Michael Jordan ha parlato: “I giocatori sono pagati per giocare 82 partite“.
A rivelare il “diktat” di Sua Maestà MJ è l’attuale head coach degli Orlando Magic Steve Clifford, in passato per cinque stagioni capo allenatore degli Charlotte Hornets di proprietà dell’ex campione NBA.
Coach Clifford ha riportato cosa Jordan amava ripetere durante i suoi trascorsi a Charlotte, spiegando: “Michael usava ripetere come il tutto fosse una questione di aspettative. Siamo pagati per giocare tutte le 82 partite (di stagione regolare, ndr)”.
“I nostri giocatori” Prosegue Clifford, come riportato da Stefan Bondy del New York Daily News “Non sono abituati a non giocare la seconda parte di un back-to-back solo perché ‘non devono giocare’” Riferendosi alla pratica diffusa nelle ultime stagioni tra squadre e giocatori di “risparmiare” ad alcuni atleti una delle due partite di un back-to-back (partite in due serate consecutive).
Alleno da vent’anni, ed il fatto di finire la stagione con 82 partite giocate allora era un vanto, una sorta di prova di coraggio. C’erano comunque dei giocatori che in certe sere non volevano giocare, e che rimanevano fuori

Kawhi Leonard e il load management delle polemiche
La decisione dei Los Angeles Clippers – avvallata come regolare dalla NBA – di tenere a riposo Kawhi Leonard nella sfida della notte tra mercoledì e giovedì contro i Milwaukee Bucks, ha suscitato polemiche e reazioni contrastanti tra chi ritiene che il “load management” sia una pratica ormai troppo diffusa e poco attenta agli interessi globali della NBA, ed una mancanza di rispetto verso i tifosi.
Steve Clifford ha allenato gli Charlotte Bobcats\Hornets di Kemba Walker dal 2013 al 2018, raggiungendo i playoffs in tre occasioni. Cliffors fu sollevato dall’incarico al termine della stagione 2017\18, e prima della stagione successiva accettò la panchina degli Orlando Magic, riportando dopo 6 stagioni la squadra ai playoffs NBA.
Prima di Charlotte, coach Clifford spese alcune stagioni da assistente allenatore nella NCAA (Boston University, Siena) e nella NBA (New York Knicks, dal 2000 al 2003, e poi Houston Rockets).
Doc Rivers: “Leonard sta bene”, anche grazie al load management
La NBA ha voluto sgomberare il campo da polemiche riguardo le politiche di gestione dei giocatori da parte delle squadre. Kawhi Leonard non è sceso in campo contro i Bucks perché “Non in salute fisicamente (…) alle prese con un infortunio al ginocchio nel rapporto infortunati dei Clippers. La direzione della lega, in accordo con il direttore della medicina sportiva della NBA, accetta la decisione dello staff medico della squadra. Leonard non è abbastanza in salute per giocatore in gare back-to-back“.
Coach Doc Rivers aveva liquidato nel post partita l’argomento con una (fantastica) battuta: “I tifosi non possono vedere Kawhi Leonard? Beh, possono vedere me!“, dichiarandosi però – ovviamente – del tutto in linea con la politica della squadra: “Kawhi si sente alla grande. Ma si sente così bene grazie a quello che stiamo facendo. E continueremo a farlo”.
When asked what Doc Rivers would say to the fans who bought tickets to Bucks/Clippers with the hopes of seeing Kawhi Leonard play, he replied:
“They can see me.”— Malika Andrews (@malika_andrews) November 7, 2019
Durante la stagione 2018\19, la prima ed unica affrontata in maglia Toronto Raptors, Kawhi Leonard giocò 60 delle 82 partite di regular season, e la stragrande maggioranza delle 22 assenze furono parte del programma di riposi programmati che Raptors, giocatore e staff concordarono ad inizio stagione. Leonard fu costretto a saltare l’intera stagione 2017\18 a causa di un “misterioso” infortunio al quadricipite della gamba destra.
Le differenze di vedute tra i San Antonio Spurs e l’entourage di Leonard sulla gestione del recupero post infortunio, furono una delle ragioni che sancirono la fine dell’esperienza in Texas del giocatore, dopo due finali ed un titolo NBA conquistato nel 2014.
Giannis Antetokounmpo: “Leonard? Volevo affrontarlo, lo faremo la prossima volta”
Giannis Antetokounmpo ha controllato il big match tra i suoi Milwaukee Bucks ed i Los Angeles Clippers da par suo, ma si è detto dispiaciuto di non aver potuto affrontare i Clippers al meglio, con Kawhi Leonard fermo per uno dei suoi ormai consueti riposi pianificati.
Pur senza Leonard, i Bucks non hanno certo trovato ad attenderli dei Clips arrendevoli. A coach Mike Budenholzer sono serviti 47 punti dalla panchina, ed una prova da 38 punti di Antetokounmpo per avere la meglio allo Staples Center di Lou Williams & Montrezl Harrell.
Il “load management” ha privato il pubblico USA e mondiale del confronto diretto tra Kawhi Leonard e l’MVP in carica, in diretta TV nazionale per di più: “Ero entusiasta per la sfida contro uno dei migliori giocatori della NBA” Spiega Antetokounmpo dopo la gara “Di certo per noi è stato meglio così, con Kawhi in campo sarebbe stato tutto più difficile. Bisogna marcarlo e avere poi a che fare con la sua difesa dall’altra parte“.
“Sarò ancora più entusiasta di vederlo in futuro” Chiude il greco dei Bucks.
Quanto a lungo tollererà la NBA il “load management”? Peserà l’opinione di Michael Jordan?
Le parole di Michael Jordan, rievocate da coach Clifford, non sono ovviamente rivolte direttamente a Kawhi Leonard o ai Clippers.
E’ però innegabile che l’opinione del più grande giocatore di tutti i tempi conti ancora tanto, anche a tanti anni dal suo ritiro dal basket giocato. La NBA si è finora dimostrata tollerante e comprensiva verso le necessità a lungo termine di squadre e giocatori, diminuendo di anno in anno il numero di back-to-back e partite ravvicinate, pretendendo però in cambio una politica meno “libertaria” delle franchigie, e soprattutto più sensibile alle esigenze televisive della lega (la famosa multa comminata nel 2012 ai San Antonio Spurs, che tennero fuori Tim Duncan, Manu Ginobili, Tony Parker e Danny Green per una partita in diretta nazionale contro i Miami Heat di LeBron James fu uno spartiacque).
La condotta dei Los Angeles Clippers sarà probabilmente monitorata da qui alla fine della stagione, con un occhio di riguardo alle tante gare in scaletta per le TV nazionali di Kawhi Leonard e compagni.
Cosa deciderà di comportarsi la lega, in caso di evidente danno di immagine ed economico?

