Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors, se anche uno Stephen Curry così non basta: 57 punti ma KO contro i Mavs

Warriors, se anche uno Stephen Curry così non basta: 57 punti ma KO contro i Mavs

di Michele Gibin
Stephen Curry

Dopo la batosta di due giorni fa, i Dallas Mavericks trascinati da Luka Doncic resistono all’uragano di triple di Stephen Curry e pareggiano i conti con i Golden State Warriors in “gara 2” della mini-serie tra le due squadre.

Curry gioca una partita offensiva incredibile, segna 57 punti con 11 su 19 al tiro da tre e 7 triple nel solo primo tempo, ma Doncic non è dameno e replica con una prova da 42 punti, 7 rimbalzi e 11 assist con 7 su 12 al tiro dalla lunga distanza, e i Mavs la spuntano per 134-132 all’American Airlines Center.

Mavs-Warriors la partita: non basta un super Stephen Curry

Che la serata fosse ispirata per Stephen Curry lo si era capito sin dal primo quarto. I Mavericks partono forte e vanno in vantaggio anche sul 18-2, ma Curry ricuce subito il gap e da quel momento si viaggia punto a punto. Curry segna 30 punti nel primo tempo e tiene sempre a contatto gli Warriors nonostante i 72 punti in 24 minuti di Dallas.

Mavericks che dopo aver concesso di tutto due giorni prima anche a rimbalzo a una Golden State senza centri (ancora out James Wiseman, Kevon Looney e Eric Paschall), giocano una partita più accorta sotto i tabelloni, le due squadre si scambiano canestri da tre punti con Curry e Doncic, ma dopo i 40 punti di venerdì Kelly Oubre Jr incide molto meno in attacco.

A 4 minuti dal termine del terzo quarto, gi Warriors toccano sul 96-95 il primo vantaggio della partita dopo una tripla di Andrew Wiggins, Josh Richardson e Tim Hardaway Jr li ricacciano indietro. Dallas è ancora a +10 (113-103) a inizia quarto periodo, e a +8 a 4:19 dal termine con l’ennesima tripla di Doncic. Curry supera quota 50 punti con il layup del +4 (128-124) con due minuti ancora da giocare, ma ancora Luka Doncic fa +7 e ancora da tre punti.

Sembra finita, ma uno scatenato Steph segna 6 punti di fila e Golden State è sotto di un solo punto, 131-130, a chiudere la partita su assist di Doncic è Maxi Kleber, da tre punti dall’angolo sinistro a 5.6 secondi dal termine.

Kerr: “E’ il miglior Curry di sempre”, ma la squadra non decolla

La seconda miglior prestazione in carriera di Stephen Curry termina con una sconfitta, ma lo show messo in piedi dal numero 30 è da applausi. “Sublime, ha segnato dei tiri pazzeschi, difficilissimi, non credo abbia mai giocato meglio di così, e stiamo parlando di un due volte MVP e tre volte campione NBA. E quest’anno mi sembra più forte fisicamente, supera i difensori con più forza, finisce meglio al ferro… e ovviamente c’è quella capacità di segnare tiri assurdi, quasi non ci si crede a cosa stia facendo” così coach Steve Kerr.

Steph Curry è tornato a livelli da MVP dopo una stagione 2019\20 vissuta da spettatore, senza Klay Thompson però i Golden State Warriors non riescono ancora a emergere. In stagione non hanno mai vinto più di due partite di fila (altra occasione “sprecata” quella contro i Mavs), Wiseman e Looney sono infortunati e il rendimento di Kelly Oubre Jr è sempre molto altalenante. Le note positive, la crescita di James Wiseman e il ritorno a ottimi livelli di un Draymond Green ormai point guard vera della squadra e di Wiggins.

Resta però da pensare a cosa sarebbe di questi Warriors senza quello che Kerr ha definito “il miglior Curry di sempre”.

Io mi sento forte, ho un buon ritmo, e venendo da un anno così mi sto godendo il fatto di giocare e stare bene. Mi sento davvero in controllo in campo, imparo assieme ai miei compagni e stiamo cercando di migliorare e infilare una serie di vittorie. E’ un’annata strana, sto giocando bene e la squadra migliora. Quando riusciremo a vincere più partite ci sentiremo ancora meglio“.

In questa stagione Curry ha già segnato 62 punti, il suo massimo in carriera, in una partita singola, superato Reggie Miller al secondo posto nella classifica All-Time per tiri da tre punti in carriera, e eguagliato Wilt Chamberlain quale unico giocatore ad aver segnato almeno 17mila punti in carriera con gli Warriors, e sta viaggiando a 29.4 punti di media, con il 42.5% al tiro da tre e 6.1 assist a partita.

Difficile pretendere di più.

Oggi pensavo che avrebbe segnato ogni tiro“, così Luka Doncic nel post partita.

Oggi ho segnato alcuni tiri difficili, vero, ma per la maggior parte sono sempre ruscito a leggere da dove stesse arrivando l’aiuto, e a correre sui blocchi per andare dove volessi andare, in campo (…) una di quelle serate, ma non abbiamo vinto, per cui c’è un po’ di amaro in bocca“.

I Golden State Warriors (12-11) giocheranno altre due partite in trasferta contro i San Antonio Spurs.

 
 
 
 
 
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