Dopo ben 19 anni dall’ultima volta, i Portland Trail Blazers riassaporano il gusto delle finali di Conference e sognano di staccare il biglietto per l’ultimo atto della stagione NBA 2018/2019. Ma di fronte c’è chi ha detronizzato i sogni della concorrenza negli ultimi anni, senza pietà, quei Golden State Warriors che ambiscono ad uno storico three-peat. Ennesimo scontro tra la classica corazzata e gli underdog di turno. Una sorta di copione scritto da tempo e sempre riutilizzabile a distanza di tempo, una trama dall’esito scontato. Tuttavia il colpo di teatro non può essere escluso a prescindere.
Corsi e ricorsi storici recenti aleggiano attorno a questo confronto. Warriors e Trail Blazers si sono affrontati nelle semifinali di Conference nel 2015/2016 e nel primo turno del 2016/2017: in entrambe le occasioni la compagine di Oakland l’ha spuntata nettamente (4-1 e 4-0).
LO SCORE AI PLAYOFF
Golden State Warriors
- First round: 4-2, vs Los Angeles Clippers
- Western Conference Semifinals: 4-2, vs Houston Rockets
- Offensive rating: 117.4
- Defensive rating: 111.8
- Team leaders: Kevin Durant (34.2 PTS), Draymond Green (9.3 REB), Draymond Green (8 AST)
Portland Trail Blazers
- First round: 4-1, vs Oklahoma City Thunder
- Western Conference Semifinals: 4-3, vs Denver Nuggets
- Offensive rating: 110.8
- Defensive rating: 109.7
- Team leaders: Damian Lillard (28.4 PTS), Enes Kanter (10.6 REB), Damian Lillard (6 AST)
WARRIORS-TRAIL BLAZERS: IL DUELLO
Mentre la variabile Kevin Durant rimarrà fuori di ai giochi fino al recupero dell’infortunio, l’attenzione verrà spostata inevitabilmente sui backcourt delle due contendenti: gli Splash Brothers da una parte, il tandem Lillard-McCollum dall’altra. I primi sono reduci dalla decisiva gara 6 contro i Rockets dove hanno messo a referto ben 60 punti combinati, disputando una gara che ha rimandato al periodo pre-Durant. Le due guardie di Portland non sono mai stati dei fattori difensivi, per questo potrebbero soffrire in particolar modo Curry, che col suo primo passo bruciante è in grado di far breccia nell’area avversaria. L’intelligenza e la capacità di smarcamento off the ball da parte di Thompson può portare i Warriors ad usufruire di conclusioni pulite: probabilmente Dame e CJ si alterneranno sui pariruolo campioni in carica, magari facendosi aiutare pure da Evan Turner. Sta a Terry Stotts trovare il bandolo nella matassa in modo da mascherare queste lacune potenzialmente fatali.
Anche perchè il pick and roll è un’arma che potrebbe far male ai Trail Blazers. Con Enes Kanter in campo, il team dell’Oregon tende a contenere i giochi a due, decidendo a volte di cambiare. Eventuali raddoppi su Curry non sono da escludere affatto, in modo da metterlo in difficoltà. Potrebbe trovare qualche minuto in più Zach Collins da 5, per consentire maggiormente i cambi. In questo caso (e non solo), comunque, la difesa dovrà stare attenta nella rotazione e negli aiuti: grazie alla circolazione di palla e ai blocchi, i Warriors riescono ad agevolare i tagli in area (sono 18 i punti di media messi a segno finora in tale frangente, col 70% dal campo circa).
Se si invertono le parti in causa, i Warriors possono usufruire di diverse soluzioni per far fronte al frizzante duo. Nella single coverage, soprattutto in isolamento, Thompson e Andre Iguodala dovrebbero essere i marcatori designati (con licenza di cambiare); Steve Kerr così potrebbe assegnare a Curry un compito ‘più leggero’ tutelandolo dal problema falli. Una difesa dura ed attenta servirà ai Warriors a fronteggiare il pick and roll di Portland, un terreno fertile dal punto di vista offensivo. Gli handler, nei giochi a due eseguiti in questi playoff, stanno viaggiando ad una media di 24.2 punti a partita. Lillard e McCollum particolarmente riescono a spaccare la difesa in scioltezza e a trovare la via del canestro: Draymond Green e Kevon Looney riescono comunque a reggere il cambio e a permettere alla retroguardia di restare ordinata.
Portland dovrà cercare di mettere Lillard in condizioni di scatenare il suo potenziale offensivo e allontanarlo dalla morsa degli avversari.
Il ritmo è l’altra chiave della serie. La franchigia della Baia preferisce correre e colpire in contropiede (16.6 punti a partita), al contrario degli sfidanti che invece agiscono con un passo più misurato al netto di una transizione difensiva tutt’altro che brillante. I Trail Blazers dovranno dunque cercare di spezzare il ritmo aggredendo a rimbalzo offensivo e regalarsi così preziose ‘second chance‘ (grazie alle quali vengono segnati 16.5 punti a gara). Sarà importante, in tal senso, la battaglia sotto canestro tra Green e Kanter.
WARRIORS: ROSTER E ROTAZIONI
- Stephen Curry, #30
- Klay Thompson, #11
- Kevin Durant, #35
- Draymond Green, #23
- DeMarcus Cousins, #0
- Andre Iguodala, #9
- Andrew Bogut, #12
- Shaun Livingston. #34
- Jordan Bell, #2
- Jacob Evans, #10
- Kevon Looney, #5
- Jonas Jerebko, #15
- Damion Lee, #1
- Alfonzo McKinnie, #28
- Marcus Derrickson, #32
- Quinn Cook, #4
TRAIL BLAZERS: ROSTER E ROTAZIONI
- Al-Farouq Aminu, #8
- Zach Collins, #33
- Seth Curry, #31
- Maurice Harkless,#4
- Rodney Hood, #5
- Enes Kanter, #00
- Skal Labisssiere, #17
- Jake Layman, #10
- Meyers Leonard, #11
- Damian Lillard, #0
- CJ McCollum, #3
- Jusuf Nurkic, #27
- Anfernee Simons, #24
- Gary Trent Jr, #9
- Evan Turner, #1
WARRIORS-TRAIL BLAZERS STREAMING
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L’assenza di KD ha ridotto ulteriormente le rotazioni dei Warriors che però rimangono più attrezzati rispetto agli avversari. Se il numero 35 dovesse rientrare a serie in corso, sposterebbe in maniera significativa l’asticella dalla propria parte, perchè nel roster dei Trail Blazers non c’è nessuno in grado di poter tenerlo a bada. Il manipolo guidato da Stotts hanno mostrato dei limiti nella serie contro i Denver Nuggets, su entrambi i lati del campo, che potrebbero costare tanto coi californiani. Insomma, la solidità e l’esperienza di Curry e compagnia propendono ad una serie dove vedere un upset sarà arduo.



