Mancano solo 4 giorni all’arrivo anche in Italia dei primi due episodi di “The Last Dance”, il documentario di ESPN su Michael Jordan e i Chicago Bulls del 1997\98, l’ultima stagione di una squadra straordinaria.
In attesa dei primi episodi, che andranno in onda in Italia solo su Netflix a partire da lunedì, tante sono le preview ed i trailer che da giorni circolano ed anticipano il lancio della serie evento, che in origine avrebbe dovuto uscire a luglio, ma che il network USA ha deciso di anticipare e offrire ai fan di tutto il mondo già ad aprile, in piena emergenze globale per la pandemia da coronavirus.
A dirigere i 10 episodi è Jason Hehir, regista e produttore di tanti documentari di successo a tema sportivo per ESPN, arrivato per sua stessa ammissione alla prova più dura con una serie sul miglior giocatore di basket di tutti i tempi. “Quando ci incontrammo, Michael (Jordan, ndr) mi disse che in realtà non avrebbe voluto farlo“, così il regista a The Athletic.
Perché MJ aveva timore di autorizzare il documentario? “Mi disse che temeva che quel materiale potesse rappresentarlo come il cattivo della situazione“, spiega Hehir “Temo che le persone che vedranno questo possano non capire perché ero così intenso, perché mi comportavo in un certo modo, perché dicevo certe cose, così Michael mi ha risposto. Ci sono i momenti con Scott Burrell (ex giocatore di quei Bulls, ndr), un giocatore cui Michael stette addosso per tutta la stagione, e Jordan temeva che vedendoli la gente potesse pensare di lui come un uomo orribile. ‘Invece devono capire perché facevo così. Avevamo bisogno che ai playoffs ci desse durezza, contro le Miami, le Indiana, le New York. Doveva diventare un duro ed io dovevo sapere che potevo contare su di lui. E se le persone vedranno solo un certo lato delle cose, potrebbero non capire’“.
Jason Hehir racconta di aver presentato dunque a Jordan il documentario come un mezzo per far comprendere a tutti la sua mentalità: “E’ un’opportunità, gli dissi. Abbiamo 10 ore di materiale da montare ed elaborare, per approfondire tutti gli aspetti che mi hai raccontato“.
“The Last Dance”, l’ultimo ballo dei Bulls di Michael Jordan
Nel 1998, i Chicago Bulls di Michael Jordan, Scottie Pippen, Dennis Rodman, Toni Kukoc, Steve Kerr e coach Phil Jackson vinsero il sesto titolo NBA della loro storia contro gli Utah Jazz, dopo una gara 6 al Delta Center di Salt Lake City risolta dal famosissimo “the Shot” di Michael Jordan. Fu Phil Jackson a ribattezzare quella stagione “The Last Dance”, l’ultimo ballo di una squadra leggendaria.
The Last Dance è il prodotto di oltre 500 ore di filmati e contenuti originali e mai visti prima, registrati da una troupe che seguì la squadra nella stagione NBA 1997\98 che vide i Chicago Bulls trionfare per la sesta volta in 8 anni. La serie sarà una grande occasione per rivedere sullo schermo i protagonisti di una squadra mitica, da Michael Jordan ai tanti volti noto della NBA dell’epoca. Nel 1997 i Chicago Bulls si imbarcarono per quella che sarebbe stata l’ultima annata assieme di un grande gruppo, la serie ripercorrerà le tensioni di quell’ultima stagione, tra coach Phil Jackson ed il general manager Jerry Krause, colui che costruì gli invincibili Bulls, e proporrà un dietro le quinte dell’ultima recita in maglia Bulls di Michael Jordan, la sua relazione con i compagni di squadra Scottie Pippen e Dennis Rodman.

