Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsQuando gli Warriors (per poco non) spedirono Steph Curry ai Milwaukee Bucks

Quando gli Warriors (per poco non) spedirono Steph Curry ai Milwaukee Bucks

di Michele Gibin
andrew bogut

Chi scambierebbe oggi Steph Curry? E per chi mai? Risposta ovvia ad una domanda da citrulli: nessuno, per nulla al mondo.

Nel 2012 però, prima dei 3 titoli NBA, prima dei 2 titoli di MPV e prima di scioccare il mondo facendo cose che nessuno aveva mai osato pensare possibili su campo da basket, il già campione in erba Wardell Stephen Curry era al centro di voci di mercato.

I suoi Golden State Warriors erano nel pieno di una stagione orribile, l’ennesima di una serie interminabile di stagioni orribili (salvo il felice interludio della squadra 2007, che ballò una sola estate seguendo il ritmo di Baron Davis e coach Don Nelson), e Steph Curry appiedato da ricorrenti problemi alle caviglie e ad un piede.

Curry giocò solo 26 partite per una squadra che terminò la sua regular season di nuovo sul fondo della Western Conference, che aveva nel suo secondo miglior giocatore David Lee da Florida (via New York Knicks) e che in estate aveva scelto al draft il figlio di Mychal Thompson.

Il co-proprietario della squadra Joe Lacob non ha mai nascosto che, nel tentativo di rinforzare quegli Warriors, l’allora sacrificato per arrivare ad Andrew Bogut dei Milwaukee Bucks avrebbe dovuto essere l’infortunato Curry, mentre la squadra avrebbe deciso di puntare ancora su talentuoso e bizzoso Monta Ellis.

Come svelato recentemente dall’attuale proprietario dei Milwaukee Bucks Marc Lasry, furono proprio le caviglie malmesse di Steph Curry a far saltare una prima bozza dell’affare tra le due squadre: “L’affare era fatto, ma lo staff medico (dei Bucks, ndr) ci aveva messo in guardia sullo stato delle caviglie di Curry. Questo chiuse la porta a quella trade“.

L’allora General Manager dei Golden State Warriors Larry Riley ammise nel 2017 che la squadra non ebbe mai alcuna intenzione si separarsi da Curry, e che il suo nome venne fatto a vantaggio della trade, per attirare l’attenzione dei Milwaukee Bucks.

I Bucks finirono comunque per scambiare Bogut. In Wisconsin finì Monta Ellis, che a Milwaukee giocò due stagioni solide ma prive di grandi soddisfazioni di squadra. Curry ritrovò invece dopo quella stagione la salute fisica necessaria per iniziare la sua scalata verso il trono NBA, grazie alla rivoluzione tecnica iniziata da coach Mark Jackson e portata avanti da Steve Kerr due anni più tardi.

Oggi sembra qualcosa lontano anni luce, a parlarne“Così Lasry, all’epoca non ancora proprietario dei Bucks “Ma chi avrebbe potuto sapere? In ogni caso (scherza, ndr) noi abbiamo cambiato staff medico una volta rilevata la squadra!”.

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