder che si appresta ad essere una delle più affascinanti e interessanti della lega.

ALLA RICERCA DELL’IDENTITÁ

Nelle prime quattro uscite stagionali sono arrivate due sconfitte e due vittorie in cui la squadra ha dimostrato di avere un potenziale spropositato ma un’identità offensiva ancora da trovare. Quando ci sono tutti questi cambiamenti, soprattutto se si tratta dell’inizio di stagione, ci vuole pazienza. Far coesistere tre superstars del calibro di Russell Westbrook, Paul George e Carmelo Anthony è un compito arduo e bisognerà aspettare del tempo prima di vedere finalmente tutti al massimo delle loro capacità.

Nella metà campo offensiva la squadra ha fatto vedere cose interessanti. Le continue combinazioni tra piccoli e lunghi, i tiri dalla lunga distanza e le iniziative in isolamento sono state le costanti di queste prime quattro gare. Il tiro da tre punti è stato un’arma utilizzata spesso e volentieri dalla banda di Billy Donovan sia sugli scarichi che in uscita dai blocchi. La qualità dei tiri presi è stata di buon livello e c’è poco da preoccuparsi se l’efficienza non è ancora come ci si aspetta: il livello degli interpreti sono sotto gli occhi di tutti e col passare del tempo i miglioramenti arriveranno sicuramente.

Con Russell Westbrook a guidare le scorribande e due bocche da fuoco micidiali come George e Anthony pronte a finalizzare tutto ciò che gli capiti tra le mani le ripartenze sono sicuramente una delle soluzioni migliori a disposizione di Billy Donovan e in queste prove iniziali ne abbiamo avuto la conferma. Questa è una squadra che può correre e andare in transizione con efficacia e ad oggi il 20.7% dei possessi è stato utilizzato in queste situazioni con  i risultati che da questo punto di vista sono stati soddisfacenti, come testimonia il 64.5% di percentuale effettiva (quarto miglior dato nella lega).

Russell Westbrook guida la transizione in maniera impeccabile e serve Andre Roberson per un canestro facile

Quando migliorerà la chimica di squadra e gli automatismi saranno ormai collaudati il rendimento offensivo sarà probabilmente di un altro livello rispetto a quanto mostrato ad oggi e considerando le qualità è lecito aspettarsi risultati eccellenti in questa metà campo.

PRIME PROVE DI BIG THREE

In queste quattro gare iniziali abbiamo potuto vedere finalmente all’opera i nuovi big three dei Thunder: Russell Westbrook, Carmelo Anthony e Paul George.
Russell ha cominciato la stagione nei migliore dei modi giocando in maniera impeccabile e altruista. Si sta dedicando molto ai compagni e sta svolgendo i suoi compiti da playmaker senza troppe sbavature cercando di mettere in ritmo i compagni e regalando spesso assists al bacio per i suoi compagni. È apparso maggiormente in controllo rispetto allo scorso anno e molto più attento nel scegliere i tiri da prendere, con poche forzature e cercando di cogliere le opportunità che la partita gli offriva. A tal proposito, nonostante quattro gare siano poco indicative, le sue percentuali sono di ottimo livello sia dal campo che da tre punti (48% dal campo e 44% da tre punti). Sta prendendosi la maggior parte dei tiri nei pressi del ferro con discreti risultati (64.5% nella RA) e la presenza di tiratori sul perimetro non può che fargli bene da questo punto di vista.

Carmelo Anthony invece è stato senza dubbio il più continuo dei tre risultando di buon livello in tutti gli incontri finora disputati. ‘Melo sta giocando alla sua maniera, con tanti isolamenti e tiri dal mid-range e i risultati sono sicuramente confortanti. L’alchimia con i compagni cresce di partita in partita e la qualità dei suoi tiri da oltre l’arco è di ottimo livello nonostante non stiano entrando con continuità. Per quanto riguarda la fase difensiva molti a inizio stagione storcevano il naso e pensavano sarebbe dimostratosi dannoso per la squadra. Tutt’altro è invece apparso in queste prime gare con Carmelo che si sta applicando e sta dimostrando di poter contribuire anche nella metà campo dove non brilla maggiormente.

Russell Westbrook muove la difesa e scarica su Carmelo Anthony che punisce con un arresto e tiro dalla media distanza

Paul George invece ha faticato di più rispetto agli altri soprattutto al tiro dove non sta tirando con percentuali entusiasmanti. Tuttavia anche in questo caso la qualità dei suoi tiri, provenienti soprattutto in uscita dai blocchi, è di ottimo livello e non c’è assolutamente da preoccuparsi.

LAVORO SPORCO

Solitamente in una grande squadra ricca di stelle e giocatori importanti c’è sempre chi, lontano dai riflettori e dalla luce della ribalta, facilita il compito degli altri, fa il lavoro sporco. Negli Oklahoma City Thunder questo ruolo è ricoperto da Steven Adams. Il centro neozelandese ha cominciato alla grande questa stagione e tutta la squadra beneficia della sua presenza, sia in attacco che in difesa. Offensivamente fa ogni cosa: blocca in maniera eccezionale, finalizza gli assists dei compagni, va a rimbalzo e talvolta usa le sue buone mani per fungere da passatore aggiunto. Insieme a Westbrook forma un asse piccolo-lungo tra i migliori della lega: quando assistito da Westbrook in questa stagione tira con un solidissimo 81% dal campo. In totale ad oggi viaggia a 13.8 punti e 8.5 rimbalzi di media con un eccellente 66.7% dal campo nonostante un USG% di solo 15.2.

Pick & Roll Westbrook-Adams eseguito alla perfezione che si conclude con la schiacciata del neozelandese

Questa può essere veramente la stagione della sua consacrazione e Steven ha tutte le carte in regola per fare bene e vincere (perchè no?) anche il premio di Most Improved Player.

26 Ottobre 2017 0 commenti
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Oklahoma City Thunder campioni NBA? Per Paul Pierce si può fare

di Kevin Martorano 13 Ottobre 2017
Scritto da Kevin Martorano

I Thunder campioni NBA? Secondo Paul Pierce, leggenda NBA e attuale analista di ESPN, è possibile ed ha recentemente fatto la sua previsione per la prossima stagione:

Gli Oklahoma City Thunder saranno i prossimi campioni NBA

ed a questa dichiarazione ha poi aggiunto che Russell Westbrook sarà premiato come MVP delle Finals. Dichiarazione sensata oppure totalmente infondata e fatta per far notizia? Ad oggi sembrerebbe più la seconda ipotesi, in quanto i Thunder sono una squadra abbastanza nuova, alla quale sono state aggiunte anche due superstar del calibro di Paul George e Carmelo Anthony, per cui ci vorrà anche tempo per trovare la giusta chimica di squadra e dividersi i possessi in attacco, senza dimenticare che sia Westbrook che Carmelo Anthony dovranno anche decidersi nel difendere, visto che nessuno dei due ha mai mostrato grandi attitudini difensive.

Senza dubbio, però, OKC ha quest’anno molte più chances rispetto alla passata stagione, in quanto il talento a disposizione di coach Billy Donovan è aumentato a dismisura; per questo OKC potrebbe essere una squadra molto dura da battere. Nonostante ciò, c’è da dire che difficilmente i Thunder potranno anche solo arrivare alle Finals, in quanto da quelle parti ci sono i Golden State Warriors che dominano e difficilmente potranno essere assenti dalle prossime Finals. I Thunder lo scorso anno senza Anthony e George hanno chiuso la regular season conquistando un posto per i playoffs, salvo poi venire eliminati dagli Houston Rockets al primo turno.

La Bovada list, ovvero un’agenzia di scommesse, vede gli Oklahoma City Thunder come la quinta forza della lega, preceduta dai Golden State Warriors, Cleveland Cavaliers, Boston Celtics e San Antonio Spurs, senza dimenticare che abbiamo anche gli Houston Rockets, i quali, oltre ad aver già eliminato i Thunder lo scorso anno, hanno anche aggiunto Chris Paul e Mbah a Mouthe al loro roster. Sarà quindi molto difficile che la previsione di Paul Pierce si avveri, ma la sua boutade che vede i Thunder campioni NBA forse non è del tutto infondata…

13 Ottobre 2017 0 commenti
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Oklahoma City Thunder Pronostici Stagione Nba 2017/2018: Northwest Division- Anthony posa con la sua nuova casacca
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Oklahoma City Thunder gli outsider per il titolo NBA?

di Jacopo Riccardi 13 Ottobre 2017
Scritto da Jacopo Riccardi

Quello che abbiamo visto in queste prime partite di preseason rimane sempre ovviamente solo pre season, però gli Oklahoma City Thunder fanno riflettere, il gioco non è mancato e daalla prima partita Melo e George si sono trovati subito a meraviglia. Con il rientro di Westbrook poi è stato ancor più in discesa.

I tre sembrano trovarsi davvero alla perfezione. Westbrook si è ritrovato due personalità molto forti nello spogliatoio come George e Melo, leader indiscussi dello loro ex franchigie, rispettivamente Indiana Pacers e New York Knicks. Quello che è sembrato trapelare è che i due si siano messi a disposizione del leader tecnico e carismatico dei Thunder e che anche lui si sia messo a disposizione dei due neo arrivati. Dalle dichiarazioni rilasciate dai tre sembrerebbe che puntino davvero a vincere subito, a spodestare i Golden State Warriors dal trono e a mettersi al dito l’anello. Ciò che trapela è un patto “diamo tutto, mettiamoci a disposizione l’uno dell’altro e vediamo come va, lavoriamo giorno per giorno ed i risultati arriveranno”.

Le potenzialità ci sono tutte, Russ e compagni hanno tutte le carte in regola per vincere. L’MVP della stagione appena passata, un Melo che sembrerebbe essere rinato, con una voglia di rivalsa da far invidia, George che non vuole altro che vincere un titolo.

Il quintetto è a tutti gli effetti da titolo, con Westbrook da play, Roberson come guardia che avrà prettamente compiti difensivi, George da 3, Melo da 4 e Adams. La pecca forse per Oklahoma è una panchina non troppo lungo ma comunque da non sottovalutare, con i nuovi innesti Patterson, Raymond Felton e Isaiah Canaan. Un altro vantaggio per gli Oklahoma City Thunder è che senza dubbio almeno uno dei Big three sarà sempre in campo, mentre l’anno scorso quando Westbrook sedeva in panchina la squadra calava paurosamente, sia nelle statistiche che nel gioco.

Proprio Russ è colui che più degli altri due è andato  vicino al titolo con una finale persa contro gli in giocabili Miami Heat di LeBron James e Dwyane Wade. A fargli da spalla al tempo c’era Kevin Durant, poi passato agli acerrimi rivali dei Warriors. Staremo a vedere se Westbrook riuscirà nell’impresa: il sorriso, la voglia, la fame agonistica, l’essere trascinatore e il talento non gli sono mai mancati, sa che quest’anno competere con Golden State è quasi utopia, ma mai usare la parola utopia con il neo MVP, perché lui in un modo e nell’altro darà tutto per farvi ricredere. Che le danze abbiano inizio, ne vedremo delle belle.

13 Ottobre 2017 0 commenti
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Oklahoma City Thunder: Dexter

di Filippo Scalco 12 Ottobre 2017
Scritto da Filippo Scalco

Guardandolo attentamente negli occhi, non dubitereste mai di lui. Ha un volto così amichevole, così pulito, all’apparenza sincero. Eppure, dietro quel viso adorabile, si nasconde uno spietato serial killer, che agisce di notte, nell’ombra, per punire tutti coloro che sono riusciti a sfuggire alla giustizia. Il suo nome è Dexter Morgan, il protagonista della serie a lui intitolata, e come avrete facilmente intuito ha qualità fuori da comune, nel bene e nel male, che gli permettono di svolgere eccellentemente il suo lavoro notturno.

Russell Westbrook è un killer implacabile, che studia le sue vittime e le fa a pezzi in tutti i modi possibili. Proprio come il protagonista della serie Dexter Russell possiede delle abilità e delle caratteristiche straordinarie, fuori dal comune, che lo hanno portato nell’elite del basket d’oltreoceano. Il perno degli Oklahoma City Thunder sarà chiamato anche quest’anno a usare il suo arco pieno di frecce per trascinare la squadra a qualcosa di più grande di una comparsa nella postseason. Tra pick & roll e schiacciate terrificanti il killer di Long Beach cercherà insieme ai suoi compagni (e che compagni) di conquistare il tanto agognato anello.

Durante la free agency Sam Presti si è mosso in maniera magistrale, portando a Oklahoma City due talenti di classe sopraffina: Paul George in primis e, come ultimo botto della caldissima estate dei Thunder, Carmelo Anthony. Due fuoriclasse, due giocatori con qualità straordinarie, che assieme a Russell Westbrook andranno a formare un terzetto che ha pochi eguali nella lega.
Russell Westbrook, Paul George e Carmelo Anthony tutti nella stessa squadra. Ma in che modo coesisteranno? Andiamo a scoprirlo.

Nella scorsa stagione i nuovi big three di Oklahoma City sono stati tutti nella top 10 della lega per numero di isolamenti giocati a partita. Con tutti e tre nella stessa squadra, tutto ciò non sarà ovviamente possibile. Billy Donovan dovrà ridisegnare l’intero piano offensivo e riuscire a combinare i tre giocatori di punta della squadra nel miglior modo possibile. Tutto passerà con ogni probabilità sempre e comunque da Russell Westbrook, che avrà il controllo della manovra, ma che dovrà migliorare la sua efficienza e la sua capacità di leggere le partite. Il numero #0 resterà la prima opzione offensiva della squadra, ma i suoi tiri e la sua USG% caleranno sicuramente.

Paul George invece è proprio la spalla ideale di Russell: sa tirare con efficienza dalla lunga distanza, sa crearsi il proprio tiro, ha una miriade di soluzioni offensive ed è discreto anche come passatore. Quando Westbrook porterà a spasso mezza difesa ‘P’ (come lo chiama Carmelo Anthony) dovrà farsi trovare pronto sugli scarichi, come ha fatto lo scorso anno. L’ex Indiana potrà anche beneficiare degli eccellenti blocchi portati da Steven Adams, per prendere un tiro dal midrange o eludere la difesa al ferro.

Oklahoma City Thunder

La mappa di tiro di Paul George della scorsa stagione

Per la prima volta in carriera Carmelo Anthony non sarà la prima scelta offensiva della squadra e non sarà quindi costretto a portare tutto il peso dell’attacco sulle sue spalle. Il nuovo arrivato in casa Thunder giocherà nel ruolo di ala grande, come confermato da Billy Donovan. Non proprio  la sua posizione ideale, ma è un ruolo che ha già ricoperto in passato con buoni risultati, come si vede dal grafico sottostante.

Le media punti di Carmelo Anthony da PF

Anthony si appresta ad essere un giocatore più efficiente rispetto allo scorso anno: con due attaccanti del calibro di George e Westbrook avrà sicuramente meno attenzioni e diminuirà il numero dei suoi isolamenti a partita. ‘Melo andrà ad allargare il campo soprattutto grazie alle sue incredibili doti in situazioni di spot-up, che apriranno spazi per le incursioni al ferro di giocatori come Steven Adams.
Le sue grandi abilità balistiche potranno anche essere usate in un’eventuale pick and pop con Russell Westbrook, che sarebbe letteralmente devastante, magari con un tiratore dall’altro lato del campo pronto a beneficiare di uno scarico.

Il repertorio offensivo di Anthony è praticamente illimitato e la sua presenza darà a Billy Donovan svariate opportunità che il coach dovrà essere bravo a conciliare con le esigenze della squadra. Il suo gioco spalle a canestro rimane tutt’oggi uno dei migliori della lega, e nonostante il suo primo passo non sia più quello micidiale di un tempo, Carmelo riesce comunque ad essere produttivo in isolamento (42,39 di offensive value added in queste situazioni secondo NBA Math).

Aldilà delle sue capacità da scorer, ci sono altri aspetti interessanti del gioco di Melo. A detta di Sam Presti infatti, Billy Donovan lo vede come un passatore sottovalutato e questa rappresenta un’altra opzione offensiva per la squadra. Anthony non avrà il quoziente cestistico e la visione di gioco di Durant e James ma potrebbe in alcune situazioni fungere da play aggiunto, proprio come fanno spesso Kevin e LeBron per dare un’alternativa al gioco degli Oklahoma City Thunder. Se andiamo a vedere nel dettaglio le situazioni in cui Melo funge da play notiamo come abbia una buona visione di gioco e una discreta mano da passatore.

Nella stragrande maggioranza dei casi nei quali ‘Melo gioca il pick and roll è lui a prendersi il tiro o a concludere l’azione, ma talvolta può essere produttivo anche come passatore per il rollante a canestro, come si vede nella gif soprastante.

Il grande punto debole del gioco di Carmelo Anthony è sicuramente la poca abnegazione nella metà campo difensiva. Nella scorsa stagione il suo rendimento difensivo è stato altamente insufficiente: spesso si è dimostrato svogliato e poco impegnato. Bisogna però anche considerare che la scorsa stagione è stata molto difficile per l’ex giocatore di Nuggets e Knicks. La squadra non ha raggiunto i playoff ed è probabile che Melo sia stato anche poco motivato. Quest’anno arriva in una realtà nuova in quella che potrebbe essere l’ultima chance importante della sua carriera e forse vedremo dei miglioramenti sotto questo punto di vista. Carmelo si ritroverà a dover marcare i 4 avversari e dovrà dimostrare spirito di sacrificio e impegno. Le qualità per difendere in maniera quantomeno accettabile le ha tutte, ora sta a lui dimostrarlo.

La presenza di tre giocatori di livello assoluto come Westbrook George ed Anthony, come detto in precedenza, consentirà agli altri giocatori della squadra di avere più spazio. Lo scorso anno, complici delle spaziature pessime, l’area era spesso affollata ed era difficile attaccare il ferro con ottimi risultati. Quest’anno invece, con l’arrivo di tre giocatori che aprono il campo (George, Anthony e Patterson) ci sarà molto più spazio per le penetrazioni a canestro, e di tutto ciò beneficerà sicuramente un giocatore come Steven Adams.
Ci si aspettava la sua consacrazione, ma diversi motivi non lo è stato. Ci sono stati dei miglioramenti per quanto riguarda la metà campo offensiva, con il giocatore neozelandese che ha mostrato buone cose soprattutto dal post basso e ai tiri liberi. Nonostante ciò, Adams è stato il giocatore che più ha faticato per via di uno space-rating gravemente insufficiente.
In questa stagione dovrebbe avere più libertà nel pitturato, dove dovrà essere bravo ad agire soprattutto come finalizzatore. Oltre a ciò, sembra stia lavorando anche sul suo tiro e non sarà una sorpresa se dovessimo vedere qualche tripla o qualche tiro dalla media distanza.

Nella prossima stagione dovrà dimostrare molto anche per quanto riguarda la metà campo difensiva, dove spesso lo scorso anno aveva lasciato a desiderare. Steven è il prototipo del centro moderno: è un buon rim protector, sa tenere bene sui piccoli e sa cambiare in difesa. Ha tutto per diventare l’ancora difensiva di questa squadra, ma dovrà essere più concentrato e determinato.

Un altro giocatore che sarà fondamentale nella metà campo difensiva, ma su di lui non c’è alcun dubbio, è Andre Roberson. Lo scorso anno si è confermato come uno dei migliori difensori della lega ed è stato inserito nel secondo quintetto difensivo. I Thunder fanno affidamento su di lui per contenere le stelle delle squadre avversarie che Roberson riesce spesso a limitare grazie alle sue lunghe leve e alla sua velocità di piedi e quest’anno potrebbe anche provare a vincere il premio di miglior difensore, visto che ha tutte le qualità per farlo. Nella metà campo offensiva invece scenderà probabilmente la sua USG%, che prenderà meno tiri e verrà presumibilmente utilizzato più come bloccante o come tagliante, cercando di rendersi utile come può per sopperire alle sue evidenti lacune tecniche.

Un aspetto che dovrà sicuramente migliorare in questa stagione è sicuramente l’apporto dei giocatori in uscita dalla panchina. Negli scorsi playoffs la second unit della banda Donovan si è classificata come undicesima, con soli 26.6 punti di media a partita e ha rappresentato il motivo principale della sconfitta al primo round, in quanto quando il signore con lo zero sulle spalle si sedeva a riposare quasi nessuno riusciva ad essere incisivo.
Quest’estate la dirigenza si è mossa anche in questo senso, garantendo a Billy Donovan un degno backup di Russell Westbrook con la firma di Raymond Felton e uno stretch four moderno come Patrick Patterson, pronto a colpire sugli scarichi e a dare una mano in difesa. A Felton spetterà il controllo della manovra, con Abrines e Grant che dovranno farsi trovare pronti e che dovranno fare il salto di qualità.

Dexter

Patrick Patterson dovrà essere uno dei punti di forza della panchina dei Thunder

Lo spagnolo ha fatto vedere cose interessanti nella scorsa stagione, risultando spesso importante per la sua capacità di segnare da tre punti con efficienza. Quest’anno dovrà confermarsi e migliorare quanto di buono fatto, con i suoi minuti che dovrebbero crescere. Stesso discorso per Grant, che ha dimostrato un atletismo fuori dalla media nella passata stagione e delle discrete capacità difensive, che dovrà affinare quest’anno. Spesso potrà anche essere utilizzato in un ipotetico quintetto piccolo con lo stesso Jerami da 5 ad aprire ancora di più il campo viste le sue buone capacità realizzative da oltre l’arco.

Billy Donovan avrà ottantadue partite per sperimentare quintetti e trovare la giusta alchimia di squadra e le soluzioni per lui sotto questo punto di vista sono svariate. Ci riuscirà? Sarà in grado di far convivere tre stelle di così alta caratura?

Gli Oklahoma City Thunder hanno tutte le carte in regola per far bene e giocarsela per i primi posti della Western Conference. A questo punto, come ogni anno, parlerà il campo.

12 Ottobre 2017 0 commenti
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