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Coronavirus, la NBA monitora la situazione, CJ McCollum: “Stop autografi”

di Michele Gibin
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Con i primi casi di contagio da coronavirus covid-19 registrati anche negli Stati Uniti, e soprattutto nel nordovest tra Oregon e stato di Washington, la NBA e le leghe sportive americane adottano alcune misure di prevenzione, in accordo con le autorità ed i CDC, i centri governativi specializzati nella ricerca sulle malattie infettive.

Non rientrano per ora nei piani i rinvii di partite, ne tanto meno il ricorso alle “porte chiuse”. Il calendario delle partite di regular season NBA e NHL non subirà alcuna variazione, così come i training camp MLB che partiranno in primavera.

In un comunicato, la NBA ha dichiarato di considerare “essenziale tutelare la sicurezza e la salute di atleti, squadre e loro dipendenti, e dei tifosi. La NBA si sta coordinando con i CDC per monitorare in modo costante la situazione coronavirus“. Già a febbraio la lega aveva sconsigliato ai propri dipendenti ed a quelli delle squadre di viaggiare in Cina, paese d’origine dell’epidemia da covid-19. Le autorità USA hanno nella giornata di sabato imposto limiti ai viaggi nelle zone colpite dal contagio, anche in Europa e Italia.

NBA e Coronavirus, McCollum: “Stop autografi”

Tra gli atleti NBA, C.J. McCollum dei Portland Trail Blazers (Oregon) è stato il primo a comunicare ai tifosi che, per la durata del’emergenza coronavirus ed in vista di sviluppi, cesserà di firmare autografi, per ragioni di sicurezza: “Il coronavirus è arrivato a Lake Oswego, Oregon. Assicuratevi di lavarvi bene le mani e di mettere la mano davanti alla bocca quando tossite, per ora smetterò di firmare autografi fino a nuovo ordine. Sinceramente, CJ“, così il giocatore su Twitter.

Sempre via Twitter, la star dei Blazers ha poi rilanciato una serie di articoli e link utili per conoscere e affrontare la probabile emergenza che gli Stati Uniti si troveranno a dover trattare nei prossimi giorni, con l’allargarsi a livello mondiale dell’allerta.

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