Mario Elie, grande ex degli Houston Rockets ed autore del celeberrimo “Kiss of Death”, un decisivo tiro da tre punti dall’angolo nel finale di gara 7 delle semifinali della Western Conference 1995 contro i Phoenix Suns, vede un futuro da Hall of Famer per il suo vecchio head coach Rudy Tomjanovich.
E’ opinione di Elie, tre volte campione NBA tra Houston e San Antonio, che la carriera sia in campo che in panchina di “Rudy T” sia assolutamente meritoria di un’introduzione nella Hall of Fame di Springfield, Massachussets:
“Coach Tomjanovich non ha mai ricevuto il giusto credito, merita la Hall of Fame” Così Elie a Marc Berman di Fox26 “Come giocatore e come allenatore, ha inventato la figura dello ‘stretch 4’ con Robert Horry (ai Rockets, ndr), ha vinto un oro olimpico con Team USA (…) il fatto che non ci sia è incredibile, ha dato così tanto per il gioco, Un uomo che ha pure rischiato di morire in campo (il tristemente noto pugno di Kermit Washington, ndr), è stato un All-Star, è stato allenatore dell’anno. Lui e Hakeem Olajuowon furono gli artefici dei Rockets due volte campioni NBA“.
L’oggi 71enne Tomjanovich ha disputato 11 stagioni NBA tra San Diego e Houston, con 5 convocazioni all’All-Star Game. Nel 1991, Rudy divenne capo allenatore dei suoi Rockets, conducendoli a due titoli NBA (1994 e 1995), in una squadra forte di Hakeem Olajuwon, Robert Horry, Mario Elie, Sam Cassell, Kenny Smith e Clyde Drexler.
Rudy Tomjanovich says it means a great deal to him that his former players believe he belongs in the Hall of Fame,but also says he’s not going to let the possibility “rent space in my head.There’s a lot of other good stuff to think about..My life turned out better than my dreams” pic.twitter.com/84wWUAYFSt
— Mark Berman (@MarkBermanFox26) 9 giugno 2019
La carriera da giocatore di coach Tomjanovich fu segnata da uno degli episodi più violenti mai occorsi su di un parquet NBA. Nel 1977, il giocatore dei Los Angeles Lakers Kermit Washington sferrò un pugno in pieno volto a Tomjanovich, che dovette ricorrere a numerosi interventi chirurgici per recuperare dalle fratture e dai danni provocati dal colpo.
Dopo 12 anni passati sulla panchina degli Houston Rockets, nel 2004 Rudy Tomjanovich accettò l’incarico di capo-allenatore dei Los Angeles Lakers nella prima stagione dopo la partenza via Miami di Shaquille O’Neal, sostituendo Phil Jackson. Dopo appena 41 partite ed un record positivo di 24-19, Tomjanovich si dimise per motivi di salute, di fatto ritirandosi.
“La Hall of Fame? Sarebbe un bel riconoscimento senza dubbio” Rudy Tomjanovich replica alle parole di Mario Elie “Ma non è una cosa a cui penso, oggi sono concentrato su altre cose. Se dovesse arrivare ne sarei più che onorato, il premio migliore è stato però poter vivere facendo ciò che ho sempre amato, e che ho sempre voluto fare da ragazzo (…) la mia vita si è rivelata migliore dei mie sogni più belli“.

