Continua a tener banco la questione relativa alla possibile riforma della NBA riguardo la struttura della regular season e dei playoffs.
Il forte calo degli ascolti televisivi, scesi del 15%, ha spinto il commissioner della lega statunitense, Adam Silver, ad inviare negli scorsi giorni alle 30 franchigie le nuove proposte per la stagione 2021/22. Come riportato da Shams Charania di The Athletic, ecco tutti i punti della riforma che di fatto rivoluzionerebbe il basket NBA.
Come cambierà la regular season NBA? Torneo infra-stagionale e riduzione delle partite
L’attesissima novità riguarda proprio l’aggiunta di un torneo nel mezzo della regular season, in modo da risollevare l’entusiasmo degli appassionati nei periodi “meno spettacolari” della stagione (novembre/dicembre).
Saranno otto le squadre partecipanti, determinate attraverso i record ottenuti fino a quel punto della regular season. Sei di queste saranno rappresentate dalle vincitrici di ogni Divisione, a cui saranno aggiunte due wildcard.
Il torneo di svilupperà sulla formula dell’eliminazione diretta, cioè partite di quarti di finale, semifinali e finale secche. Le ultime due sfide saranno disputate su campo neutro, mentre i quarti di finale in casa della squadra con il record migliore. Per incentivare la competitività si sta inoltre seriamente pensando di aggiungere un premio in denaro di 1 milione di dollari a giocatore, per la squadra vincente della competizione.
Conseguentemente all’aggiunta del torneo infra-stagionale si verificherà una riduzione dei match di regular season, che passeranno a 78 dagli 82 attuali.
Le modifiche alla struttura dei playoffs
Pur senza rivoluzioni, si preannunciano cambiamenti importanti anche in chiave playoffs, che potrebbero diventare ancora più spettacolari, soprattutto nelle proprie fasi finali.
La prima grande novità riguarda però l’accesso alla post-season, con l’aggiunta di due tornei, uno per ogni Conference, che stabiliranno la settima e l’ottava squadra qualificata.
Vi prenderanno parte quattro squadre per Conference tra quelle che hanno conquistato una posizione fra la settima e la decima in regular season. La settima franchigia affronterà l’ottava per conquistare il settimo posto nella griglia playoffs. Chi uscirà sconfitta da tale sfida si scontrerà invece con la vincitrice del match fra nona e decima, in una partita valevole per ottenere l’ultimo slot possibile per i playoffs.
A rendere più avvincente la post-season potrebbe essere tuttavia la proposta di abolizione della classica divisione fra Est ed Ovest. Non si tratta di una riforma “totale” come molti si aspettavano. Ciò non vedrà coinvolte infatti tutte le 16 squadre qualificate, bensì solo le ultime quattro.
Niente più dunque certezza di una finale tra franchigie di Conference diverse, con la possibilità invece di partite che verranno coinvolte le due effettive migliori squadre della lega.
Va ricordato che per ogni riforma, la NBA avrà bisogno del voto favorevole dei due terzi (23 su 30) delle squadre, e dell’Associazione Giocatori (NBPA).

