Pronostici NBA 2018-2019, le migliori quote antepost (seconda parte)

Pronostici NBA 2018-2019

Pronostici NBA 2018-2019, le migliori quote antepost (seconda parte)

Pronostici NBA 2018-2019, ad una settimana esatta all’inizio della stagione regolare, continuiamo a dare i numeri nel senso buono del termine: dopo la prima parte dedicata alla squadre, oggi analizzeremo le migliori quote del palinsesto Goldbet riguardante i premi individuali della prossima RS NBA, in particolar modo l’MVP e il Rookie of the Year

Pronostici NBA 2018-2019: la corsa all’MVP

L’attenzione, quindi, si sposta dal generale al particolare. Di solito, quel dettaglio che sposta l’ago della bilancia di una franchigia o, anche, di una intera Conference. Un effetto quasi del tutto simile è stato provocato per molti anni da Lebron James, nel suo migliore terreno di caccia: la Eastern Conference. Con la sua migrazione ad Ovest, spiragli interessanti (sia a livello di squadra che individuale) si aprono per molte delle stelle presenti nell’arido Est: primo su tutti il nuovo arrivato Kawhi Leonard, fresco di rientro dopo un anno vissuto nelle penombre e tra le polemiche.

Attenzione, però, al nuovo che avanza: Ben Simmons e Joel Embiid, i simboli del The Process dei 76ers, pronti a trascinare Philadelphia ad una RS oltre le aspettative. Dopo la conquista del ROY, The Future è pronto a compiere il definitivo salto nell’olimpo del basket moderno, inseguendo il suo mentore Lebron James (principale favorito di quest’anno per il Premio per eccellenza, a mio avviso). Stesso dicasi per uno dei centri più completi e dominanti del panorama mondiale: il giovane di origini camerunensi ha più volte ripetuto in estate di voler ambire al trono di miglior giocatore della Lega già a partire da quest’anno.

Chissà se dello stesso avviso possa essere Kyrie Irving, altro pilastro della nuova Eastern Conference dopo LBJ. Difficile che, nel contesto di collettivo e di squadra di Brad Stevens, possa maturare un candidato MVP. Ma con Uncle Drew mai dire mai: se gli infortuni daranno tregua per un’intera stagione, l’ex Cavaliers può ambire ad un posto tra i contendenti al premio.

Kevin Durant vuole completare il quadretto perfetto ad Oakland: 2 titoli NBA, 2 MVP delle Finals NBA ed ora MVP NBA nel mirino

Passando ad Ovest, tuttavia, la cerchia dei pretendenti si allarga notevolmente. Nella Baia, ad esempio molteplici possono essere i papabili ad un posto a tavola: Kevin Durant su tutti, già detentore del titolo in questione (nel 2014), vuole consacrarsi come uno dei migliori della storia NBA vincendo un altro MVP con i Golden State Warriors. Anche qui, però, la situazione interna non sembrerebbe favorire questo obiettivo: come per Steph Curry, pare difficile poter risaltare agli occhi delle cronache in una squadra di così alto livello (tra le più forti di sempre). Diverso, infatti, è stato il discorso per la doppietta di Curry nel 2015 e nel 2016: i GSW di due anni fa erano meno devastanti di quelli che sono oggi e, soprattutto, non avevano due accentratori del gioco come il 30 e l’ex OKC.

Da inserire nel carrello, senza ombra di dubbio, anche Russell Westbrook e James Harden, ultimi due vincitori del premio di “Most Valuable Player” della Lega. Il primo, dopo una stagione altalenante ma conclusa ancora in tripla-doppia di media (che in molti sembrano non aver notato), vuole centrare di rendersi più utile alla causa di Donovan e dei Thunder. MVP infatti non vuol dire solo statistiche e grandi numeri, ma anche contributo al miglioramento qualitativo e tecnico della squadra. Broodie è pronto a mettersi alla prova, anche ritoccando a ribasso le sue prestazioni, per raggiungere un duplice obiettivo: il titolo NBA e l’incoronazione a Los Angeles subito dopo.

Cosa che, al contrario, ha effettuato per anni il regnante MVP James Harden, il quale ha portato gli Houston Rockets ad altissimi livelli in un paio di stagioni (o poco più). Una stagione strabiliante per il Barba, conclusasi anche con la miglior media punti (oltre 30 PPG) e al secondo posto nella classifica dei top scorers stagionali, dietro a Lebron James. Sfatato il tabù “award”, Harden potrebbe concentrarsi sul raggiungimento dell’ultimo e decisivo step: coronare il progetto D’Antoni con la partecipazione alle Finals NBA, per puntare alla vittoria del tanto agoniato anello.

Due possibili outsiders con grandi ambizioni, da Levante a Ponente, sono Giannis Antetokounmpo e Anthony Davis: uomini-franchigia e leader indiscussi delle rispettive squadre, ovvero Milwaukee Bucks e New Orleans Pelicans, The Greak Freak e The Unibrow sono attesi dalla stagione della consacrazione: serviranno costanza, carisma e grandi colpi per cercare di scalzare il King dal suo trono preferito. In particolare il secondo, già terzo lo quest’anno, ha anche l’arduo compito di trascinare i suoi ai playoff, dopo aver perso due fidati compagni come De Marcus Cousins e Rajon Rondo. Se riuscisse in quest’intento, allora AD, ripetendo o persino migliorando ancora le cifre della passata stagione, potrebbe veramente ambire al colpo grosso.

Tutto sommato, un lotto di pretendenti molto equilibrato ed agguerrito, forse come non si vedeva da un bel pò di stagioni in NBA, a cui si potrebbe aggiungere anche altri nomi: due su tutti, quelli di Victor Oladipo (quota 101) e di Damian Lillard. In fin dei conti, sarà lotta serrata tra veri fuoriclasse!

PRONOSTICI NBA 2018-2019, QUOTE MVP 
Lebron James 4 Giannis Antetokounmpo 5.5 Anthony Davis 5.5 James Harden 6.5
Kawhi Leonard 9 Russell Westbrook 10 Kevin Durant 15 Stephen Curry 19
Joel Embiid 21 Kyrie Irving 21 Ben Simmons 31 Damian Lillard 41

Quote consigliate in grassetto 

Pronostici NBA 2018-2019: un nuovo SupereROY in town

Diverso premio, stesso quadro generale. Come per l’MVP, anche il ROY della stagione 2018-2019 sembra essere appannaggio di molti volti nuovi della lega. Lo scorso Draft, definito da molti come uno dei più assortiti degli ultimi anni, ci ha offerto una varietà importante di giocatori in lizza per essere il Rookie di riferimento.

Riflettori puntati su tre nomi: DeAndre Ayton di Phoenix, Luka Doncic di Dallas e Trae Young di Atlanta. Il primo ed il terzo sono i due giocatori che hanno monopolizzato le attenzioni di critici e giornalisti: il centro ex Arizona State sta impressionando per completezza e concretezza sotto canestro; la PG degli Hawks, invece, stenta a convincere la critica, pronta ad etichettarli la fascia di Bust dell’anno.

Lo scorso anno, la lotta tra Donovan Mitchell e Ben Simmons per il ROY ha visto prevalere il giocatore di Philadelphia. Quale saranno i due pretendenti principali alla successione del #25 quest’anno?

Lo sloveno classe 1999 ha lavorato molto sul suo fisico, implementando muscoli e potenza per esprimersi al meglio anche oltreoceano. L’intesa con i compagni e con Dennis Smith Jr., in particolare, è già ben affinata ma ancora da perfezionare. A Dallas, però, ci sono tutti i mezzi per fare bene e togliersi anche qualche soddisfazione. L’inaspettata conquista dei PO potrebbe voler dire ROTY per il Wonderboy del basket mondiale.

Un gradino sotto, ma comunque da tenere in grande considerazione, sia Collin Sexton Jr. che Kevin Knox. Young Bull è già un punto fermo dei Cleveland Cavaliers ed ha fatto intravedere buone cose in Summer League (meno bene in Preseason per ora). E’ uno dei giocatori più completi del panorama Kevin Knox, scelta numero 9 dei New York Knicks. Per lui, grandi numeri e presentazione strabiliante agli occhi dei tifosi della Grande Mela. La maturità difensiva di questi due prospetti, in generale, potrebbe fare la differenza nel computo finale: oggi, infatti, l’essere protagonisti nelle due fasi di gioco può essere un grande punto a favore.

Chi ha ben esordito in estate e vagato nell’ombra ad inizio autunno (cioè ora) sono le scelte #2 e #4 del Draft 2018, ovvero Marvin Bagley III e Jaren Jackson Jr. I due lunghi di Sacramento e Memphis avevano mostrato tutto il loro potenziale a Las Vegas, con il secondo a dir poco sontuoso in alcuni frangenti. Probabili posti in quintetto, con conseguente alto minutaggio, che influisce in modo positivo sulla valutazione della loro quota, nonostante un contesto di squadra totalmente da rimandare.

Altro lungo di riferimento, fuori dai top 5, è Wendell Carter dei Bulls: anche lui punto fermo di Hojberg, da utilizzare sia in posizione “4” che “5” in assenza di Markkannen (come sarà per le prime 2 settimane di RS). Quest’ultimo è, nel complesso, il Rookie con maggiori capacità a livello difensivo: quota 15 per lui.

Possibili sorprese dalla #10 in poi possono essere sia Miles Bridges dei Charlotte Hornets che Grayson Allen degli Utah Jazz. Già molto influenti in Preseason, hanno già trovato la loro collocazione nelle due rispettive squadre: più minutaggio per l’ala piccola (quota 25 per l’ex Spartans) rispetto all’ex Duke, ma la coppia Mitchell-Allen sembra funzionare alla grande. Possibile Steal of the Draft  e candidato ROY ancora a Salt Lake City? Ricordiamo cosa è successo l’anno scorso..

PRONOSTICI NBA 2018-2019, QUOTE ROY 
Luka Doncic 4 Deandre Ayton 4.5 Collin Sexton 9 Jaren Jackson Jr 9
Kevin Knox 9 Marvin Bagley 9.5 Trae Young 10 Grayson Allen 50

Tra calcoli e previsioni, tuttavia, possiamo sicuramente garantire che prevedere il realizzarsi di tali eventi sia molto difficile. Quasi impossibile se consideriamo il basket d’estate o le sgambettate di NBA Preseason. Una cosa è certa: come in molte occasioni nella vita, nel campo del betting il “fattore C” conta tantissimo. Provarci, però, è più che lecito, giocando sempre in modo responsabile. Per questo, in conclusione, questi consigli sono un puro spazio informativo e di approfondimento. Non mi resta altro che augurare a tutti una buona stagione NBA, all’insegna dello spettacolo e, magari, di qualche bella vincita!

 

Pierluigi Ninni
pier-juve96ma@hotmail.it

Ho 21 anni e sono uno studente universitario. Tifoso dei Cavs e della New Basket Brindisi.

No Comments

Post A Comment