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MVP Power Ranking: cinque candidati per il premio

di Giovanni Rinaldi
James Harden MVP

Con la Regular Season 2017-2018 quasi al giro di boa, e con le votazioni per l’All Star Game 2018 di Los Angeles, vari rumors iniziano a diventare sempre più insistenti per quanto riguarda il vincitore del premio di MVP per la stagione 2017-2018. Ovviamente ci sono Power Ranking che, come ogni altra statistica NBA, vengono aggiornati quotidianamente basandosi sulle prestazioni dei singoli, ovvero le prestazioni dei candidati al premio di MVP, e delle prestazioni di squadra, ovvero la percentuale di vittorie e sconfitte durante la Regular Season.

Ecco i giocatori che in questa stagione stanno facendo in modo di mettersi in palio per la vittoria del premio di MVP (escludendo purtroppo Michael Beasley):

1) LeBron James

Che il Prescelto stia giocando la miglior stagione della carriera in 15 anni di disumana carriera è risaputo. 28,4 punti, 8,2 rimbalzi e 9,2 assist a partita sono medie spaventose. The Chosen One viaggia quasi a una tripla doppia di media a partita, e i suoi Cleveland Cavaliers, dopo un inizio tutt’altro che incoraggiante, sembrano aver trovato la giusta alchimia, trovandosi nelle prime posizioni ad Est con 24 vittorie e 9 sconfitte e a una sola vittoria di differenza dalla capolista Boston Celtics. C’è anche da dire che King James ha un elevato minutaggio, infatti resta in campo 37,3 minuti di media per partita. Eterno e Prescelto:

 

2) James Harden

Nonostante tutti i dubbi estivi relativi alla trade che ha portato in forza agli Houston Rockets Chris Paul, e alle solite frasi da bar su quanti palloni sarebbero serviti in campo al Toyota Center per condividere i possessi tra Paul e Harden, gli Houston Rockets sono primi a Ovest con 25 vittorie e 5 sconfitte, davanti ai Golden State Warriors, distanti solo mezza partita. La coesistenza con Paul non sembrava così scontata, complice anche il cambiamento di ruolo della passata stagione di Harden da Shooting Guard a Playmaker. Invece The Beard non sta soffrendo molto queste dicerie e i numeri in campo parlano per lui: 31,9 punti, 5,1 rimbalzi e 9 assist di media a partita gestendo i possessi con Chris Paul a far girare la second unit come una macchina perfetta. Se i Rockets in Regular Season riusciranno ad imporsi sulla corazzata Warriors, il premio di MVP potrebbe arrivare in Texas.

 

3) Giannis Antetokounmpo

Con un inizio di stagione in salita dal punto di vista emotivo, vista la tragica scomparsa del padre, The Greek Freak ha deciso di riversare in campo tutta la sua rabbia e delusione trasformandola in puro agonismo e determinazione. I suoi Milwaukee Bucks sono quinti ad Est con 16 vittorie e 13 sconfitte e il greco sta conducendo la franchigia verso le parti alte della classifica consolidando le sue qualità da leader, in quella che potrebbe essere la stagione fondamentale, consacrandolo a superstar. In questa stagione Giannis in 38 minuti di utilizzo medio a partita mette a referto 29,7 punti, 10,6 rimbalzi e 4,6 assist a partita. Un tale dominio in campo a Milwaukee non si vedeva da molto tempo. Con queste medie sognare non è per nulla proibito, bisognerà vedere se, premio di MVP a parte, il giovane greco trasformerà una buona franchigia piena di talento in un vero ostacolo e in una potenziale contender con cui Boston e Cleveland dovranno lottare.

4) Kevin Durant

Nel più che rodato sistema dei Golden State Warriors di talento ce n’è in abbondanza, e soprattutto è ben bilanciato. Nel momento in cui una delle quattro superstar sia in difficoltà ci sono sempre le altre che arrivano in soccorso della franchigia. Anche in questo caso, con Steph Curry ai box per infortunio ecco che sull’attenti si presenta Kevin Durant. Il numero 35 della Baia in questa stagione sta facendo registrare 26,3 punti, 7,2 rimbalzi e 5,3 assist a partita in 34,7 minuti di utilizzo medio per partita. Numeri che trasmettono una certa solidità, ma quello che fa riflettere sono anche le 2,2 stoppate a partita, che lo rendono il secondo stoppatore nella lega preceduto da Myles Turner con 2,3 stoppate a partita, ma considerando che Turner è un centro mentre KD è un’ala ha di sicuro dello strabiliante. Che torni ad essere lui The Real MVP a fine stagione?

 

 

5) Kyrie Irving

NBA Finals 2016-2017. Sconfitta dei Cleveland Cavaliers 4-1 contro i Golden State Warriors. Aria di novità e di nuovi posti e relative nuove sfide. Voglia di diventare il primo violino, aumentare le proprie responsabilità e diventare il leader di una franchigia e non la seconda opzione. Queste le intenzioni di Kyrie Irving, che ha deciso di portare il suo talento ai Boston Celtics. Probabilmente molti avranno pensato che avesse sbagliato a prendere questa decisione dopo i primi cinque minuti dell’Opening Night con l’infortunio dell’altra stella dei Celtics Gordon Hayward. Invece, dopo un inizio leggermente sotto le aspettative, la point guard ha iniziato a macinare prestazioni importanti e giocate clutch che hanno portato i Boston Celtics a vincere 16 partite di fila e ad essere primi a Est con 26 vittorie e 9 sconfitte. Per l’ex Cavs quest’anno in 32,3 minuti di utilizzo medio a partita (il più basso dalla stagione 2015-2016) registra 24,9 punti, 2,9 rimbalzi e 4,9 assist a prestazione. Di sicuro, vista anche la sciagurata assenza di Hayward, il leader di questi Celtics è lui. Probabilmente con un primo posto in Regular Season a Est il premio di MVP potrebbe arrivare in Massachusetts, e servirebbe a smentire molti fan che ipotizzavano la scelta di lasciare Cleveland e il Prescelto come una mossa azzardata.

 

Sicuramente i candidati all’MVP sono tanti e con l’evolversi della stagione potranno sicuramente aumentare o magari si consolideranno quelli già in lizza oggi. Di sicuro ci sarà tanta competizione e tanti match da seguire per capire chi sarà The Real MVP della stagione 2017-2018.

 

 

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