Carmelo Anthony ha pienamente dimostrato di poter ancora dire la sua nella lega. Dopo aver trascorso dei periodi piuttosto complicati con gli Oklahoma City Thunder e gli Houston Rockets, Melo ha trovato un ambiente in cui poter esprimere il suo gioco e diffondere il suo spirito guida. All’inizio della stagione 2019/20, Carmelo Anthony non faceva parte di nessun roster nella lega. Ha dovuto attendere la prima metà del mese di novembre per ricevere la chiamata di qualcuno che si fidasse di inserirlo in squadra.
I Portland Trail Blazers hanno percepito la voglia di mettersi in gioco di Anthony, che ha accettato questa nuova sfida personale. La forza degli stimoli interni e la sua prontezza gli hanno assicurato la firma di un contratto per l’intera stagione. All’età di 36 anni, le spalle di Carmelo Anthony sorreggono tuttora il peso degli innumerevoli giudizi che a causa del suo passato gli vengono attribuiti. Ma il suo essere un purista della competizione lo ha guidato a trasformare queste negatività in energia da portare in campo, e dedizione verso i compagni di squadra.
Le lodi di Carmelo Anthony verso le due stelle
Damian Lillard e CJ McCollum non si sono mai dimostrati restii a condividere il campo con un personaggio carismatico come Carmelo Anthony. Entrambi erano consapevoli del suo totale apporto una volta che la sua presenza si fosse ben instaurata nello spogliatoio. Soprattutto per un giovane team come i Portland Trail Blazers.
La chimica che si è instaurata ha raggiunto il suo apice durante la ripresa della stagione ad Orlando. Nella bolla, i Blazers sono riusciti a ribaltare le aspettative di una stagione che prima della sospensione a marzo, non convinceva per quanto mostrato. La corsa fino allo spareggio con i Memphis Grizzlies per l’ottavo posto è stata iconica, guidata da Dame, ma in cui Melo pareva aver ritrovato nuova giovinezza. La successiva sconfitta al primo turno con i Los Angeles Lakers ha dimostrato quanto intrigante Portland possa diventare, e soprattutto quanto Carmelo Anthony sia ancora un giocatore da osservare profondamente.
In una recente intervista riportata da Jamie Hudson su Yahoo Sports, la stella di New York ha raccontato come lui, Lillard e McCollum siano riusciti a trasmettere contemporaneamente la propria essenza di leadership alla squadra. “Quando parliamo di pallacanestro, conosciamo le situazioni con cui ci confrontiamo. Io, Dame e CJ ci siamo adattati. Io porto un tipo di leadership diversa alla squadra. Porto etica del lavoro e cerco di essere uno stimolo mentale per gli altri. Con la mia esperienza voglio essere fonte di consiglio, ed essere una presenza forte. Lillard è più un leader vocale. CJ cerca di essere l’esempio ogni giorno e ispirare gli altri a fare altrettanto.”
Il futuro passa per la free agency
Al termine di gara 5 contro i Los Angeles Lakers, Carmelo Anthony ha voluto sottolineare immediatamente il sentimento che giocare per i Blazers gli ha generato. “Credo di aver trovato una nuova casa a Portland”.
Le sue intenzioni però dovranno attendere l’inizio della free agency. Melo ha sicuramente dimostrato di poter ancora guadagnarsi un contratto interessante in qualsiasi franchigia. E lo ha fatto con la sua arma migliore, quello stile di gioco che ha segnato una generazione.
Perciò, l’occasione che Carmelo Anthony ha ricevuto un anno fa può avergli fornito una rampa di lancio per inseguire il famigerato titolo. Perché la fame non cessa con l’avanzare dell’età, e si percepisce che Melo può ancora dare tanto, se inserito in un contesto ottimale. In questo momento, dovrà solamente ricercare la migliore situazione in cui inserirsi per scendere in campo e competere.
Che sia a Portland o altrove, Carmelo Anthony appartiene ancora a una categoria élite di uomini il cui apporto non va meramente analizzato nelle statistiche. E se saranno le ultime scene del suo personalissimo percorso, accogliamo ogni augurio purché siano meritevoli del miglior finale, che ancora deve scriversi.

