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NBA Awards 2018-2019: quali saranno i vincitori?

di Tommaso Ranieri
Titolo MVP

NBA Awards 2018-2019: tra pochi giorni inizierà una nuova stagione, e sin da ora iniziano le previsioni per chi vincerà i prossimi premi al termine del campionato.

Tali supposizioni, al contrario di altre fatte in precedenza dalla nostra redazione, si basano sui primi dati che le partite di preseason stanno fornendo in queste settimane.

Chi sarà il successore di James Harden al titolo di MVP? Chi vincerà il titolo di Rookie of the Year? Quale sarà il miglior allenatore della prossima stagione? Per avere le risposte certe non resta che aspettare giugno 2019. Per il momento, però, ecco chi potrebbe ambire a tali successi.

NBA AWARDS 2018-2019: SAM PRESTI COME EXECUTIVE OF THE YEAR

Il gm dei Thunder è riuscito nell’impresa di mantenere Paul George in quel di Oklahoma con un accordo quadriennale. Tale rinnovo, poi, sembra ancora di più convincente, se si guarda alla situazione anagrafica di Westbrook, ormai prossimo ai 30 anni. L’atletismo del play dei Thunder, infatti, inevitabilmente calerà con il passare degli anni, ma con la sicurezza di avere George in roster tale perdita potrebbe risultare contenuta.

Oltre a PG, il vero colpo da maestro di Presti è stato, sicuramente, sbolognare il pacco Carmelo Anthony, tra le maggiori delusioni degli ambiziosi Thunder 2017-2018. Scaricando Melo, infatti, OKC è riuscita ad ottenere un abile giocatore quale Dennis Schroder, il quale potrà essere molto utile dalla panchina, come dichiarato nelle settimane scorse.

Per ambire a questo ambizioso premio, il gm di OKC dovrà vincere la concorrenza di Sean Marks, executive dei Brooklyn Nets, il quale sta allestendo un roster promettente in chiave futura. Se i Thunder però dovessero mantenere le attese e, stavolta, non deludere le aspettative come accaduto l’annata precedente, la vittoria di tale riconoscimento sarà assicurata.

NBA AWARDS 2018-2019: QUIN SNYDER COME COACH OF THE YEAR

Quin Snyder, artefice della cavalcata del team di Salt Lake City.

Anche se gli Utah Jazz hanno trovato una futura superstar in Donovan Mitchell ed il miglior centro difensivo del campionato quale è Rudy Gobert, la sensazione è che tutto questo non sarebbe successo senza il lavoro di Quin Snyder.

Il gioco dell’allenatore della franchigia di Salt Lake City si basa molto sulla creazione di situazione di vantaggio, ottenuti mettendo in continua circolazione i giocatori lontani dalla palla. Questo approccio non è solamente una strategia per fornire a Mitchell tutto lo spazio necessario per dare sfogo al suo estro, ma mette in gioco tutti, creando così un sistema egualitario.

Allo stato attuale, gli Utah Jazz sono la miglior difesa del campionato. Con Mitchell pronto al definitivo salto, con un cast composto da ottimi giocatori di ruolo quali Ingles, Exum e Crowder, tutto è possibile, anche ad ambire al record delle 55 vittorie, mai più toccato dai tempi di Stockton e Malone. In questo contesto, Snyder potrà vincere uno dei premi NBA più prestigiosi.

NBA AWARDS 2018-2019: BRANDON INGRAM, MIP OF THE YEAR 

Brandon Ingram

Brandon Ingram (Kelvin Kuo, Associated Press)

 

Si, su questo titolo ci eravamo già espressi in precedenza, e probabilmente è molto più difficile riuscire ad arrivare ad una previsione esatta. Ma Brandon Ingram sta facendo dei grandi miglioramenti, evidenti sopratutto nelle ultime 25 partite della passata stagione:

  • 16 punti
  • 5,3 rimbalzi
  • 4,8 assist
  • 47,1 3P%

 

Ora, il numero 14 dei Lakers, al contrario dell’anno scorso, avrà come compagno un certo LeBron James. Giocare accanto al Re, sicuramente, assicurerà la crescita offensiva dell’ala piccola. Avrà maggiore spazio per attaccare l’area e prendersi tiri da 3 punti incontrastati.

Questi incrementi, dal punto di vista difensivo, non saranno però altrettanto semplici. I limiti nella metàcampo dei Lakers mostrati da Ingram, infatti, sono stati spesso evidenti. Nonostante ciò, il giocatore può garantire un apporto difensivo migliore di quanto si possa immaginare. Se tutto questo dovesse confermarsi per il Giugno 2019, perché allora non assegnargli questo premio?

NBA AWARDS 2018-2019: IL SESTO UOMO DELL’ANNO A TYREKE EVANS?

 

Tyreke Evans-Lakers-Evans-Lakers

Tyreke Evans, passato dai Grizzlies ai Pacers

Per questo premio, tra i più sottovalutati, esistono tanti validi candidati. Da VanVleet a Crowder, fino ad arrivare a gente come Lou Williams, Eric Gordon e Dennis Schroder: battere così tanti pretendenti non sarà facile.

Tyreke Evans, però, può avere le carte in regola per poter uscire vincitore da questa disputa così agguerrita. L’ex Kings ha vissuto un breakout a scoppio ritardato, mostrando degli ottimi segnali di rinascita.

Il Rookie of the Year 2010 prospera come marcatore, mantenendo i difensori in apprensione con un tiro da 3 punti affidabile. Nella stagione scorsa, però, ha giocato in un contesto molto deprimente, quali sono appunto i Memphis Grizzlies, i quali non lo hanno trattenuto.

Con gli Indiana Pacers Evans potrà finalmente dare il suo contributo in un team ambizioso, che può puntare a competere in un Est finalmente privo del despota LeBron James. E chissà se questa combinazione di fattori potrà risultare decisiva al fine dell’assegnazione di questo premio….

NBA AWARDS 2018-2019: DRAYMOND GREEN MIGLIOR DIFENSORE

Green con il titolo di difensore dell’anno della stagione 2016-2017

Accreditare l’Orso Ballerino per un nuovo titolo di difensore dell’anno non sarà facile, considerando anche il clima soft con cui Golden State giocherà fino a metà maggio, quando inizieranno a fare sul serio. In questo senso, è evidente l’esclusione dalla top 10 di Golden State dalle migliori difese della lega.

Nonostante questo, ci sono i presupposti affinché Green possa nuovamente tornare sul trono del miglior difensore del campionato. Sembra, infatti, essersi scatenata in lui un energia nuova, in seguito dell’esclusione dal primo quintetto difensivo 2017-2018. Tale affronto potrebbe essere la sua ultima ispirazione.

Il numero 23 dei Guerrieri nel corso della sua carriera è stato uno dei fattori in grado di permettere alla franchigia della Baia di dominare per così tanti anni. Ciò infatti non sarebbe stato possibile se Green non fosse stato in grado di difendere su tutte e cinque le posizioni. Una vera seccatura per ogni avversario.

Inoltre, eventuali altri candidati alla vittoria di questo premio non sembrano essere così numerosi. Vi è Rudy Gobert, certo, il quale, come detto sopra, è il miglior centro difensivo del campionato, ma poi? Joel Embiid deve prima giocare in un numero sufficiente di partite per poter davvero dire la sua. Kawhi Leonard, altro detentore del titolo, deve ancora mostra di essersi adattato alla nuova realtà canadese. La difesa di New Orleans, infine, potrebbe risultare non sufficientemente buona da permettere ad Anthony Davis di raccogliere i voti necessari a vincere. .

In conclusione, l’Orso Ballerino può davvero dire la sua ed accaparrarsi il DPOY. Dipende soltanto da lui (e dalla Dea Bendata…).

NBA AWARDS 2018-2019: DEANDRE AYTON MATRICOLA 2018-2019?

 

Uno dei maggiori favoriti alla vittoria del premio di matricola dell’anno sarà, senz’altro, DeAndre Ayton. Fino ad ora, in 4 partite di preseason, il numero 22 dei Suns sta viaggiando a medie eccezionali, difficilmente raggiungibili dagli altri principali rookie

  • 20,5 punti
  • 11,3 rimbalzi
  • 2,5 stoppate
  • 60,4 FG%

Pur avendo mostrato delle semplici esibizioni, il lungo ex Arizona non sembra volersi fermare qui. La sua fisicità ed imponenza dovrebbe garantirgli un successo continuo a rimbalzo, nei tap-in, lavorando in post. Inoltre, in questi match, Ayton sta mostrando anche un buon tiro dalla media: se questo aspetto dovesse migliorare ancora, praticamente sarebbe un attaccante immarcabile.

Aldilà della singola nomina al premio, il lungo dei Phoenix Suns può raggiungere un ambizioso obiettivo, a cui forse nessun rookie può puntare, nemmeno Doncic: chiudere la stagione con una doppia-doppia tra punti e rimbalzi e finire con una percentuale dal campo superiore al 50%.

NBA AWARDS 2018-2019: ANTHONY DAVIS FINALMENTE MVP

Anthony Davis-firma-con-Rich Paul

Anthony Davis

Anthony Davis, per molti anni, è stato uno dei talenti più in vista dell’intera Lega. Ora, però, il Monociglio è pronto per prendere in mano i Pelicans guidandoli a grandi traguardi e, al contempo, scalare le gerarchie individuali.

Anthony Davis è reduce dall’ennesimo campionato giocato a ritmi indemoniati, sopratutto dopo l’infortunio dell’ex New Orleans Demarcus Cousins

  • 28,1 punti
  • 11,1 rimbalzi
  • 2,3 assist
  • 53,4 FG%
  • 34,0 3P%

Il vero cambio di mentalità, però, lo si è assistito recentemente, quando è stato lo stesso Davis a certificare il suo status di stella NBA

Ai miei occhi, sono il miglior giocatore al mondo. Nessuno potrà dirmi il contrario

Queste dichiarazioni sono molto importanti, sopratutto considerando il carattere molto umile dell’ex Wildcat. Garantiscono che il ragazzo ha preso la direzione giusta ed è pronto a far completamente suo il campionato di basket più bello del mondo.

Naturalmente, la concorrenza non mancherà, in un mondo popolato da mostri sacri quali LeBron James, Kevin Durant, Stephen Curry o James Harden, giusto per citarne alcuni. Ma mentre questi ultimi saranno impegnati in sfide più impegnative della vittoria dell’MVP (considerando anche che questo premio lo hanno già vinto), l’olimpionico del 2012 sarà più che mai carico a zittire tutti i suoi detrattori, sfoderando un livello di basket già altissimo.

Se riuscirà a portare New Orleans nella postseason 2019, mantenendo le statistiche della scorsa stagione, Davis potrà salire sul palco ed alzare per la sua prima volta il Maurice Podoloff Trophy.

 

 

 

 

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