La NBA ha annunciato i prime tre quintetti stagionali, tra presenze scontate, quelle dei tre candidati MVP James Harden, Giannis Antetokounmpo, e Paul George, conferme, prime volte – Nikola Jokic dei Denver Nuggets e Kemba Walker degli Charlotte Hornets – ed i consueti esclusi eccellenti, a partire da Bradley Beal degli Washington Wizards e dal 5 volte finalista NBA Klay Thompson.
Oltre che argomento di conversazione ad uso e consumo dei tifosi, ed a mezzo riconoscimento e di status “tra pari” tra i giocatori NBA, la nomina in uno dei primi quintetti stagionali ha anche dei risvolti concreti, economici, che regoleranno l’entità del prossimo contratto di alcuni dei giocatori inseriti, o snobbati.
L’inserimento in uno dei primi tre quintetti NBA, assieme alle convocazioni per l’All-Star Game e premi personali, è tra i criteri che possono far scattare per i giocatori l’eleggibilità ad alcuni bonus contrattuali, oltre che all’ormai famoso “supermax” contract (designated veteran contract extension).
Il nuovo contratto della star dei Minnesota Timberwolves Karl-Anthony Towns ad esempio – una rookie scale exception da 5 anni e 190 milioni di dollari complessivi siglata ad inizio stagione – avrebbe previsto per “KAT” un bonus di circa 32 milioni di dollari, bonus fallito con la mancata nomina di fine anno.
Klay Thompson, star dei Golden State Warriors che dal prossimo 30 maggio si giocheranno il terzo titolo NBA consecutivo, ed il quarto in cinque anni, guida per peso e prestigio la pattuglia degli snobbati. Anche nel caso di Thompson la mancata nomina costerà la possibilità di accedere alla “supermax extension”; in caso di rinnovo in estate con gli Warriors, il figlio di Mychal lascerà sul tavolo circa 30 milioni di dollari.
“Non ci sono?” Così Klay Thompson commenta a caldo la mancata nomina “Va bene, rispetto per chi c’è ma significa allora che giocare cinque finali di fila non conta nulla. Voglio dire, per fare cinque finali di fila ti occorrono più di due All-NBA (Steph Curry e Kevin Durant, ndr) in squadra. Comunque, preferisco vincere un altro titolo piuttosto che fare uno dei primi tre quintetti“.
La grande stagione di Thompson e degli Warriors è valsa al prodotto di Washington State una nomina nel secondo quintetto difensivo NBA, una consolazione invero piuttosto magra per un giocatore che ritiene – e con titolo per farlo – di valere addirittura il premio di difensore dell’anno.
“Se ritengo che ci siano così tante guardie miglior di me nella NBA? No“Prosegue Thompson “C’è un motivo se noi stiamo ancora giocando e gli altri no, comunque non voglio entrare in polemiche del genere”
Tra le guardie premiate, Damian Lillard dei Portland Trail Blazers (secondo quintetto, conferma dopo il primo quintetto 2018), Kyrie Irving dei Boston Celtics, Russell Westbrook e Kemba walker, nominato nonostante la mancata qualificazione ai playoffs dei suoi Charlotte Hornets.
