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Detroit taglia Smith: i motivi della scelta e le squadre interessate

di Luca Mazzella

E alla fine Detroit ha trovato il coraggio, mettendo da parte l’orgoglio di difendere a tutti i costi la propria scelta di puntare su un assetto che, nonostante il ritorno di moda dei BigMan in molti top team (Gasol, Cousins, Jordan, Randolph, Chandler, Noah, Davis, Howard) proprio non si addiceva al basket attuale dove non ci si può permettere un quintetto con Josh Smith, Greg Monroe e Andre Drummond assieme. Detroit ha usato la stretch-provision, spalmando quindi i rimanenti 27 milioni ancora a libro paga nella speranza che qualche team subentri e firmi il giocatore.

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Josh Smith è stato firmato dai Pistons nel 2012, con un pesante contratto  quadriennale da 54 milioni, ma rispetto ad Atlanta dove si era consacrato come uno dei giocatori più atletici della Lega, non è riuscito a confermare i discreti numeri che si portava indietro, peggiorandoli anzi e mostrando una pericolosa involuzione non solo tecnica ma anche caratteriale. Quest’anno soprattutto, con coach Van Gundy, il giocatore è peggiorato nelle cifre e la recente scelta di concedergli più minuti da ala grande e non più da ala piccola non hanno cambiato la situazione, portando addirittura a questa drastica scelta. Agli Hawks Smith aveva concluso la sua esperienza (9 stagioni) con 15.3 punti di media, 8 rimbalzi, 3.2 assist e 2.1 stoppate, contro gli attuali 13.1, 7.2, 4.7 e 1.7 stoppate. Ma la vera involuzione non sta in questi numeri, che tutto sommato sono decenti e in alcuni aspetti migliorati, quanto soprattutto nelle percentuali di tiro: Smith ad Atlanta tirava con il 49% da 2,  28% da 3 e 65% ai liberi, contro gli attuali 41%, 24 % e 46% (il 3o peggiore in una Lega con tanti giocatori con difficoltà in questo fondamentale).

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Smith non è mai stato un realizzatore affidabile o tantomeno un tiratore, ma dinanzi ai peggiori numeri in carriera, non si poteva che arrivare ad un epilogo del genere. Arrivato come go-to-guy a cui affidare il futuro a lungo termine dei Pistons, reduci da annate scellerate, il nativo del 1985 è stato invece identificato dall’attuale dirigenza (nella persona di coach Van Gundy da Presidente e allenatore) come il principale responsabile della pessima annata del team, incapace di svoltare e fermo, con NY e Minnesota, a un record di 5-23, secondo peggiore dell’intera NBA.

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Le prime parole che filtrano da Van Gundy e staff sono abbastanza chiare in questo senso: “la nostra squadra non ha reso come ci aspettavano in questo prima parte di stagione e dobbiamo fare dei cambiamenti. Vogliamo concentrarci sullo sviluppo dei nostri giovani e aumentare anche il ruolo di altri giocatori attualmente in rotazione, per migliorare la nostra squadra e costruire il nostro futuro. Mentre alcune responsabilità verranno aumentate, altre dovranno essere ridotte. Per correttezza nei confronti di Josh, versatile veterano con 10 anni d’esperienza, pensiamo sia giusto lasciargli la massima libertà per il suo futuro. Abbiamo il massimo rispetto per lui come giocatore e come persona“.

Tutto sommato, almeno dalle parole rilasciate alla stampa, sembra una scelta condivisa col giocatore, che adesso da Free Agent ha un’intera Lega potenzialmente interessata alle sue qualità. I Pistons innanzitutto potranno esplorare a tutto tondo l’assetto con i 2 big man Greg Monroe e Andre Drummond: il primo, che a fine anno sarà FA, diventa adesso un giocatore da rilanciare con fiducia e firmare, visto lo spazio aperto da Smith, per più anni; il secondo, nonostante una predisposizione al lavoro non delle migliori e un rapporto alterno con Van Gundy, dotato di spaventosi margini di miglioramento vista la tenera età e la discreta esperienza accumulata sia sul parquet NBA che con Team USA a soli 21 anni.

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Chi prenderà Smith? Probabile che nessuno lo chiamerà nei prossimi giorni, pagandogli quello che i Pistons gli devono ( visto il contratto pesantissimo sembra ipotesi improbabile), quindi tra 48 ore J-Smoove sarà free agent e potrà decidere dove andare. In pole ci sono i Kings, che già nelle scorse settimane stavano intensificando i contatti per elaborare uno scambio che accontentasse i Pistons. Chiaramente ora tutto cambia, e tra 48 ore è prevedibile che, pur non a quelle cifre, Smith andrà a formare con Cousins una coppia di lunghi assolutamente interessante, tornando a giocare da ala grande.  Dietro i Pistons, i soliti Mavs (difficilissimo visto lo spazio salariale rimasto ma Rondo potrebbe essere una carta per attirare il mancino, in ottimi rapporti col play ex Boston ma forse riluttante ad accettare il minimo salariale), i Rockets, altro team interessato negli ultimi mesi e sponsorizzato dal grande amico Howard, e probabilmente anche i Lakers, alla finestra da tempo e in attesa di capire in che modo assecondare la voglia di titolo di Kobe.

Oklahoma City Thunder v Detroit Pistons

Dalle parole di Van Gundy, oltre ai ringraziamenti per il giocatore e gli attestati palesi di fiducia verso Monroe e Drummond, emerge forse anche la volontà di provare giocatori finora poco utilizzati: Jerebko? Datome? Magari non tutti i mali vengono per nuocere, e questa sanguinosa scelta economica dei Pistons potrebbe consentirgli di scoprire un nuovo, importantissimo, giocatore..per la gioia di tutti i tifosi italiani.

Per NbaPassion

Luca Mazzella

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