Questa notte si è tenuta la prima giornata del torneo play-in, che ha visto scendere in campo ben quattro squadre della Eastern Conference: in entrambi i due duelli, il risultato finale si era già deciso molto prima dello scadere del quarantottesimo minuto. Se gli Charlotte Hornets hanno abbondonato in modo definito la corsa ai playoffs, con una sonora sconfitta contro gli Indiana Pacers, gli Washington Wizards hanno seguito un percorso molto simile: l’unica differenza è che la squadra della capitale avrà una seconda possibilità.
Al TD Garden di Boston, la gara si è aperta con un parziale positivo per Bradley Beal e compagni, con i Celtics che sembravano molto più quelli di inizio stagione che quelli degli ultimi mesi. Mancata comunicazione sia in attacco che in difesa, conclusioni affrettate, scarso giro palla, e canestri facili concessi agli avversari. Il momento di trionfo degli Wizards non è però poi durato così tanto: i Celtics hanno rimontato pochi minuti dopo, in particolare grazie al contributo di Kemba Walker.
Il primo tempo si è quindi chiuso in una situazione vicina alla parità, dovuta principalmente al fatto che nessuna delle due squadre aveva brillato, o tanto meno giocato ad un livello non da prime gare di stagione regolare. La disfatta definita, però, è giunta nella seconda metà.
Gli Washington Wizards collassano nel terzo quarto sui canestri di Jayson Tatum
Gli Washington Wizards, da inizio stagione, sono stati in grado di tirarsi fuori da situazioni in cui molte altre squadre avrebbero semplicemente perso tutte le speranze rimaste: l’agonismo e l’intensità del duo Russell Westbrook e Bradley Beal hanno prevalso sulla superficialità degli avversari, che troppo spesso si sono lasciati andare a seguito del vantaggio acquisito.
La stessa sorte non è pero toccata quest’oggi a Washington, che ha dovuto sorbirsi un exploit a tutto tondo di Jayson Tatum: già a quota 31 punti nella terza frazione, il prodotto di Duke ha proceduto a suon di penetrazioni e canestri col fallo, tiri cadendo indietro dalla media distanza, triple in totale assenza di una difesa coesa e concentrata. Il risultato finale è l’emblema di tutto ciò: 118 a 100.
Dall’altra parte, invece, gli Wizards sono entrati in totale panic mode: né Westbrook né Beal hanno fornito l’apporto tanto necessario ad una squadra come Washington, a tal punto che le seconde linee si sono ritrovate a dover gestire un numero elevato di possessi: il risultato, inutile dirlo, non è stato dei migliori. Davis Bertans ha chiuso il match con 1 su 8 al tiro, 0 su 7 dalla lunga distanza, inoltre coach Scott Brooks ha spesso fatto affidamento su Robin Lopez per ricoprire il ruolo di centro, il quale è stato inserito nella maggior parte dei pick’n roll giocati dagli avversari, perché visto come l’anello debole della catena difensiva.
L’unica nota positiva in casa Wizards è stata un’insolita prestazione per Ish Smith, dovuta probabilmente alle condizioni del caso: 17 punti, 6 su 8 dal campo ed 8 rimbalzi per lui. Il problema maggiore per la franchigia della capitale, che già era venuto a galla più volte nel corso della stagione, è stata la fase difensiva: Washington non è stata in grado di leggere la partita ed agire di conseguenza, come dimostra, ad esempio, il fatto che Tatum non sia mai stato raddoppiato nel momento in cui ha segnato di più.
Un raddoppio difensivo non sempre è la chiave o la soluzione per vincere una partita, ma in questo caso avrebbe sicuramente messo più pressione sul resto della formazione Celtics, forzando tutti tranne Tatum a cercare di creare gioco e fare canestro. Infine, un’altra motivazione strettamente legata alla sconfitta è stata la percentuale da tre punti: Washington ha tirato con il 14.3%, 3 su 21 per l’esattezza. Al contrario, la percentuale dal campo rientra bene o male nella media, ma tale dato può risultare fuorviante: buona parte dei canestri sono arrivati per lacune difensive o tiri azzardati che hanno poi trovato il fondo della retina, e solo raramente per vera costruzione di un’azione cestistica.
Un esempio è stata la prestazione di Russell Westbrook, che non va considerata come un caso isolato, ma piuttosto vista all’interno del contesto in cui si è verificata: l’attacco degli Wizards è risultato fin troppo immobile e statico, portando l’ex point-guard degli Houston Rockets a tentare quel tipo di conclusioni per cui spesso viene criticato dal mondo estero.
Nel mentre Tatum ne ha messi a referto ben 50 di punti, commentati in questo modo dallo stesso Westbrook nel post-gara: “Se gli concedi dei canestri facili lui inizierà a prendere confidenza, e poi a fare canestro con costanza, visto che è uno scorer. Dipende tutto da come si inizia a giocare, e noi abbiamo iniziato davvero male”.
Gli Washington Wizards avranno una seconda occasione nella notte tra giovedì e venerdì: il duello è contro gli Indiana Pacers, che da avversari della squadra di coach Scott Brooks quest’anno hanno sempre perso, ma niente è da dare per scontato: chi vince si assicura l’ottavo posto ad est, ed un primo turno contro i Philadelphia 76ers, chi perde invece può salutare la cavalcata ed iniziare a prepararsi per la prossima stagione.

