Domenica ore 21.30 si alzerà la prima palla a due della Western Finals Conference tra i Phoenix Suns e i Los Angles Clippers. La squadra californiana ha superato in 6 match gli Utah Jazz, mentre solo 4 partite sono servite alla franchigia dell’Arizona per superare i Denver Nuggets. Per positività al COVID-19 Chris Paul salterà sicuramente i primi match della serie. Quindi, oltre al solito Booker, saranno chiamati agli straordinari gli altri uomini chiave. Tra i giocatori, in casa Suns, questa potrebbe essere la serie della definitiva consacrazione di Mikal Bridges.

Mikal Bridges, una certezza del futuro della squadra dell’Arizona
With the tenth pick in the 2018 NBA draft Philadelphia Sixers select… Mikal Bridges by Villanova University. Così è iniziata l’avventura nel basket professionistico del nativo della Pennsylvania. Bridges, però, fu spedito nella stessa notte ai Suns in cambio di Zhaire Smith (scelta numero 16 dello stesso draft) e una prima futura. Scelte che, con il sennò di poi, a Philadelphia non rifarebbero più. Mikal, infatti, dopo solo 3 anni sta facendo un eccezionale corsa playoffs come terzo/quarto violino (vedete voi chi mettere prima tra lui e Ayton) in una squadra che ha chiuso seconda a Ovest la regular season e ora è a un turno dal giocare le Finals che in Arizona mancano dal 1993.
Dopo una prima stagione buona stagione da rookie e una conferma in quella da sophomore, nella terza è definitivamente esploso come uno dei 3&D più efficienti del panorama NBA. 13.5 punti di media, 4.3 rimbalzi, 2.1 assist, 1.1 rubate, 0.9 stoppate giocando 72 partite (in 3 anni non ha ancora mai perso un match per infortunio o altri motivi). La crescita principale tra il secondo e il terzo anno, però, è stata al tiro. Bridges è passato dal tirare con il 36.1% da 3 e 58.3% dal campo al 42.5% da oltre l’arco (+6.4%) e il 64.7% nel complesso (+6.4%). Diversi addetti ai lavori, hanno storto il naso quando hanno appreso la mancanza nel secondo quintetto difensivo della RS del nome dell’ex Wildcats. Bridges è un ottimo difensore di sistema, ma è in marcatura sull’uomo che si esalta (è già tra i giocatori più forti nella lega in questo fondamentale).
Questi, ovviamente, sono i primi playoffs della carriera di Mikal. Però, nelle prime 10 sfide giocate, nonostante abbia affrontato le due squadre che l’anno scorso hanno raggiunto le finale di Conference, non sembra aver sofferto la pressione. Bridges, infatti, ha confermato i numeri mostrati in stagione regolare (è fisiologicamente sceso in pò efficienza, ma si è reso ancora più impenetrabile in difesa).
Il duello con Paul George
Rimaniamo proprio in tema di difesa, perché sarà in quella metà campo che l’ala 24enne dei Suns potrebbe essere decisivo per il passaggio della squadra. Bridges, come al solito, sarà messo in marcatura sul miglior creator/scorer della squadra avversaria. Vista l’assenza di Leonard, è facilmente pronosticabile che Mikal farà da ombra a Paul George. I Jazz e Mavs, che non hanno un difensore di quel livello nel ruolo di ala, hanno pagato questa mancanza. Entrambe le squadre citate sono state spesso costrette a mettere o guardie, che però pagavano all’Pacers e Thunder diversi centimetri. Oppure ali grandi, che però difettavano di mobilità e scivolamenti laterali rispetto a PG13. L’ex Villanova, invece, e un giocatore molto mobile, buon primo passo, atletico, 1.98 cm in altezza (non troppo per il ruolo), ma che rimedia a ciò con un apertura alare impressionante.
Con la già citata assenza di Kawhi, George sarà il principale riferimento sia come scorer che come gestore di palle (insieme a Jackson). Per quanto Mann abbia giocato una gara 6 eccezionale contro i Jazz, sei i Suns riuscissero a limitare George i Clippers avrebbe enormi problemi di realizzazione. Per questo il lavoro di Bridges sarà fondamentale, soprattutto nelle prime 2/3 gare. I Suns, infatti, dovranno fare a meno di Chris Paul nelle prime partite. In più l’assenza di CP3 è una mazzata sia per la fase offensiva, quanto per quella difensiva. Per questo è fondamentale che almeno nella loro metà campo i Phoenix riescano a salire di colpi, sfruttando la mancanza della principale arma offensiva avversaria.
Ovviamente è giusto precisare che Bridges non è solo un difensore (come mostrano i 12 punti a partita fino ad ora in postseason). Mikal è un ottimo schiacciatore, un discreto penetratore e un letale tiratore da oltre il perimetro. In più l’ex Wildcats, non è un playmaker, ma è un giocatore intelligente anche in attacco e sa far correre il pallone. I Suns infatti, nelle sfide senza l’ex Clippers, saranno senza il loro creatore primario di gioco e ragazzi come Bridges, che sanno far muovere il pallone, saranno fondamentali per far si che il loro attacco non si dimostri esageratamente statico.

