La NBA rilancia l’idea del torneo infra-stagionale, offrendo come incentivo ai giocatori un premio in denaro di 1 milione di dollari a giocatore, per la squadra vincente della competizione tra le 30 squadre.
Uno dei grandi ostacoli materiali, che si aggiungono a quelli “filosofici”, per la NBA nel far abbracciare ai giocatori l’idea di inserire un torneo infra-stagionale a regular season in corso (novembre\dicembre la finestra individuata dalla lega), è quello legato agli incentivi da offrire agli atleti, comprensibilmente poco sensibili al richiamo di una “coppa” o trofeo lontano dalle logiche dello sport USA, e privo di storia e prestigio.
Un premio in denaro sarebbe dunque uno dei mezzi presi in considerazione per rendere meno amara la transizione in un sistema, quello della stagione regolare a 82 partite, ormai vecchio di decenni. Il torneo proposto dalla NBA vedrebbe le 30 squadre impegnate nel primo mese di regular season “canonico”, a disputarsi l’accesso alla fase finale di un tabellone tennistico ad 8 team, ad eliminazione secca e che dovrebbe terminare a metà dicembre, come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, che cita fonti della lega.
Tra gli scogli da superare per la NBA, una redistribuzione equa dei proventi dagli incassi del torneo, che vada ad impattare i minori introiti derivati dalla riduzione delle partite totali di regular season (da 82 a 78), e che la lega stima in 4-2.7 milioni di dollari in meno per squadra.
Per ogni riforma, la NBA avrà bisogno del voto favorevole dei due terzi (23 su 30) delle squadre, e dell’Associazione Giocatori (NBPA), la lega punterebbe alla stagione 2021\22, quella del cinquantesimo anniversario, quale deadline per l’adozione del nuovo formato.

