Stephen Curry dei Golden State Warriors è stato costretto a lasciare alla fine del terzo quarto la partita contro gli Houston Rockets per una botta all’altezza dell’osso sacro, rimediata dopo una caduta sul parquet.
Curry si è sbilanciato dopo un tiro da tre punti, cadendo all’indietro nella zona della panchina dei Rockets. La star degli Warriors ha cercato di recuperare l’equilibrio ma è caduto alla fine a terra senza riuscire ad appoggiare le mani per proteggersi. Una botta sicuramente dolorosa per Curry, che ha abbandonato la partita.
Golden State ha poi vinto per 108-94.
“C’è stato un po’ di spavento, ma credo che Steph starà bene nei prossimi giorni“, così coach Steve Kerr dopo la partita. Gli Warriors sono scesi in campo a Houston senza James Wiseman e Eric Paschall fermati dal protocollo NBA anti Covid ma hanno beneficiato della gran partita offensiva di Jordan Poole che ha chiuso con 24 punti in uscita dalla panchina. “Non so se Curry potrà giocare a Memphis, lo vedremo, ma non sarà una cosa lunga per fortuna. Direi una settimana al massimo ma è una mia opinione“, così l’head coach degli Warriors.
“Normalmente avrebbe finito per appoggiarsi ai tifosi seduti nelle prime file, ma non c’è nessuno“. Stephen Curry ha chiuso la sua partita con 18 punti e 8 assist in 30 minuti, Golden State sale a un record di 21 vittorie e 20 sconfitte in attesa di conoscere le condizioni della sua star, che potrebbe saltare almeno il back to back previsto tra due e tre giorni contro i Memphis Grizzlies.
Gli Houston Rockets sono invece giunti alla 18esima sconfitta consecutiva, e nella giornata di mercoledì hanno spedito via trade lo scontento PJ Tucker ai Milwaukee Bucks.

