Il Draft 2014 è, a detta di molti, uno dei più ricchi degli ultimi anni: fiumi e fiumi di parole si sono spesi riguardo le prime scelte, le curiosità e gli interrogativi si sono concentrati sui nomi più altisonanti. “Riuscirà Wiggins a reggere alla pressione della prima chiamata e a conquistare i fan dei T-Wolves orfani di Love?”
“in che misura Jabari Parker darà una mano ai giovani Bucks?”
“Il fisico di Embiid darà sufficienti garanzie ai 76ers?”
Ma un altro aspetto stuzzicante del draft riguarda la ricerca dell’affare, l’andare ad individuare la squadra che non avendo una delle prime scelte, sia riuscita comunque a scovare un grande talento sfuggito alle altre franchigie. Negli States lo chiamano ‘Steal of the Draft’, furto del Draft. E come dar loro torto? Giusto per fare qualche nome, si pensi ad esempio ai vari Ginobili (57ma scelta nel 1999), Monta Ellis (40ma nel 2005), Tony Parker (28ma nel 2001, Spurs maestri in questa ‘arte’).
E per quanto riguarda i rookies della stagione alle porte? Chi sarà lo ‘Steal of the Draft’ della classe 2014? Andiamo a scoprire qualche nome di prospetti chiamati non ai primissimi posti del draft che, secondo bleacherreport.com, nella lega potrebbero stupire e avere un futuro più luminoso rispetto alle aspettative.
JORDAN CLARKSON, PG – Los Angeles Lakers, Draft pick nr.46
A dispetto della chiamata al numero 46 dell’ultimo draft, secondo il Los Angeles Times Clarkson non è passato inosservato in California. Si dice infatti abbia impressionato i tecnici e che addirittura possa avere qualche chance di entrare in concorrenza per un posto importante nella rotazione per il ruolo di PG, nonostante la presenza
di Jeremy Lin e Steve Nash (a dire la verità in declino). Non ancora un grandissimo passatore forse ma eccellente realizzatore, è dotato di un gran palleggio ed è fisicamente predisposto per generare mismatch (196cm, grande agilità ed esplosività). Alla recente Summer League di Las Vegas, ha totalizzato 15.8 punti di media in cinque presenze.
MITCH McGARY, C/PF – Oklahoma City Thunder, Draft pick nr.21
Nonostante abbia saltato gran parte della sua stagione da sophomore a Michigan a causa di un intervento alla schiena, gli Oklahoma City Thunder hanno avuto pochi dubbi e hanno speso la loro scelta alla numero 21 in favore di Mitch McGary. Dotato di un tiro dalla media affidabile, ha un fiuto per la palla fuori dal comune che lo rende spietato a rimbalzo; può offrire ai Thunder la mobilità che Perkins non possiede, e una capacità di passare e di leggere il gioco superiore rispetto ad Adams. Tornato al 100% della condizione e con Collison al rientro da un infortunio al ginocchio, McGary potrebbe scalare in fretta molte posizioni nelle gerarchie di Brooks e diventare la sorpresa del reparto lunghi di Oklahoma.
NICK JOHNSON, SG – Houston Rockets, Draft pick nr.42
Si parla di una delle guardie più atletiche di tutta la classe 2014. La sua verticalità ha pochi eguali tra i giocatori scelti in estate, il che lo rende molto a suo agio nei pressi del ferro, sia che si tratti di penetrare e volare a depositare un facile canestro oppure di
contestare un tiro ad alta quota nel cuore dell’area. Ma Johnson non è solo un saltatore. Conosce il gioco e ha armi anche dal perimetro, oltre ad essere un grande agonista. Il suo limite? L’altezza (191cm), secondo molti penalizzante per una shooting guard moderna.
CLEANTHONY EARLY, PF/SF – New York Knicks, Draft pick nr.34
Un altro atleta e saltatore sopra la media, Early a Wichita State ha giocato da ala grande, ma tra i pro potrebbe essere sottodimensionato per il ruolo; la 34ma scelta però vicino al ferro ci sa fare, anche se a stuzzicare la fantasia di Derek Fisher è la prospettiva che Early può garantire di allargare il campo grazie al suo tiro da fuori (37.3% da 3 nel suo ultimo anno di college) e al suo atletismo in transizione. Inoltre può essere il jolly per dare respiro sia ad Anthony, che a Bargnani e Stoudemire. Proprio Melo ha dichiarato di non vedere l’ora di ammirare il talento di Cleanthony, ritenendo la sua scelta un vero e proprio ‘steal’. Se lo dice lui, c’è da fidarsi.
RODNEY HOOD, SF – Utah Jazz, Draft pick nr.23
Sentiremo presto parlare di questo ragazzo di 203cm. Abbagliante se si parla del suo tiro da fuori, è in possesso di un tocco vellutato e un gesto tecnico leggero e naturale; viceversa c’è molto margine di miglioramento per quel che riguarda il gioco vicino al ferro e
l’aggressività in penetrazione. Ma se gli viene concesso anche il minimo spazio, Hood sa essere letale con l’arresto e tiro dal palleggio, oltre ad essere una risorsa per allargare il campo con il suo piazzato da 3. I Jazz, penultimi in classifica lo scorso anno per punti segnati a partita, non potranno permettersi a lungo il lusso di tenerlo in panca.
Meritano una menzione speciale tre giocatori europei di prima fascia come BOJAN BOGDANOVIC (31ma scelta nel 2011), NIKOLA MIROTIC (23ma nel 2011) e KOSTAS PAPANIKOLAOU (48ma nel 2012), in forza rispettivamente ai Brooklin Nets, ai Chicago Bulls e agli Houston Rockets; i tre, selezionati già da tempo, non hanno ancora messo piede su un parquet oltreoceano ma da questa stagione avranno la possibilità di misurarsi col mondo NBA, e vanno considerati a tutti gli effetti rookies. Con la concreta possibilità di accumulare minuti di gioco significanti, starà a loro conquistare il cuore dei fan e dimostrare di aver assorbito lo spesso traumatico salto dall’Europa.
A questo punto, resta solo da aspettare per verificare se e chi tra questi giocatori ce la farà ad emergere dall’anonimato, guadagnandosi il rispetto della lega e facendo le fortune della propria franchigia.

