Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsThunder, Kanter rivela: “Brutta esperienza coi Jazz”

Thunder, Kanter rivela: “Brutta esperienza coi Jazz”

di Nicola Siliprandi
Kanter Turchia

Enes Kanter non si è mai divertito a giocare nella NBA; almeno fino alla sua cessione ai Thunder. Infatti, secondo quanto riportato da Mike Sorensen del Desert News, il turco avrebbe dichiarato “Credo che non sia stata una frustrazione di una-due partite; è stata una frustrazione durata tre anni e mezzo. Non andava bene niente, niente mi piaceva e di conseguenza non ero spronato a portare sul parquet il 100% di ciò che era nelle mie corde. La differenza è che giocare a Oklahoma City mi piace, questa è la cosa importante. Non mi è mai veramente piaciuto giocare a pallacanestro prima, durante la mia carriera. Questa è la prima volta che sento di giocare per la mia squadra, per i tifosi, per i miei compagni di squadra, per i miei allenatori, per tutti”.

3510458

Enes Kanter ha ritrovato la felicità da quando veste la maglia di OKC

Il centro ha passato tutta la sua carriera NBA coi Jazz prima di essere ceduto a Okc durante la deadline dello scorso febbraio; la scorsa notte , il suo ritorno da avversario a Salt Lake City, dopo queste dichiarazioni avvenute appena dopo lo shootaround mattutino, è stato accolto – come ci si poteva aspettare – con intensissimi “buuuuh” dai suoi ex-tifosi, sollecitati, tra l’altro, dallo stesso Kanter.

Certo, le cifre vanno di pari passo con le parole: career high in punti (17,6), rimbalzi (10,8) e percentuale dal campo (56,7%) in un totale di 16 partite in maglia Thunder. Una pecca però è il plus minus: Okc va infatti meglio quando Kanter è seduto in panchina rispetto a quando è in campo.

Da apprezzare sicuramente l’onestà del classe ’92, forse un po’ meno la sfacciataggine nel calcare la mano col pubblico; ma questo fa parte del gioco, da sempre. Certo, le vere ragioni che lo hanno portato ad avere queste opinioni sulla franchigia dello Utah sono tuttora ignote, o quantomeno ambigue e quindi discutibili. Quello che è indiscutibile, invece, è il talento del n° 34, indispensabile in questo momento alla sua nuova squadra –plus o minus che sia – per rimanere aggrappati a quei Playoff che, ora ufficialmente, dovranno essere affrontati senza l’aiuto dell’MVP in carica.

 

Per NBA Passion, Nicola Siliprandi.

You may also like

Lascia un commento