La situazione del Trapani Calcio è sempre più delicata. Entro la fine di marzo si arriverà a un punto decisivo, per capire quale sarà il destino della società.
Il nodo principale riguarda il pignoramento dei conti correnti del club, che ha portato ad una penalizzazione di 5 punti per il mancato rispetto delle scadenze federali del 16 dicembre. Questo significa che le disponibilità economiche della società risultano bloccate a causa di debiti non saldati, rendendo estremamente complicata la gestione quotidiana. Senza accesso ai propri fondi, il Trapani fatica a far fronte agli impegni più importanti, inclusi stipendi e altre spese necessarie per il funzionamento della squadra.
È stata la stessa squadra a mettere nero su bianco il pignoramento del conto corrente, anche durante la difesa nell’udienza dinanzi al Tribunale federale nazionale: a causa del conto corrente pignorato, i pagamenti degli emolumenti, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps di settembre ed ottobre, per un totale di 977.055 euro, sono avvenuti attraverso bonifici bancari ed addebiti su conti correnti intestati al socio Sport Invest ed al legale rappresentale, il presidente Valerio Antonini.
“Tale violazione sarebbe giustificata, secondo la difesa, dall’impossibilità di operare sul conto corrente del Trapani, in quanto in quel momento oggetto di pignoramento” evidenzia Amedeo Citarella, presidente della sezione disciplinare del Tfn. Problema ritenuto insormontabile per la giustizia sportiva, perché “l’avvenuto pignoramento del conto dedicato non può considerarsi una legittima causa di giustificazione, tenuto conto che l’atto con cui inizia l’espropriazione forzata, ossia il pignoramento, non è una circostanza anomala o estranea alla sfera volitiva del debitore ed è, di norma, preceduto dalla notifica del titolo esecutivo e del precetto di pagamento”. Anzi, “è piuttosto conseguenza della mancata adozione di adeguate cautele volute ad eseguire per tempo gli adempimenti effettivamente dovuti, senza giungere ad un momento in cui le pretese di terzi possano rendere difficile, o non più possibile, l’adempimento”.
Ma i guai non sono finiti. Perché il Trapani non ha neppure rispettato la scadenza del 16 febbraio. E, per questo, è stato oggetto di un altro deferimento dalla Procura federale. L’udienza dinanzi al Tribunale federale nazionale è fissata per il 26 marzo. Il Trapani rischia una nuova penalizzazione e la contestazione della recidiva.
I prossimi giorni saranno quindi fondamentali per fare chiarezza su un quadro che resta incerto.
Ma Antonini non abbassa i toni. Il presidente è tornato a parlare pubblicamente. In particolare, ha affrontato anche le questioni riguardanti la pallacanestro e il contenzioso aperto con la FIP e la Legabasket, annunciando mosse legali concrete e richieste di risarcimento dai numeri molto pesanti.
Il video diffuso da Antonini era dedicato principalmente alla squadra di calcio, ma il passaggio sulla pallacanestro è stato evidentissimo. Il patron granata ha annunciato nuovi sviluppi davanti al collegio del CONI, definendo l’esclusione dal campionato e le decisioni della Federazione come “farlocche”.
Antonini ha poi dettagliato le richieste economiche che intende presentare. Entro i primi di aprile, la FIP riceverà una richiesta di risarcimento danni quantificata in 70 milioni di euro, mentre alla Lega Basket (già raggiunta da una notifica scritta) verrà recapitata una richiesta da 10 milioni: “Sono in arrivo altre sentenze da parte del collegio del CONI sull’esclusione dal campionato, che considero farlocca, e sulle decisioni, sempre farlocche, prese dalla Federazione Pallacanestro. Vedremo come andrà a finire questa diatriba. Loro sono convinti di poter stare tranquilli, io invece sono convinto che la giustizia trionferà”.
Oltre al risarcimento economico, Antonini ha ribadito la richiesta di restituzione del titolo di Serie A, considerato tolto in maniera illegittima: “Noi dovremo essere risarciti in maniera clamorosa per i danni che abbiamo subito e dovranno restituirci, gioco forza, il titolo di Serie A, indebitamente tolto con decisioni clamorose sia da parte della Lega sia da parte della Federazione Pallacanestro”.
Il livello dello scontro si è alzato ulteriormente quando Antonini ha evocato un possibile ricorso al TAR, con conseguenze dirette sul campionato in corso. Ha indicato la data dell’8 maggio come spartiacque. Se l’esito dovesse essere quello auspicato, le decisioni della Federazione potrebbero essere dichiarate nulle dalla giustizia ordinaria, aprendo la strada a una richiesta di sospensiva definitiva del campionato: “Su questo non mollerò fino all’ultimo”.
Come se non bastasse, si chiude nel modo più amaro anche la vicenda di Telesud. Con l’addio al basket e il calcio in bilico, ora anche la televisione finisce il liquidazione. Il braccio mediatico dell’ormai decadente impero di Antonini spegne la luce, letteralmente. L’imprenditore romano ha messo in liquidazione Telesud e, al rientro dalle ferie forzate, giornalisti e tecnici hanno trovato la redazione senza corrente elettrica.
Non solo perché i dipendenti sono stati informati con un messaggio WhatsApp che “è in fase di definizione la messa in liquidazione della società”. I giornalisti, senza stipendio da mesi, avevano già scioperato a dicembre. A gennaio, invece, il sindacato provinciale dei giornalisti era tornato a sollecitare la direzione generale dell’emittente tv chiedendo “chiarimenti” sui “ritardi degli emolumenti e sul futuro dei lavoratori”. Nessuna risposta è stata ricevuta.
A muoversi era stato solo l’Ispettorato del lavoro che, attraverso il Centro per l’impiego di Trapani. Ora, gli ultimi quattro giornalisti dell’emittente trapanese ancora formalmente in servizio sono stati raggiunti oggi dalla comunicazione di licenziamento tramite modello UNILAV, l’atto telematico obbligatorio con cui i datori di lavoro notificano ai Centri per l’Impiego la cessazione dei rapporti di lavoro.
La motivazione indicata è “LA – licenziamento per giustificato motivo oggettivo”, ovvero per ragioni economiche, organizzative o produttive dell’azienda. Ai quattro giornalisti licenziati dovranno ora essere corrisposte, oltre alle mensilità di dicembre 2025 e gennaio 2026, anche le tredicesime del 2024 e del 2025, l’indennità sostitutiva del preavviso e il trattamento di fine rapporto (Tfr), come previsto dalla normativa vigente.

