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Tyler Herro racconta il suo primo anno nella lega su The Players’ Tribune

di Michele Conti
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Riuscire a fare innamorare di sé dopo una singola stagione disputata non è affatto facile. Soprattutto se non si è stati una delle prime scelte. Ma Tyler Herro ha scosso l’attenzione generale con la sua lingua cestistica, che pochi altri parlano. Sfacciato, goliardico, spavaldo. Durante i playoffs ha mostrato di meritare ogni briciolo di fiducia che la franchigia dei Miami Heat gli ha donato. Il suo primo anno nella lega ha coinciso con uno dei più burrascosi di sempre. Tutto appariva perfetto dopo la notte del 23 ottobre 2019, al debutto da titolare con la maglia degli Heat. Poi, tante vicissitudini hanno sconvolto il copione della stagione, ma non certamente il desiderio di stupire del rookie da Kentucky. E ora, Tyler Herro ha riportato in una lettera pubblicata su The Players’ Tribune tutto ciò che ha imparato nel corso della prima tappa del suo viaggio.

Il titolo è “14 cose che ho imparato durante il mio primo anno”. Il numero non è casuale, è lo stesso che porta sulla sua maglia. Ad esso, durante i playoffs, ha affiancato la scritta Black Lives Matter. In questo racconto, Tyler Herro percorre i momenti più indelebili della stagione. Dentro e fuori dal campo, con sincerità e leggerezza. Perché, in effetti, Tyler Herro ha solo venti anni. Ma non ha lasciato andare nulla che gli è passato davanti agli occhi. In ogni frangente, ha colto qualcosa di fondamentale per il suo sviluppo come uomo, e giocatore poi. Il mondo di Tyler Herro apre le sue porte su The Players’ Tribune.

I migliori estratti di Tyler Herro su The Players’ Tribune

La guardia dei Miami Heat apre la lettera con un messaggio importante. Lo è sia per sé stesso che per tutti i più giovani della lega. “È giusto essere in soggezione, ma non troppo.”. Tyler Herro non intende nascondere le sue emozioni, perché significherebbe soffocare un momento celebrativo enorme. A partire dal draft, alla Summer League sino a tutto ciò che segue. Quando è stato scelto con la numero tredici, Tyler Herro è scoppiato a piangere come un bambino. Non ha indossato nessuna maschera. E lo stesso è stato ai playoffs, dove ha mostrato la sua faccia da duro. Perciò, racconta di come sia orgoglioso di potersi mostrare emozionale. E allo stesso tempo, di non farsi sopraffare da questo vortice, e riconoscersi le proprie libertà.

Una delle più grandi cose che ho realizzato è stata proprio… prendermi un minuto. Fare un passo indietro e apprezzare a pieno la situazione in cui mi trovo. È normale che la sola visione del logo della NBA sul parquet ti metta i brividi. Provare tutte queste emozioni, io non credo che ti faccia sembrare impaurito o altro. Per quanto mi riguarda significa una sola cosa: è un segno che sai di avercela fatta. Capisci il momento in cui ti trovi. Capisci che quel momento è reale.

Il rapporto con Jimmy Butler e Udonis Haslem

Jimmy Butler è un vincente.” In prima persona, Tyler Herro ha potuto essere testimone della leadership di Butler. Il giovane rookie ammette di non aver mai visto nessuna persona in vita sua lavorare più duramente di lui. Il gruppo è nelle sue mani, e Herro racconta di come la sua presenza elevi ogni altro compagno di squadra. Tutto questo è il perfetto matrimonio tra la Heat Culture e Jimmy Butler. In maniera emblematica, riassume la filosofia del gruppo. “Ora si trova in una situazione dove trasmette un solo messaggio… Perderemo qualche partita? Sì, forse. Ma prima dovranno ucciderci. Tutto questo ha inizio da Jimmy.

Per rispetto, rende noto il significato di avere avuto Udonis Haslem come compagno durante il suo primo anno. Tyler Herro ammette che non ci sono veterani come lui. Nella lettera paragona la presenza del suo Big Vet ad una vittoria alla lotteria. Non aggiunge altro, e lascia intendere che il rapporto è personale e profondo. “E il fatto che ha deciso di tornare durante questa off-season, per un altro anno?? È più o meno come vincere la lotteria due volte.

La vittoria contro i Bucks e la notte da 37 contro i Celtics

Nel corso della sua lettera, Tyler Herro ha spiegato come è arrivata la vittoria nella serie contro i Milwaukee Bucks. Dal suo punto di vista, nasce dalla reazione alla sconfitta in gara 4. La capacità di archiviare immediatamente quella partita, e rispondere come se nulla fosse successo. Così Tyler Herro racconta la mentalità che ha accompagnato i Miami Heat durante la post-season.

Penso che ci siano varie squadre per cui una prima sconfitta può significare l’inizio della fine. Sapete di quali serie sto parlando? Dove gli sfavoriti hanno le loro chance, ma non riescono a sfruttarle. Ed è questo che è unico nel nostro gruppo… non solo che non abbiamo reagito in quel modo. Abbiamo completamente svoltato, nel modo opposto. Eravamo sul punto di scendere in campo per Gara 5, dopo aver perso Gara 4. Eravamo veramente pronti. Può sembrare che io stia scherzando, ma sono così serio. Quella notte avremmo potuto disputare due partite consecutive, se ce lo avessero fatto fare. Con la stessa intensità. E per me, questo è tutto quello che ci sia da sapere riguardo la nostra squadra.

Dopo quella vittoria, la serie contro i Boston Celtics. Tyler Herro si sofferma sulla cruciale gara 4, con gli Heat in vantaggio 2-1 nella serie. Di quella partita, riporta ciò che ha significato più di ogni altra cosa. Non si trattava delle sue giocate, ma della fiducia che ognuno aveva in lui. “Questa volta è il Coach, nel bel mezzo di una delle partite più importanti dell’anno, che mi mostra tutta la sua fiducia. E poi i miei compagni, che con la stagione in bilico, che diconoTyler è più di tutti nella partita questa sera. Lasciamolo prendere la sua strada.

I suoi giocatori preferiti e la metafora per LeBron James

Durante il periodo che precedesse la sospensione della stagione 2019/20, Tyler Herro si trovava già chiuso in casa. A causa di un infortunio alla caviglia, racconta di come trascorreva le sue giornate. Nella sofferenza dovuta alla lontananza dal gioco, il League Pass della NBA è stata una rivelazione. In questo modo, ha potuto studiare i migliori interpreti del gioco. Quella idolatria che accompagna ogni giovanissimo nella lega. Quindi cita alcuni dei suoi modelli. “Ecco, mi concentrai su Devin Booker, la persona alla quale ho maggiormente ispirato il mio approccio. O Luka Doncic, che già vedo come una delle migliori guardie all-around del pianeta. O James Harden, che ritengo sia forse uno degli attaccanti più puri di sempre nel ruolo di guardia. E così ho iniziato ad osservarli mentre mostravano il loro repertorio, prendendo appunti nella mia mente. Cercavo di vedere lo scorrere del gioco attraverso queste altre prospettive.”

Una menzione singolare viene destinata a LeBron James. Quella di Tyler Herro si unisce ad una enorme moltitudine. Nel concorrere a glorificare la sua grandezza, ed il rispetto che ha guadagnato da ogni avversario. “Se la NBA fosse un videogioco, LeBron sarebbe il boss da sconfiggere nell’ultimo livello.Probabilmente è così che riassumerei la parte finale della nostra stagione. È stata una corsa folle. Abbiamo messo il cuore in ogni momento. Abbiamo sconfitto delle ottime squadre. E alla fine non siamo stati all’altezza contro il boss delle finali.

Il futuro nelle mani di Tyler Herro

Tante lodi vengono riservate anche a Erik Spoelstra e Pat Riley. Due artefici nella scelta di Tyler Herro. Del suo allenatore dice che “non si è mai mostrato presuntuoso, arrogante o pieno di sé. Nulla di sdolcinato, nessun discorso motivazionale. Nessuna garanzia. Puoi percepire che porta con sé quella calma che solamente poche persone hanno. Dove riesci a sentire che forse lui sa qualcosa che tu non sai.”

Inoltre, Tyler Herro sottolinea che la sua esplosione non proviene solamente dalla sicurezza nei propri mezzi. Di questo ne è consapevole. “Perché da una parte c’ero io che sfidavo me stesso a diventare un All-Star. E poi, dall’altra parte, c’era Pat (Riley, ndr), che diceva ai media che sarei diventato un All-Star. Ragazzi, è stato incredibile. Amo trovarmi in un contesto in cui non solo io mi aspetto di trovare la mia personale grandezza – sono anche parte di un’organizzazione che si aspetta grandi cose da parte mia. Oppure, pensala solo in questa maniera. Vorresti essere proprio tu il tizio che delude Pat Riley??

Nel finale della lettera di Tyler Herro su The Players’ Tribune, un solo avvertimento. “Credo che questo gruppo abbia trascorso la off-season a motivarsi, ora come non mai. Questa squadra avrebbe voluto sfidare i Lakers ancora una volta la stessa notte che tutto è finito. Quando mi viene chiesto riguardo il periodo così breve di riposo tra la passata stagione e la prossima, come questo ci potrebbe influenzare, se ci faremo trovare pronti. Non c’è nessun SE. Io so che saremo pronti. Saremo pronti perché siamo già stati pronti a dimostrare il nostro valore. Saremo pronti perché tutti noi ci siamo messi al lavoro mentre pensiamo la stessa dannata cosa – Qualcuno ci ha battuto. Buon per loro. Ora è finita. Ripartiamo da qui.” Non vediamo l’ora di rivederti, Tyler.

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