I playoffs NBA sono partiti subito forte regalando la sfida tra i Denver Nuggets di Nikola Jokic e Jamal Murray, e gli Utah Jazz di Donovan Mitchell.
Dopo la grande partita che queste due squadre avevano regalato nel seeding games giocato ad Orlando con due overtime, non si sono smentite nemmeno questa volta.
I Jazz, a sorpresa, sono riusciti a rimanere incollati per tutta la partita andando anche in vantaggio alla fine del quarto quarto. Ma in quel momento è arrivato uno dei pochi errori della serata di Donovan Mitchell che ad un minuto e 46 secondi dal termine con i Jazz sopra di 4 punti, ha commesso una violazione degli otto secondi rimanendo nella metà campo difensiva.
I Nuggets col possesso successivo hanno accorciato le distanze con una tripla di Jamal Murray che da quel momento in poi è diventato caldissimo. “Mi sono sentito in colpa per quella violazione” ha confessato Mitchell. “Poi loro hanno messo una tripla e quello ha cambiato l’intera partita. Mi stavo prendendo il mio tempo camminando, ma dovevo essere più sveglio. Alla fine non voglio pensare ad una singola giocata, ma è stato un momento cruciale. E’ stato un mio errore come leader e come point guard”.
Ma come possono i Jazz biasimare “Spida”? Semplicemente non possono dopo la grandiosa prestazione che ha offerto ieri sera. Utah è riuscita a rimanere a galla, infatti, grazie alla straordinaria prestazione di Mitchell: 57 punti con 19 su 33 dal campo e 13 su 13 dai liberi.
E’ la terza migliore marcatura di sempre per un giocatore più giovane di 23 anni nei playoffs dopo Elgin Baylor e Michael Jordan. Ed è anche la migliore in assoluto per punti segnati in una gara di playoffs nella storia della franchigia, dopo aver superato i 50 punti che Karl Malone ha messo a segno nel 2000.
“Non è un bene per noi” ha detto Jokic. “Donovan è un grandissimo giocatore. Sappiamo che sarà aggressivo per tutta la serie. E’ davvero un grande scorer”.
Jazz-Nuggets, Mitchell: “E’ una sconfitta che brucia. Ora testa a gara 2”
Tuttavia, dopo quella violazione degli 8 secondi, i Nuggets hanno ripreso il pallino del gioco grazie ai suoi due leader. Soprattutto Jamal Murray si è preso la squadra sulle spalle infilando una serie clamorosa di canestri consecutivi ognuno con una coefficiente di difficoltà altissimo. Allo scadere Jokic non è stato in grado di mettere il tiro decisivo grazie ad un ottima difesa di Rudy Gobert, ma durante il tempo supplementare i Jazz non sono riusciti a rimanere attaccati alla partita.
La partita si è chiusa così sul 135 a 125 per i Nuggets, grazie ad un parziale di 30 a 16 dopo la fatidica violazione. Il vero trascinatore durante questo momento della partita è stato appunto Jamal Murray con 18 punti e 2 assist. “Queste sono le partite che vuoi giocare; sono le partite più belle e competitive” ha sostenuto Murray. “Queste sono le sfide vere: sarà una grande serie!”
Alla fine Murray ha chiuso la sua gara con 36 punti e 13 su 20 dal campo, supportato dai 29 punti e 10 rimbalzi di Nikola Jokic. Ottime anche le prove di Jerami Grant che chiude con 19 punti e di Torrey Craig, una pedina fondamentale per la fase difensiva dei Nuggets. Come detto, ai Jazz non è servita la super prestazione del suo leader. Joe Ingles aveva iniziato bene, ma nel secondo tempo si è spento chiudendo con 19 punti. Buona la prova (soprattutto difensiva) di Gobert (17 punti e 7 rimbalzi) e l’apporto del solito Jordan Clarkson con 18 punti. Aldilà di questi giocatori citati, per Utah si crea la voragine.
Le assenze di Bojan Bogdanovic e Mike Conley pesano con un macigno; soprattutto per la consapevolezza di aversela potuta giocare ancora di più con loro in campo. Mitchell, così, a volte sembra uno che predica nel deserto e se nei momenti decisivi non la mette lui, allora non la mette nessuno. Conley sarà fuori per almeno le prime quattro gare della serie: ma rientrare alla quinta, se ci sarà, potrebbe essere troppo tardi.
Ieri sera, una vittoria per i Jazz sarebbe stata fondamentale e preziosissima. L’hanno accarezzata, ma ancora una volta nel finale hanno dovuto cedere alla profondità e alla maggiore solidità dei Nuggets. “Ovviamente è dura perdere così all’overtime” ha confessato Mitchell. “Ma ora dobbiamo farci trovare pronti di nuovo”.
Gara 2 si giocherà già domani e i Jazz sono chiamati alla vittoria per non perdere già la scia di Denver.

