Secondo Sam Amick e John Hollinger di The Athletic, Alvin Gentry non rischierebbe la panchina neanche dopo le 12 sconfitte consecutive dei suoi New Orleans Pelicans, questo perché la dirigenza crede che gli infortuni siano stati la causa principale del brutto rendimento.
Ecco le parole di Gentry dopo la sconfitta avvenuta contro gli Orlando Magic:” Dobbiamo giocare meglio e migliorare ogni giorno di più“. L’allenatore commenta anche il suo spiacevole episodio che lo ha visto protagonista durante la fine del terzo quarto: coach Gentry si è lamentato vivacemente con gli arbitri ricevendo di conseguenza due falli tecnici: “Devo migliorare anche su questo aspetto, mi sono fatto prendere dall’agitazione“.
How do the Pelicans stop a franchise-high 12-game losing streak?
Jrue: “Play even harder. Play desperate for 48 minutes. I feel like we do it a lot of the time and then when they make they run or swing and punch us, that kind of gets is.”https://t.co/n3EwcmJ0nd
— Andrew Lopez (@_Andrew_Lopez) December 16, 2019
Jrue Holiday, uno dei leader della squadra, ha tenuto a parlare della striscia di 12 sconfitte consecutive che ha stabilito un record negativo di franchigia:” Ho già fatto parte di lunghe strisce negative in passato, l’unica cosa da fare in questi momenti è rimanere positivi“. Nell’ultima partita il numero 11 è stato autore di un’ottima prestazione, 29 punti, 4 rimbalzi e 8 assist, con il 60% dal campo. Di sicuro Holiday è una delle poche note positive della squadra.
I New Orleans Pelicans avevano iniziato la stagione credendo di potersela giocare per un posto ai playoffs, ma l’infortunio di Zion Williamson ha complicato tutto. Non si sa ancora quando la prima scelta al draft 2019 esordirà, i tifosi non vedono l’ora di vederlo in campo, ma probabilmente dovranno aspettare l’anno nuovo.
La squadra di Gentry è la quarta peggior difesa della lega e al momento si trova al 14esimo posto della Western Conference con un record di 6 vittorie e 21 sconfitte. Per svoltare la stagione non basterà aspettare Zion ma servirà che i giocatori facciano un salto di qualità, dal primo all’ultimo.

