Come in ogni stagione NBA che si rispetti, quello del Rookie dell’anno è un premio che riscuote sempre molto successo e attenzione. Così, dopo aver seguito la classe di matricole 2020 attraverso le loro prime settimane nella lega, è arrivato il momento di rendere questo graduatoria una vera e propria proiezione verso tale riconoscimento.
La stagione vissuta da LaMelo Ball fino al suo sfortunato infortunio lo avrebbe reso un vincitore di diritto, ma il suo stop ha fatto inevitabilmente emergere nuovi candidati ancora più forti. Vediamo dunque le dieci matricole NBA meglio lanciate in prospettiva Rookie dell’anno.
Rookie NBA: dalla posizione 10 alla 7
#10 Theo Maledon & Aleksej Pokusevski
Posizione la scorsa graduatoria: non in classifica. Ingresso di coppia per le due matricole degli Oklahoma City Thunder, entrambi in grado di sfruttare il vuoto di potere creatosi nella squadra per emergerne come i più recenti protagonisti.

Ultimi due mesi da 13 punti di media per Theo Maledon, chiamata 34 del Draft 2020 che ha approfittato dell’infortunio di Shai Gilgeous-Alexander e della partenza di George Hill per diventare il padrone del ruolo di point-guard nel quintetto dei suoi. Le percentuali non sono da sogno, ma i circa 4 rimbalzi e 3 assist di media fatti registrare nello stesso periodo lo rendono una matricola solo diciannovenne molto interessante. Pari età anche Aleksej Pokusevski, che dopo un approccio problematico con la NBA ha saputo sfruttare al meglio l’esperienza nella bolla della G-League. Circa 12 punti di media negli ultimi due mesi per la scelta numero 17 dell’ultimo Draft, conditi da percentuali al tiro in netta crescita: 40% dal campo e 45% da tre punti nel mese di aprile, durante il quale ha collezionato anche 4.8 rimbalzi, 2.5 assist e 1 stoppata di media.
#9 James Wiseman
Posizione la scorsa graduatoria: non in classifica. Stagione non di certo fortunata per la seconda scelta assoluta dell’ultimo Draft, che rischia di aver già messo la parola fine alla sua prima annata con i Golden State Warriors a causa della recente rottura del menisco.

Ennesimo infortunio che ne complica enormemente la candidatura al premio nonostante le medie che raccontano di 11.5 punti e 5.8 rimbalzi di media in 39 partite giocate. Al di là di tutto, James Wiseman ha mostrato lampi di un potenziale davvero interessante, che potrà fare le fortune di Golden State in futuro.
#8 Patrick Williams
Posizione la scorsa graduatoria: #6. Stagione in decrescendo per l’ala dei Chicago Bulls, che soprattutto dopo l’approdo di Nikola Vucevic sta faticando a ritrovare se stesso.

Quello che nei primi mesi in NBA si era infatti affermato come un ottimo profilo da 3 and D, ha con l’andare delle settimane trovato sempre più difficoltà ad essere efficace su entrambe le metà campo, alternando grandi giocate diventate virali a nottate da dimenticare. Nelle ultime tre uscite, tutte sconfitte per i suoi, ha segnato 6 punti in totale senza trovare mai il fondo della retina da oltre l’arco, chiudendo addirittura la gara contro i Minnesota Timberwolves con 0 punti. Nonostante le ultime difficoltà, comunque, dopo un febbraio da 31% da tre punti è riuscito a tornare a viaggiare intorno al 40%.
#7 Immanuel Quickley
Posizione la scorsa graduatoria: #3. Come nel caso di Patrick Williams, anche la stagione della point-guard dei New York Knicks è andata spegnendosi nelle ultime settimane.

Quickley sta viaggiando su medie stagionali di 12 punti, 2.4 rimbalzi e 2.2 assist, ma ha subito un calo non indifferente nelle ultime settimane, durante le quali è riuscito ad andare in doppia cifra per punti segnati solo in due occasioni su otto uscite totali. Anche il minutaggio concessogli è stato alquanto altalenante, prettamente in linea con le sue prestazioni offensive, come per il resto della stagione ad essere sinceri. Se però negli scorsi mesi la costanza ne aveva mantenuto il tempo speso sul parquet su medie importanti, la flessione offensiva ne ha determinato una flessione più evidente nel minutaggio.
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