Gli Houston Rockets staccano il pass per le semifinali di Conference per il terzo anno consecutivo, battendo nuovamente gli Utah Jazz per 4-1, stesso punteggio con cui si era chiusa la serie di semifinale di Conference dello scorso anno. Al Toyota Center, infatti, i Razzi si impongono per 100-93 al termine di una gara molto combattuta, sfruttando in particolar modo una solidissima difesa, spesso bistrattata (12 palle recuperate e altrettante stoppate per i padroni di casa).
Gli ospiti, dal canto loro, mandano ben cinque giocatori in doppia cifra, ma continuano a deludere e non poco dalla lunga distanza (24% con 9/38). Doppia doppia da 17 punti, 11 assist e 3 palle recuperate col 47% dal campo (7/15) per Ricky Rubio, 11 punti, 6 rimbalzi, 9 assist e 3 recuperi per Joe Ingles, doppia doppia da 15 punti e 10 rimbalzi per Jae Crowder, ma soprattutto 18 punti (top scorer dei suoi), 5 rimbalzi e 2 assist col 61.5% al tiro (8/13) e il 50% da dietro l’arco (2/4) in 33′ in uscita dalla panchina per Royce O’Neale. Delude ampiamente le aspettative Donovan Mitchell, che si ferma a 12 punti, 6 rimbalzi, un assist e una palla recuperata con pessime percentuali al tiro (18% dal campo con 4/22 e 0% da tre con 0/9), mentre incide meno del solito Rudy Gobert, che chiude a quota 9 punti, 10 rimbalzi e 2 stoppate con appena il 37.5% dal campo (3/8).
Tutto come un anno fa: Rockets avanti, Jazz spazzati via 4-1

Gli Houston Rockets festeggiano l’accesso alle semifinali di Conference per la terza stagione consecutiva.
Tra le file dei Rockets, il miglior marcatore è come di consueto James Harden, che parte malissimo al tiro ma riesce a riscattarsi ampiamente col prosieguo della gara, un po’ come avvenuto già in gara-3, mettendo a referto 26 punti, 6 rimbalzi, 6 assist, 3 palle recuperate e 4 stoppate col 38.5% al tiro (10/26) e offrendo una prova maiuscola nella metà campo difensiva. Serata più che positiva anche per Chris Paul, che pur non tirando benissimo (37.5% dal campo con 6/16) dà il suo solito contributo alla causa, facendo registrare 15 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi. Discorso simile per P.J. Tucker, che in difesa è l’arma in più dei texani e in attacco non si tira indietro (8 punti, 9 rimbalzi, un assist, una palla recuperata e ben 4 stoppate per lui), mentre Clint Capela stravince il duello con Gobert e chiude con una doppia doppia da 16 punti, 10 rimbalzi, 2 assist e 3 stoppate con l’86% dal campo (6/7).
Menzione speciale per Eric Gordon, sempre più continuo nelle prestazioni e imprescindibile pedina nello scacchiere di D’Antoni. L’ex Sesto uomo mette a referto 15 punti, 3 rimbalzi e altrettanti assist, ma si fa valere anche in fase difensiva (2 recuperi e una stoppata) e tira con un più che positivo 50% da dietro l’arco (4/8). A mettere la propria firma sulla vittoria finale ci pensano anche Danuel House, autore di 7 punti, 4 rimbalzi e una palla recuperata col 100% da tre (2/2) in 20′ in uscita dalla panchina, e Nenê, che risponde presente alla sua prima apparizione nel corso di questi playoff: per lui ben 8 punti e 4 rimbalzi col 100% dal campo (3/3) e dalla lunetta (2/2) in appena 9′.

