Dopo i migliori centri e le migliori guardie della stagione, mi ritrovo di nuovo qui a provare a stilare i migliori cinque playmakers della Eastern Conference. Leggendo i vostri commenti agli articoli precedenti ci tenevo a precisare una cosa, queste non sono classifiche che tengono conto del valore assoluto del giocatore, o della carriera, ma soltanto del loro andamento durante la stagione 2013/2014. Ovviamente è una mia classifica quindi decisamente opinabile, anzi il dibattito è fondamentale per crescere.
Con l’infortunio di Rajon Rondo e di Derrick Rose, la costa Est ha sicuramente perso due pezzi pregiati che sarebbero sicuramente stati nei primi cinque della classifica, ma purtroppo le pochissime partite giocate dai due non hanno permesso un loro ovvio inserimento nei primi cinque.
Al 5° posto
Deron Williams
Il playmaker dei Brooklyn Nets non ha certo avuto la sua miglior stagione della carriera. Ha giocato soltanto 64 partite per problemi alle solite caviglie che lo hanno limitato anche nel gioco, e sicuramente il nuovo assetto della squadra con i nuovi veterani e la partenza non proprio brillantissima hanno contribuito alla sua stagione travagliata. Ha chiuso la regular season con 14.3 punti, 6.1 assist, 1.5 palle recuperate e un rapporto tra assist e palle perse di 2.74. Il dato che mi ha obbligato a inserirlo almeno al quinto posto (ci sono almeno altri due play con statistiche migliori di lui) è stata la differenza del NetRtg dei Nets con DWill in campo e quello con lui fuori. Si passa, infatti, da un -0.6 senza Deron ad un 5.2 con Williams in campo. E’ senza dubbio il miglior differenziale, e rende bene l’idea di quanto sia importante per i Nets. Ha avuto una media di 77.8 tocchi per partita con un tempo di possesso pari a 6.1 minuti sui 32.2 passati sul parquet. Sui 60.6 passaggi effettuati, 12.7 sono state opportunità di assist e, come già detto, 6.1 lo sono diventati rendendo 15.1 punti. Si è preso 11.2 tiri a partita (che sono il 21.9% dei totali di squadra) che ha realizzato con il 45%. In difesa non è mai stato un “cuor di leone” e i problemi fisici lo hanno limitato ulteriormente ma con lui in attacco Brooklyn la differenza la sente.
Al 4° posto
Kemba Walker
Il playmaker ex UConn ha fatto senza dubbio una grande stagione, grazie a lui e Al Jefferson i Bobcats (ora Hornets) hanno raggiunto la post season dopo anni di lottery. 17.7 punti e 6.1 assist ed un NetRtg che migliora di 3 punti quello di squadra. 15.2 tiri a partita sono stati il 25.8% dei possessi offensivi. Ha avuto una media di 100.3 tocchi per gara e 77.3 passaggi a fronte di soltanto 2.3 palle perse, e questo significa che la qualità delle scelte di passaggio è stata elevata. Le opportunità di assist sono state 12.2 a partita e dai suoi assist Charlotte ne ha fruttato ben 14 punti. L’Assist Ratio (assist per 100 possessi) è stato di 23.4 ed il rapporto tra assist e palle perse di 2.64. E’ andato in lunetta per 4.6 volte a gara convertendo i liberi con l’83.7%. Dal campo ha tirato con il 39.3% e nei 4.5 tentativi dalla lunga distanza ha avuto il 33.3% di realizzazione.
Al 3° posto
Kyrie Irving
Qui so già che solleverò qualche polemica. Kyrie è stato il miglior realizzatore tra i play ad est con 20.8 punti per partita con il 43% dal campo. I 17.4 tiri di media sono il 28% dei tiri dei Cavs e lo rendono il principale terminale offensivo di squadra. Ma…..si c’è un ma….ha effettuato soltanto 56.1 passaggi di media su 81.1 tocchi e le assist opportunity sono soltanto 11.7. Gli assist sono 6.1 e hanno prodotto 13.9 punti. E’ vero che dobbiamo anche valutare i compagni, ma sicuramente per il tempo che passa con la palla tra le mani, ovvero 6.2 minuti, a mio parere quest’anno ha cercato troppo poco i compagni, in più il suo NetRtg è peggiore di quello di squadra, da -3.5 a -5.1. Vedremo se nella prossima stagione riuscirà a coinvolgere meglio la prima sceta assoluta Wiggins.
Al 2° posto
Kyle Lowry
Come per Kemba Walker, i risultati di squadra per me contano, e Lowry è stato il playmaker della terza forza della Eastern Conference. 17.9 punti di media con 13.7 tiri tentati che ha realizzato con il 42.3%, di questi 6.3 li ha presi da tre punti segnandoli con il 38%. E’ andato in lunetta più volte di tutti tra i playmakers ad est, con 4.9 tentativi e l’81,3%. Nelle sue statistiche compaiono anche 4.7 rimbalzi per gara. Nei 36.2 minuti passati in campo ha una meda di 90 tocchi ed un totale di 6.8 minuti di possesso in cui effettua 68.2 passaggi con appena 2.5 palle perse. Le palle recuperate sono invece 1.5. Si crea 14.2 opportunità di assist che diventano tali per 7.4 volte producendo 17.2 punti per i suoi Raptors. Il rapporto tra assist e palle perse è un pauroso 3.02. La grande stagione dei Toronto Raptors passa anche dalle sue mani oltre che da DeRozan!
Al 1° posto
John Wall
Nella classifica dei migliori assist man della Lega è arrivato secondo dietro soltanto a Chris Paul, e di conseguenza è il miglior uomo assist delle Eastern Conference. Ma non è al primo posto della mia personalissima e opinabilissima classifica soltanto per questo. I suoi punti di media sono 19.3 con il 43.3% dal campo, il 35.1% dalla lunga distanza e l’80.5% dalla lunetta su 4.8 tentativi. Migliora di ben 2 punti il NetRtg di squadra nei 36.3 minuti di media. Le palle perse sono 3.6, un pochino tante, ma se consideriamo i 95 tocchi per partita e 70.1 passaggi, la percentuale un po’ si attenua. I minuti di reale possesso palla sono 7.8 dove però si crea 17.2 possibilità di assist. 8.8 diventano assist reali e producono 21.3 punti. Se sommati ai suoi punti, per le mani di Wall passano più di 40 punti a partita, che sono veramente parecchio fatturato per una squadra! In più ci sono 1.8 palloni recuperati ed una gran leadership in campo, per me assolutamente il miglior playmaker della costa est.
Per nbapassion.com
Alberto Vairo (@albicoach)






