Lakers-Knicks: brutta prova dei gialloviola, crollati nel finale | Nba Passion

Lakers-Knicks: brutta prova dei gialloviola, crollati nel finale

JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Staples Center

Lakers-Knicks: brutta prova dei gialloviola, crollati nel finale

Game 39 Recap: Lakers-Knicks

Quarto appuntamento di fila allo Staples Center per i Los Angeles Lakers (21-17), impegnati contro i New York Knicks (9-29).

I gialloviola sono reduci dalla sconfitta in volata con i Thunder, che oltre a palesare tutti i limiti della formazione californiana priva di LeBron James, ha scatenato i media per la conversazione a bordo campo tra lo stesso LBJ, MagicRob Pelinka. La franchigia della Grande Mela è già in modalità tanking: otto sconfitte consecutive, solo due vittorie nelle ultime diciassette gare giocate.

I lacustri sono privi – oltre che di Rajon Rondo e James – di Kyle Kuzma, costretto al riposo dal colpo ricevuto contro OKC. Walton schiera KCP in quintetto con Zo, Ingram, Hart e McGee. Fizdale – che non dispone di Kristaps Porzingis e Mitchell Robinson – risponde con Mudiay, Hardaway Jr., Knox, Vonleh e Kornet.

Lakers-Knicks, pessimo inizio dei lacustri

La gara inizia come al solito ad un ritmo elevato. I padroni di casa scelgono di raddoppiare in post esponendosi alle triple dei Knicks, a bersaglio tre volte. Ball ed Ingram dopo aver perso qualche possesso banalmente, segnano dall’arco ed in penetrazione, 3-9 dopo tre minuti di gioco.

La musica non cambia, New York sfrutta le lente rotazioni lacustri e segna altre due triple, allungando sul +10 e costringendo Walton al primo timeout. Al rientro, Tim Hardaway Jr. segna la sua terza tripla della gara e con Noah Vonleh (7 per lui) produce l’allungo, 22-5 a metà quarto.

Il -17 scuote i gialloviolaLonzo Ball. Il prodotto di UCLA – nonostante non riesca a condurre la transizione al meglio – segna la seconda tripla della sua gara e, dopo l’and-one di Hart, trova il layup del 16-24 a 4’05” dalla fine della frazione.

Timeout per coach David Fizdale, durante il quale Ingram si reca negli spogliatoi con Marco Nuñez, per un non specificato problema fisico. Walton schiera Lance per Tiny Dog e Ivica Zubac come primo cambio di McGee. Il croato trova subito la via del canestro…

…riesce a farsi sentire a rimbalzo, ma fatica enormemente sulla difesa del pick-and-roll, patendo la maggiore velocità degli avversari. Zu segna sei punti ma non riesce a contrastare Enes Kanter, a segno dall’arco, col gancio e dalla lunetta.

Le giocate di Burke chiudono i primi dodici – disastrosi – minuti della gara: 25-39. Lakers pessimi in attacco ed incapaci di difendere sul perimetro (7/14 per NYK) e contenere la transizione avversaria.

Lakers-Knicks, segnali di vita lacustre

Ingram torna regolarmente in campo, in compagnia di Michael Beasley al rientro dopo 13 gare di assenza a causa del decesso della madre. I due provano a dialogare, cercando il pick-and-roll tra loro oltre che con in compagni. Dopo aver servito B-Easy, Ingram converte l’and-one e segna in transizione…

…dopo un recupero, 38-46.

A difesa schierata tuttavia si palesano gli attuali limiti di Ball ed Ingram: i due non hanno nelle corde una gestione massiva del pick-and-roll – unico set giocato – e combinano per sette perse a fronte del solo assist prodotto.

Ne approfitta Trey Burke – subentrato all’infortunato Frank Ntilikina – che riporta NY sul +12 grazie ai 10 punti in soli 11 minuti giocati.

Dopo il timeout, Ball e Kentavious Caldwell-Pope segnano entrambi la terza tripla 🏀🏀🏀 della loro gara, riportando sotto i gialloviola, 50-54 a 3’10” dall’intervallo.

Hardaway Jr. prova ad allungare, ma i Lakers restano in scia grazie ad un minimo d’intensità difensiva…

…ed alla tripla di KCP. Ball stoppa Mudiay, consentendo ad Ingram di segnare il canestro che chiude il tempo, 59-63.

Nonostante le tante perse ed un attacco per niente brillante, Lonzo e compagni tornano sotto grazie ad un minimo di applicazione difensiva ed al crollo verticale delle percentuali newyorchesi dal campo e dall’arco.

Lakers-Knicks, sorpasso gialloviola

Dopo la pausa, Brandon Ingram prova ad attaccare il pitturato, concludendo in prima persona, oltre che a servire…

…McGee sotto e KCP sul perimetro. Subito cinque punti e due assist per Slenderman, che tengono a contatto i Lakers evitando che lo scatenato Emmanuel Mudiay (10) faccia allungare i Knicks. 73-76 dopo cinque minuti nel quarto.

Il congolese e Luke Kornet – a segno dall’arco – puniscono la disattenta difesa lacustre: rotazioni lente, scarsa comunicazione ed incapacità di contenere il pick-and-roll. Emblematico l’assist con cui il #1 dei Knicks serve l’indisturbato Damyean Dotson, completamente dimenticato da KCP, 77-83.

Gli esterni gialloviola servono con continuità JaVale McGee, che segna quattro canestri consecutivi, riportando sotto i sui, -2. L’ex Warriors lascia il campo a Zu, che entra con Svi. L’ucraino subentra a Pope che non gradisce la ramanzina impartitagli da coach Luke Walton.

Come nel primo quarto, Zubac ha subito un buon impatto: segna il -1 e stoppa THJ, innescando la transizione che consente ad Ingram di siglare il primo vantaggio Lakers della gara. Una buona difesa – finalmente – costringe New York a forzare allo scadere dei 24″, sul ribaltamento Svi Mykhailiuk segna dall’arco, 88-40 con 2’40” da giocare nel periodo.

Dopo un primo tentativo non raccolto dal compagno, Lance Stephenson concede il bis servendo Zu…

…con un bel passaggio dietro la schiena. Buon momento per Born Ready, che mette a referto 5 assist nel solo terzo quarto. Ingram fissa il punteggio all’ultimo mini-break, 86-92.

Frazione sulla falsariga della precedente: senza strafare i californiani hanno prodotto il sorpasso, grazie al completo spegnimento dell’attacco di Fizdale. I newyorchesi, Mudiay escluso, combinano per solo nove punti con 3/17 dal campo.

Lakers-Knicks, L.A affonda

L’attacco lacustre s’inceppa all’inizio dell’ultimo quarto, consentendo alla squadra della Grande Mela di tornare sotto, grazie al contributo dell’ispirato Mario Hezonja, che risponde alla tripla – innescata dal primo assist della gara di Ball – di Josh Hart, 94-95. Lance non completa l’and-one, consentendo al croato di segnare il libero del pareggio a quota 97.

I Lakers insistono, invano, dall’arco (1/8) e concedono troppi liberi (8/10 per NY) commettendo falli a ripetizione. Ball segna dall’arco, Mudiay pareggia dalla lunetta, 102-102 a 6’16” dalla fine.

Dopo un molle attacco respinto da Hezonja, Slenderman conclude l’and-one (5/5 ai liberi) ma fallisce due jumper forzati, segnale delle difficoltà lacustri a difesa schierata. Knox ed Hardaway Jr. non sbagliano dalla lunetta, 112-109.

I Lakers non riescono ad attaccare gli sprazzi di difesa a zona proposta dai Knicks, eseguendo solo pick-and-roll centrali da situazione statica con Ingram, il minimo dell’efficienza per il prodotto di Duke. Hart e Ball sbagliano, Kevin Knox segna il floater del +5, timeout Walton.

Torna – tardivamente – KCP per allargare il campo, ma il rientro in campo è l’emblema della gara gialloviola: i ragazzi di Walton non riescono a rimettere dal lato, commettendo la sedicesima persa della partita.

NY ricambia la persa – solo sei… – e Ball riaccende lo Staples Center…

…con la tripla del -2. Il roll dopo il pick dei lunghi avversarsi è ancora letale e Kanter rimette due possessi di distanza tra le contendenti a 55.5” dal termine.

Così come l’aveva accesa, Lonzo spegne la flebile speranza di rimonta perdendo malamente un pallone che genera la transizione chiusa ancora dal tip del turco. Hart sbaglia due volte dall’arco, Hezonja dalla lunetta fissa il punteggio finale, 112-109.

Lakers-Knicks, THJ top scorer della gara

Attacco statico e pick-and-roll senza tiratori ad allargare il campo, sono i set meno favorevoli alle skill di Ingram, che è riuscito solo a tratti – e non nel finale – a condurre il gioco dalla punta. Sbagliando s’impara, però è fondamentale dirottare gli esperimenti verso gli ambiti più funzionali a Brandon. Tiny Dog chiude con 21 punti (8/21 dal campo, 5/5 ai liberi), 9 rimbalzi, 3 assist e 5 perse.

Discorso simile per Ball, a tratti avulso dal gioco e mai in grado di condurre il gioco a là sua maniera. Lonzo è più efficace dall’arco rispetto ad altri aspetti, non riuscendo quasi mai ad armare i compagni. Per Zo 17+6+2 (5/7 dall’arco), 6 perse, 2 recuperi ed una stoppata.

KCP (19+6+3) continua a tirare tantissimo dall’arco (4/12) ma non riesce a colpire quando è necessario aprire la difesa avversaria. Inoltre l’ex Pistons è stato oggetto di un evidente richiamo, a causa di alcuni passaggio a vuoto difensivi troppo evidenti.

Hart (6+7+4) quando non riesce ad alternare penetrazioni e transizioni al tiro da tre, nelle serate storte è praticamente dannoso. Per Josh un pessimo 1/9 dal perimetro. Partita senza eccessi – solo due perse – per Lance (8+4+7), bravo a cercare più i compagni che la soluzione personale.

McGee (18+9, 9/14) e Zubac (10+6, 4/6) producono in attacco, ma in difesa – ad eccezione di qualche sporadica stoppata – sono disastrosi, soprattutto sul pick-and-roll. Meglio Chandler (4+4) costretto però a pochi minuti causa problemi alla schiena. Pochi minuti per il redivivo Beasley (6+4, 2/3) e Svi (1/4 dall’arco).

Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Staples Center

Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Staples Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Hardaway Jr. (22+5+6, 7/18), Mudiay (15+7+6, 4/16) e Knox (14+5, 4/12) seppure imprecisi hanno portato quanto necessario alla causa newyorchese. Produttivi dalla panca Kanter (16+15), Burke (16) ed Hezonja (10). Vonleh (7+10) si è spento dopo l’ottimo avvio.

Box Score su NBA.com

Lakers-Knicks, prestazione lacustre della stagione?

La gara odierna si candida ad essere una delle prestazioni peggiori dell’epoca (senza) LeBron. La marea di falli commessi ha concesso tanti punti facili a New York (34/41), così come le troppe perse direttamente nelle mani avversarie (12 recuperi subiti sulle 16 TO).

Eppure, nella parte centrale della gara i lacustri avevano ripreso in mano la gara, infliggendo venti punti di scarto nei quarti di mezzo. Poi l’ennesimo blackout nell’ultima frazione ha deciso la gara.

Nonostante le assenze dei due migliori scorer (LBJ e Kuz), di un catalizzatore come lo stesso LeBron ed un buon attaccante contro il p’n’r ed a difesa schiarata (Rondo), l’esecuzione offensiva a difesa schierata è stata orrenda.

Possessi su possessi nelle mani di Ingram, fermo in punta. Ball impossibilitato ed incampace di condurre l’attacco. Da censura poi la difesa, con errori sui cambi degni delle peggiori minors.

Il tutto, contro una delle peggiori squadre della Lega. Sconfitta che bruca, con Walton che a fine gara rimprovera – non tanto velatamente – l’atteggiamento passivo dei suoi.

<La sfida è quando noi ci blocchiamo e gli avversari diventano caldi. Quello è il momento di tacere, quello è il momento in cui abbiamo bisogno di leadership.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo – alle 21:30 italiane – Domenica 6 Gennaio per affrontare al Target Center i Minnesota Timberwolves.

Giovanni Rossi
girosoft@gmail.com

NBA & Lakers on the couch, Minors & Post on the court,1987, Showtime!

No Comments

Post A Comment