Home Eastern Conference TeamsNBA, meno tanking è più competizione: “Il torneo play-in è qui per restare”

NBA, meno tanking è più competizione: “Il torneo play-in è qui per restare”

di Michele Conti
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Ancor prima che prenda luogo, la NBA pare sicura di voler confermare per il futuro il torneo play-in. Decisivo per decretare la testa di serie numero sette ed otto per i playoffs. Tale formato è stato lanciato nella passata stagione, durante la ripresa nella bolla di Orlando. In quel caso, prevedeva solamente una sfida che ha visto i Portland Trail Blazers ottenere la vittoria sui Memphis Grizzlies. Ora, il numero di squadre interessate si allarga. E comprenderà coloro che al termine della stagione regolare si posizioneranno tra il settimo ed il decimo posto. La NBA ha predisposto l’attuale edizione del torneo play-in nel periodo tra il 18 ed il 21 maggio. Il primo fattore che ha convinto la lega è l’impatto sulla competitività. Evan Wasch, vicepresidente strategico e analitico della NBA, ha accolto favorevolmente gli effetti derivanti dalla presenza del torneo play-in. Come riportato da Rob Goldberg di Bleacher Report, ha detto che “i primi risultati inerenti all’importanza delle gare e delle classifiche ci soddisfano.”

Se si analizza la classifica, emerge che nella Eastern Conference soltanto tre squadre non hanno alcuna possibilità di raggiungere il decimo posto. Mentre ad Ovest, il numero arriva a cinque. Considerando i New Orleans Pelicans (27-34) fin troppo lontani dai Golden State Warriors (31-30). Al netto di queste, ciò significa che ben ventidue franchigie sono ancora in lotta per un buon posizionamento. Il quale non si riduce alla mera partecipazione al torneo play-in impostato dalla NBA. Chi appare pur certo di dover passare attraverso questa sfida dovrà ad ogni modo cercare di posizionarsi più in alto possibile. Ma vi sono altri fronti per cui è necessario continuare ad accumulare vittorie. Quale l’ottenimento del fattore campo nella post-season. Oppure il mantenimento del sesto posto. Con poco più di una decina di gare rimanenti, sono numerosi gli scenari aperti per ogni squadra.

La NBA fa fronte alle prese di posizione sul torneo play-in

Dal momento che ogni decisione intrapresa dalla NBA passa attraverso un iter che coinvolge i proprietari ed il sindacato dei giocatori, si presuppone che sussistesse una generale accettazione verso la scelta di inserire il torneo play-in nel calendario. Sicuramente la lega dovrà elaborare un giudizio conclusivo sulla fattibilità futura di questo progetto. Ma senza la sua implementazione ogni conferma è difficile da elaborare. Per il momento, alcune dinamiche hanno portato ad intaccare il giudizio di alcuni protagonisti. In primo luogo, Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks in piena corsa per evitare la partecipazione a questo torneo. Recentemente ha affermato come “questo approccio raddoppi lo stress già alto a causa del calendario compresso.” Il tema del calendario è già stato trattato dagli esperti della lega, i quali dovranno incorrere in più approfonditi esami quando programmeranno di tornare alle 82 gare stagionali.

Senza il nuovo significato dato ai posti che seguono l’ottavo slot, molto probabilmente nella Eastern Conference solamente gli Indiana Pacers contenderebbero l’ultima testa di serie disponibile. Invece gli Washington Wizards potrebbero risollevare le sorti della propria stagione con la recente striscia di otto successi consecutivi. Oltre che con i Chicago Bulls ed i Toronto Raptors ancora in scia. Dall’altro lato, la Western Conference vede una situazione ancora più imprevedibile, che permarrà sino all’ultima gara. Inoltre, vi sono risvolti positivi sulle pratiche di tanking, optate da un numero sempre più inferiore di squadre. Delle 8 squadre citate al di fuori di ogni competizione, alcune di esse ad inizio stagione avevano presumibilmente previsto un andamento diverso. Come gli Orlando Magic e gli Houston Rockets, che poi per differenti cause hanno perso il controllo del proprio destino. Perciò, è comprensibile la soddisfazione della NBA riguardo il torneo play-in. Ma non mancano alcuni accorgimenti prima di renderlo permanente.

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