Chi ad inizio anno si sarebbe aspettato una finale NBA tra Phoenix Suns e Milwaukee Bucks? La risposta è nessuno. Non era nemmeno così facilmente ipotizzabile che la squadra del Wisconsin potesse arrivare all’atto conclusivo.
I Bucks hanno tentato l’assalto al titolo per parecchi anni, ma si sono spesso dimostrati più squadra da regular season che altro, nonostante la finale di Conference persa nel 2019 contro i Raptors di Kawhi Leonard. La sconfitta dell’anno scorso per 4-1 contro i Miami Heat aveva sollevato definitivamente malumori e perplessità su questa squadra ed anche sul suo leader indiscusso, Giannis Antetokounmpo. Il mancato arrivo di Bogdan Bogdanovic, quando sembrava tutto fatto, ha fatto ancora un po’ borbottare il due volte MVP e, ad inizio stagione, il clima non era dei migliori nello spogliatoio. Tuttavia, è arrivato un giocatore come Jrue Holiday ed in seguito anche PJ Tucker. I Bucks sono riusciti a compattarsi bene ed a salire di colpi con l’arrivo della post-season (percorso opposto rispetto a quello degli anni passati).
Il primo turno è stato una prova convincente e vendicativa allo stesso tempo ai danni dei malcapitati Miami Heat, che hanno subito lo sweep. E simbolicamente, la macellazione di Miami è servita per scacciare i soliti incubi che arrivavano puntualmente a Milwaukee. Poi, la vittoria, soffertissima ma anche meritata, contro Brooklyn ha fatto capire a questa squadra di poter realmente alzare il trofeo.
E un ulteriore conferma è arrivata quando, con la finale di Conference ferma sul 2-2 e l’infortunio di Giannis, il gruppo invece di scomporsi si è unito ancora di più ed ha dimostrato di non essere mai stato così squadra e così pronto per vincere fino ad ora.
Jrue Holiday, il giocatore chiave per i Bucks nella serie contro i Suns
Ovviamente gran parte della serie sarà determinata in casa Bucks dal fatto che ci sia oppure no in campo Giannis Antetokounmpo. O comunque quante partite giocherà. Per quanto possano parlare gli haters, sì, è un giocatore determinante, un due volte MVP. Tuttavia, l’altro giocatore che sarà decisivo per coach Mike Budenholzer sarà Jrue Holiday. Non è un caso che i Bucks hanno raggiunto le Finals quando in cabina di regia è arrivato l’ex Pelicans. Non è nemmeno un caso che ci sono arrivati vicini quando c’era Malcolm Brogdon ed è ancora di meno un caso che ci siano arrivati lontanissimi quando c’era Eric Bledsoe.
Holiday era il giocatore che serviva a Milwaukee in cabina di regia: ottimo difensore, portatore in dote di punti, buon tiratore, buon creatore di gioco e ottima visione di gioco. Tutto quello che probabilmente Bledsoe non era, salvo la voce difensore. Holiday ha davvero dato una marcia in più a tutta la squadra del Wisconsin che hanno trovato un altro punto di riferimento nel proprio gruppo.

In gara 5 e 6 contro gli Hawks, in mancanza di Giannis, si è notato ancora di più quanto sia importante la sua presenza in campo in termini anche di orchestrazione del gioco. Basti dire che in gara 6 ha sfiorato la tripla doppia con una prestazione superlativa da 27 punti, 9 assist e 9 rimbalzi e che in gara 5 ha messo a segno 25 punti con 13 assist e 6 rimbalzi.
Poi, i clamorosi 33 punti in gara 5 con 14 su 18 dal campo di Brook Lopez non campano in aria così dal nulla: chi ha visto la gara ricorderà i tanti assist al bacio dell’ex Pelicans per il lungo con tanto di alzate precise ed intelligenti che l’ex Nets doveva solo appoggiare (o scaraventare) nel canestro.
Nella serie contro i Suns servirà ancora tutto questo, oltre ovviamente ad una attenta e certosina fase difensiva. I Bucks avevano avuto tanti problemi in fase difensiva sul pick and roll degli Hawks, poi hanno risolto quelle problematiche cambiando quasi sistematicamente. Con i Suns i problemi saranno moltiplicati visto che è una delle squadre che fa di quel fondamentale l’arma prediletta, avendo a disposizione professori come Chris Paul e Devin Booker. Chissà se coach Bud deciderà ancora di cambiare su tutto (lo ha fatto spesso anche con Lopez ed un demerito degli Hawks è stato quello di non riuscire a batterlo dal palleggio) oppure deciderà di optare per quintetti più leggeri lasciando più spesso Lopez in panchina. Di certo, un ruolo decisivo ce lo avrà Holiday il cui compito sarà quello di tallonare Paul e Booker a scelta. Sarà poi importante capire quanto il dispendio in fase difensiva potrà inficiare anche la sua resa in attacco, dove magari potrà essere meno lucido e meno efficace. Anche se, solitamente, riesce a sopportare l’intensità delle partite per essere presente per tutti i minuti in cui è in campo (ossia quasi tutti).
Dal suo rendimento passerà una buona fetta del risultato finale della serie finale per i Bucks: Jrue Holiday come motore immobile della squadra, quindi. Spesso e volentieri silenzioso, ma imprescindibile.

