Kyle Lowry ha saltato gli ultimi tre minuti di gara 2, ed assistito dalla panchina al tiro da tre punti di Andre Iguodala che ha sigillato l’1-1 nella serie di Finale NBA tra Toronto Raptors e Golden State Warriors, per raggiunto limite di falli.
Particolarmente evitabile per Lowry il sesto fallo della sua gara, speso cercando di cacciare la palla da dietro a DeMarcus Cousins dopo un rimbalzo difensivo. Un errore comprensibile in una finale di partita così teso, ma comunque grave per un giocatore dell’esperienza del prodotto di Villanova.
Ne è pienamente consapevole la point guard dei Raptros, che con la finale NBA 2019 pronta a riaprirsi per gara 3 alla Oracle Arena di Oakland, è pronto a dare il meglio di sé:
“In gara 3 proverò ad essere più aggressivo, guarderò di più il canestro” Così Kyle Lowry dopo due gare da 6 su 20 al tiro complessivo a Toronto “Storicamente, gioco meglio in trasferta, è lì che bisogna dare quel qualcosa di più ed io mi ci sono sempre trovato a mio agio. Il sesto fallo? Un fallo di frustrazione, un fallo stupido: ho rischiato e cercato il pallone, ed ho commesso un errore“.
In gara 1, la sontuosa prestazione balistica di Pascal Siakam è bastata a supportare Kawhi Leonard in attacco. Il camerunense non si è però ripetuto in gara 2, partita che i Raptors hanno chiuso con il 36% al tiro ed in cui hanno vissuto un terzo periodo da incubo, da 0 su 8 al tiro e 5 palle perse in sei minuti.
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— Toronto Raptors (@Raptors) June 4, 2019
I Toronto Raptors avranno in gara 3 una possibilità forse irripetibile di tornare in vantaggio nella serie, se riusciranno ad approfittare delle difficoltà fisiche degli avversari. Kevin Durant non è ancora pronto, Klay Thompson farà di tutto per esserci ma le sue condizioni saranno rivalutate solo nei minuti precedenti la palla a due, ed Andre Iguodala sarà in campo gettando il cuore oltre l’ostacolo, nonostante gli acciacchi.
DeMarcus Cousins è apparso brillante in 28 minuti di gioco nella sua seconda partita dallo scorso 15 aprile, ed i tre giorni di riposo gioveranno sicuramente alla freschezza atletica del possente ex giocatore dei New Orleans Pelicans, così come alle gambe affaticate di Kawhi Leonard dall’altra parte.
Kyle Lowry non teme l’atmosfera rovente della Oracle Arena, uno dei palazzetti più rumorosi della NBA, e per di più giunto all’ultimo atto di una gloriosa carriera: “Io gioco sempre per dimostrare qualcosa, specialmente qui (ad Oakland, ndr). Sarà rumoroso, sarà frenetico e pieno di gente, dovrò essere più aggressivo“.

