LeBron James ed il socio in affari Maverick Carter cambiano pelle alla SpringHill Entertainment, casa di produzione fondata nel 2015, che diventerà la compagnia che racchiuderà tutti i business fondati e finanziati dalla star dei Los Angeles Lakers.
Grazie ad un investimento di oltre 100 milioni di dollari, la nuova SpringHill Co. comprenderà la piattaforma Uninterrupted, e la “vecchia” SpringHill Entertainment che ha prodotto, tra gli altri, l’atteso sequel di Space Jam: “Space Jam 2 – A New Legacy” atteso al cinema nel 2021. Carter sarà il nuovo CEO della compagnia, nata ufficialmente lo scorso 11 marzo, proprio quando la NBA si fermava a causa del coronavirus.
La nuova realtà lavorerà alla produzione di due nuovi show che verranno trasmessi da Netflix: “Hustle” film incentrato sulla pallacanestro e interpretato da Adam Sandler, e “Self-made”, sulla storia dell’imprenditrice afroamericana Madam C.J. Walker.
“SpringHill sarà una piattaforma che darà spazio ed il controllo creativo alle persone di colore, cosa che è sempre mancata nel settore“, così LeBron James aveva presentato il progetto a febbraio “E se si parla di raccontare storie, noi vogliamo raccontare storie che restino, che colpiscano le persone, ed in cui possano immedesimarsi“. Una mission aziendale riscontrabile anche nella composizione del personale, cosa di cui James va particolarmente fiero: dei 105 dipendenti di SpringHill, il 64% è costituito da neri ed il 40% da donne: “Una piattaforma ad immagine di LeBron“, così Devin Johnson, COO dell’azienda, a Bloomberg “Non abbiamo mai avuto bisogno di task force per pensare a come il nostro organico potesse riflettere la composizione della nostra società (…) LeBron è il fondatore e la nostra stella polare, ma la compagnia non ruota solo attorno a lui“.
A 5 anni dalla nascita, quella che oggi è SpringHill può contare sul supporto di investitori come Guggenheim Partners LLC, Live Nation, e di nomi come Serena Williams e Tom Werner, presidente dei Boston Red Sox della MLB.
LeBron James: “NFL mai scusatasi con Kaepernick, Hong Kong? Parlo di quello che conosco”
L’intervista con Bloomberg è stata anche l’occasione per LeBron James di spendere alcune parole sull’attualità, e sullo stato della NBA e dello sport americano oggi.
Secondo James, il commissioner NBA Adam Silver ha avuto il grande merito di incoraggiare i suoi atleti a prendere posizione, usando la lega come uno scudo per proteggerli e sostenerli. Cosa che non ha mai fatto, spiega LeBron, la NFL con Colin Kaepernick, l’uomo che nel 2016 fece “scandalo” scegliendo di inginocchiarsi in segno di protesta all’esecuzione dell’inno nazionale prima delle partite, e che da allora non ha un contratto NFL: “Non abbiamo mai sentito alcuna scusa ufficiale della National Football League dal 2016, ad un uomo che ha praticamente sacrificato tutto per rendere il mondo un posto un poco migliore“.
LeBron James ha contribuito a fondare nelle scorse settimane la no profit “More than a vote”, assieme ad altri colleghi e campioni dello sport come Trae Young, Eric Bledsoe, l’ex compagno di squadra Udonis Haslem, Jalen Rose, Skylar Diggins-Smith ed il quarterback dei Kansas City Chiefs Patrick Mahomes: “Ci sono tante persone che non sanno come si vota, oggi, e che non sanno cosa significhi e quanto conti, abbiamo avuto troppi anni di voter suppression (un fenomeno politico\sociale diffuso in America tra i ceti più bassi della popolazione, ndr)”.
Incredibly proud of today’s announcement! We started building this company almost 5 years ago and while I love every project and story we tell…I am most proud of our team. 100+ employees, 64% people of color and 40% female in an industry that avg 25%. https://t.co/UqPTJ341Xz
— LeBron James (@KingJames) June 25, 2020
James non nega la grande influenza e peso che le parole e gli atti di una star dello sport hanno sulla società: “Ed è OK per me avere tale responsabilità nella mia comunità e per la popolazione nera americana che vuole guardare a me come un esempio. E’ mio compito, e lo accetto, ed ogni giorno sin da quando mi alzo la mattina so che non è una questione di LeBron James, ma una questione di rappresentare tante persone“.
Una responsabilità che espone a passi falsi, come quello dello scorso ottobre con la sua uscita critica nei confronti di Daryl Morey, che aveva supportato con un tweet i manifestanti di Hong Kong contro la repressione cinese, e dato il via ad una crisi diplomatica tra Pechino e la NBA. James aveva parlato allora di un Morey “poco informato” sui fatti, attirandosi le critiche dei leader della protesta di Hong Kong e gli attacchi degli attivisti, e che oggi nicchia: “Preferisco parlare di cose su sui sono preparato, di cui ho conoscenza. Alla fine si tratta di cosa sia giusto e cosa sbagliato, ed io voglio solo che le persone possano diventare migliori, senza differenze tra colore della pelle o quant’altro“.

