Nuove regole NCAA, NBA spiazzata. Agenti e limite d’età per il draft i nodi

Nuove regole NCAA

Nuove regole NCAA, NBA spiazzata. Agenti e limite d’età per il draft i nodi

Nuove regole NCAA in arrivo, si parla di molte novità in arrivo e probabilmente di un vero e proprio caso, partito ormai dal 2017 con le indagini della FBI ed arrivate fino ad oggi. Il “caso NCAA”, di cui tanto s’è parlato anche qui su NBAPassion nei mesi passati, continua a tener banco anche in piena free-agency. E si arricchisce di un nuovo capitolo, che coinvolge anche NBA e USA Basketball, l’organizzazione che rappresenta la pallacanestro americana in sede FIBA.

La NCAA, la cui credibilità è uscita fortemente compromessa dalle indagini su pratiche di reclutamento e corruzione condotte tra settembre e novembre 2017 dalla FBI, ha cercato nelle ultime ore di “uscire dall’angolo”, annunciando una serie di nuove regole tese a normalizzare i rischiosi rapporti tra student-athlets ed agenti.

Le nuove norme hanno però suscitato la reazione di NBA e USA Basketball. Le norme sarebbero vincolate alla cancellazione del limite minimo d’età di 19 anni oggi in vigore per l’iscrizione al draft NBA. Una riforma che ha incontrato in passato il favore del commissioner Adam Silver, ma non ancora discussa ufficialmente .

Il caso NCAA ha nei mesi scorsi coinvolto nomi eccellenti del College Basketball, e suscitato le reazioni di tanti membri del “piano di sopra”, la NBA.

Nuove regole NCAA, le indagini della FBI

Un’inchiesta della FBI partita a settembre 2017 aveva svelato un sistema diffuso di corruzione e relazioni pericolose tra agenti, staff e giocatori di diversi team universitari. Oggetto dell’inchiesta, sistematici passaggi di denaro e benefit per migliaia di dollari tra agenti, “consulenti finanziari” ed assistenti e capo allenatori NCAA, tesi a costruire un illegale sistema di reclutamento dei migliori prospetti liceali del paese.

Secondo Yahoo Sports, Markelle Fultz ricevette $10.000 per giocare a Washington. Credit: Jennifer Buchanan-USA TODAY Sports

Molti nomi illustri di atenei, head coach e giocatori NCAA sono finiti a vario titolo nei rapporti della FBI. Tra le università ed i coach coinvolti, Louisville ed il leggendario coach Rick Pitino, cacciato ad ottobre, e Chuck Person, assistente ad Auburn e licenziato a novembre.

A febbraio 2018, più di venti tra atenei di First Division e ormai ex giocatori collegiali risultavano oggetto di investigazioni per violazione dei regolamenti NCAA.

 

Il caso NCAA, gli one-and-done ed i rapporti con la NBA

L’inchiesta della FBI ha riportato in primo piano la questione relativa al limite minimo d’età imposto da NBA ed associazione giocatori per l’iscrizione al draft, fissato a 19 anni. La regola fu introdotta da David Stern nel 2005.

Uno degli effetti collaterali della cosiddetta one-and-done rule è stato quello di creare negli anni un’epidemia di giocatori liceali impossibilitati a passare al professionismo dopo la high school, e dunque “costretti” a completare un anno di università prima di accedere al draft.

La mancanza di interesse da parte dei prospetti liceali nello scegliere l’ateneo migliore per la loro pluriennale esperienza di student-athlets, ha contribuito ad alimentare un circuito “parallelo” ed illegale di recruiting basato su compensi in denaro, prebende ed intermediari.

Tra le reazioni allo scandalo NCAA raccolte nei mesi scorsi nel mondo NBA, importanti sono state le denunce di LeBron James e Steve Kerr. King James definì apertamente la NCAA una “organizzazione corrotta“, mentre Kerr sostenne il bisogno di riforme per il College Baskeball, pur non sposando l’idea di riconoscere agli atleti una retribuzione come sistema per scoraggiare corruzione e compensi “in nero”.

Il Commissioner Adam Silver ha invece annunciato in febbraio un nuovo corso tramite il quale la lega, pur senza formalmente rinunciare al limite d’età, “Vuole cambiare le relazioni con i giocatori in procinto di raggiungere la NBA“.

La riforma ridiscuterà le modalità attraverso cui i giocatori liceali interagiranno con la lega nelle fasi finali della loro carriera scolastica. Tra le idee sul tavolo, la creazione di un periodo di orientamento pre e post-diploma gestito dalla NBA.

Le nuove regole NCAA su liceali e one-and-done, ed il ruolo di NBA e USA Basketball

Le nuove regole NCAA riconoscono a prospetti liceali ed atleti-studenti universitari la facoltà di affidarsi ad un agente prima dell’ultimo anno di liceo, o durante la stagione dei college, in vista del salto tra i professionisti. Le norme garantiscono inoltre la possibilità di tornare a scuola a quei giocatori che – una volta usciti dal college prima dei 4 anni – non fossero stati selezionati al draft NBA, previa richiesta inoltrata al direttore atletico dell’ateneo di provenienza.

L’intenzione della NCAA di introdurre maggior flessibilità e trasparenza riguardo alle decisioni degli student-atleths si basa su norme nei fatti non applicabili, poiché vincolate alla riforma della regola sull’età minima necessaria all’ingresso nella NBA, (regola che ad oggi non permette ai liceali di passare direttamente tra i pro), e perché introduce la responsabilità da parte di USA Basketball di selezionare i prospetti liceali più “futuribili” e quindi idonei ad assumere un agente che ne curi gli interessi.

La posizione di USA Basketball sulle nuove regole NCAA

Facendo riferimento a fallimentari colloqui avvenuti tra NCAA, NBA e USA Basketball, tesi a superare le posizioni della NCAA in materia di one-and-done e tutela degli student-athlets, la USAB fa sapere di “Non essere interessata, e di non possedere i mezzi necessari ad assumere il ruolo di selezionatore e gestore di una ipotetica ed indefinita lista annuale di prospetti liceali idonei a trattare con agenti sportivi“.

Secondo USA Basketball, tale onere spetterebbe alla NBA. La lega gestisce il Draft Combine di Chicago in maggio, un mega raduno ad inviti dei migliori prospetti collegiali al quale partecipano scout, staff e front office NBA.

Per assumere tale nuovo ruolo, la lega dovrebbe provvedere a scrutinare e selezionare i ranking dei migliori high-schoolers su base annua. Il tutto tenendo conto delle nuove regole NCAA, che permetterebbero ad alcuni atleti di mettersi nelle mani di un agente, di fatto rendendo manifesta la loro intenzione di lasciare il college l’anno successivo.

In uno scenario del genere, è facile immaginare come gli informatissimi front office NBA avrebbero buon gioco ad effettuare a loro volta un’ulteriore selezione tra giocatori già provvisti di “copertura”.

Il portavoce della NBA Tim Frank ha così commentato l’azione unilaterale della NCAA: “Seguiremo come sempre le proposte di riforma da parte della NCAA, di comune accordo con la NBPA, ed insieme valuteremo le possibilità di un cambiamento delle norme NBA interessate“.

Fonti rivelano di vertici NBA fortemente sorpresi dal timing e dalla natura delle nuove norme NCAA. Le nuove regole presumono la revoca della one-and-done rule da parte della NBA.

Lega ed associazione giocatori hanno individuato nel draft del 2022 la prima data utile per sancire l’abbandono della regola, norma mai troppo popolare ed in controtendenza con le restrizioni in vigore nelle altre leghe professionistiche americane.

 

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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