I Golden State Warriors, reduci da tre vittorie consecutive, attendevano la gara con i Los Angeles Lakers per misurare il grado di maturità acquisito. In seguito al recente successo casalingo contro gli Charlotte Hornets, Steve Kerr aveva fornito un importante giudizio nei confronti di Draymond Green. Autore di una tripla doppia coronata con il massimo in carriera di 19 assist. Il suo allenatore ha parlato di come la caratura dell’impatto generato dal suo numero 23 su entrambi i lati del campo, ed in considerazione di diverse dinamiche, sia paragonabile a quello di LeBron James. Nella notte, i Golden State Warriors non hanno mostrato alcuna resistenza contro i Los Angeles Lakers. Ad aggravare il bilancio di serata è l’infortunio di Draymond Green, autore di 6.8 punti, 7.5 rimbalzi e 10.6 assist di media nel mese di febbraio.
I Golden State Warriors incorrono in uno svantaggio di 20 punti nel solo primo quarto. Ed aggravano il bilancio dei punti subiti a 73 nella prima metà di gioco. Si tratta del massimo stagionale registrato dai Los Angeles Lakers. Tutto ciò non distrugge quanto di buono costruito, in particolare dopo un complicato inizio di stagione. Ma come ha evidenziato Stephen Curry a fine partita, chiusa con il punteggio di 117-91, appare imperdonabile l’approccio difensivo in questo tipo di sfide. “Devono emergere quelle attitudini che separano una buona squadra da una grande squadra. Spesso abbiamo fatto un ottimo lavoro nel non essere troppo fallosi. Poi permettiamo alla migliore difesa della lega di trovare punti facili e guadagnare energia subito nel primo quarto. Dobbiamo avere maggiore controllo di noi stessi, dobbiamo essere intelligenti, gestire le energie e la competitività. Stanotte tutto questo è venuto meno, e si traduce nel punteggio.”
Lieve apprensione per l’infortunio di Draymond Green
A 4 minuti e 53 secondi dal termine del primo tempo, il divario di 27 punti non è la peggiore notizia della serata dei Golden State Warriors. Nel tentativo di contestare un lay-up in contropiede di Kentavious Caldwell-Pope, Draymond Green ha subito una insolita rotazione della sua caviglia. Un problema che gli ha impedito di ritornare in campo nei successivi due quarti. Ad ogni modo, va presa in considerazione la situazione in cui è occorso l’infortunio. I Golden State Warriors non sono mai apparsi in partita sino a quel momento, rendendo altamente improbabile una risalita nel punteggio. Perciò, in ottica di gestione delle energie e massima prevenzione, si è preferito togliere Draymond Green dalla partita ed esaminare subito l’entità del danno.
Come riportato da Nick Friedell di ESPN, Steve Kerr ha avuto un colloquio con il suo giocatore nello spogliatoio, ed ha ottenuto delle prime rassicurazioni. “Mi ha detto che crede non sia qualcosa nulla di grave.” Già ad inizio stagione, Draymond Green ha dovuto rimandare il suo debutto a causa di un problema alla stessa parte del corpo. Ora, attende un responso approfondito riguardo le sue condizioni. Steve Kerr intende passare oltre questa gara immediatamente. In una corsa ai playoffs così competitiva, non sussiste ragione di spendere tempo a esaminare eccessive dinamiche. “La mia esperienza mi ha insegnato che ogni anno ci sono alcune partite che hanno un andamento quasi inspiegabile. Persino dopo un break di vittorie. Perciò, conviene mandarla giù e proseguire il cammino.”
Ai Golden State Warriors attende un circolo di gare ad alto coefficiente di difficoltà. Prima, tre trasferte a Portland, Phoenix e Los Angeles sponda Clippers. In seguito, ospiteranno gli Utah Jazz e di nuovo i Los Angeles Lakers. Le ultime due saranno le sfide inaugurali della seconda parte di stagione, che avrà inizio in seguito all’All-Star Game di Atlanta in programma il 7 marzo. La fondamentale valenza del recupero di Draymond Green è ben nota. Il confronto con le attuali cinque squadre posizionate tra le prime sei della Western Conference sarà il vero banco di prova per la stagione dei Golden State Warriors.

