La NBA è da sempre la casa di alcuni dei contratti più onerosi dello sport mondiale, a tal punto che nemmeno l’attuale pandemia è riuscita a danneggiarne particolarmente il bilancio. Certo, le ultime due stagioni hanno richiesto ulteriori sforzi economici: prima per organizzare la bolla di Orlando e poi per stilare un protocollo anti-Covid valido. Tuttavia, il commissioner Adam Silver ha preannunciato un ritorno alla normalità a partire già dalla stagione in arrivo, anche in termini di finanze della lega.
Negli ultimi dieci anni i salari dei giocatori sono cresciuti in modo a dir poco esponenziale, e di estate in estate, tipicamente il periodo destinato alle grandi firme, si è potuto assistere a svariati record, più volte infranti, dal “contratto più ingente mai sottoscritto da un giocatore NBA”. La prossima stagione non sarà di certo esentata dalla crescita degli introiti e dei conseguenti stipendi, proprio perché i due fattori sono legati da una proporzionalità diretta: la NBA è tenuta a destinare il 55% dei propri incassi alle trenta squadre, per tal motivo maggiori sono gli introiti più alte saranno le cifre a cui i suoi atleti firmeranno.
Diamo quindi una sguardo ai 10 giocatori più pagati per l’annata 2021/22, che prenderà il via martedì 19 ottobre con due match da non perdere: Milwaukee Bucks vs Brooklyn Nets e Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors. Potrai seguire la stagione NBA 2021-2022, in streming su NOW al prezzo di 14,99€/mese. Lo Sport di NOW è disponibile su PC, Smartphone, Tablet e in Super HD sulla tua TV di casa utilizzando una Smart TV compatibile, NOW Smart Stick, Fire TV, Apple TV, Google Chromecast, Vodafone TV o una game console Xbox e Playstation. Puoi seguire la tua squadra e i tuoi campioni, e disdire quando vuoi.
NBA, la top 10 dei giocatori più pagati: non solo LeBron e Durant
La classifica dei dieci giocatori NBA più pagati terrà conto dello stipendio annuale per la prossima stagione, senza alcuna distinzione di ruolo, squadra, o altri motivi di vario tipo.
- Stephen Curry: 45,780,966 milioni di dollari. A troneggiare in cima alla classifica troviamo la superstar dei Golden State Warriors, nonché volto della franchigia con sede a San Francisco. 2 MVP, 7 All-Star, 7 All-NBA, e 3 volte campione NBA, questo il resoconto della point-guard che più ha influenzato e indirizzato il gioco verso l’era del tiro da tre punti.
- John Wall: 44,310,840 milioni. Riscontrare il nome di Wall all’interno di questa lista potrebbe sembrare sorprendente, ma è dal 2019 che la point-guard degli Houston Rockets si piazza tra le prime posizioni. Al termine della prossima stagione lo attende una player option da 47 milioni di dollari, che difficilmente rifiuterà non potendo ricevere lo stesso stipendio altrove.
- James Harden: 44,310,840 milioni. Ceduto nel mese di gennaio dai Rockets ai Brooklyn Nets, Harden è diventato immediatamente uno dei volti principali della franchigia newyorkese. 9 convocazioni All-Star, 7 All-NBA, un MVP, e tanta voglia di raggiungere il traguardo più ambito: il titolo NBA. Con i Nets, ai quali sarà legato per la stagione in arrivo ed eventualmente anche quella successiva, Harden avrà tutte le possibilità di competere ai massimi livelli possibili.
- Russell Westbrook: 44,211,146 milioni. l’ex MVP degli Oklahoma City Thunder pare sempre quello che, agli occhi dei tifosi, abbia un disperato bisogno di redimersi. In realtà, Westbrook possiede già un resoconto da hall of famer e con i Lakers, sotto contratto per un solo anno a cui seguirà una player option da circa 47 milioni di dollari, il 9 volte All-NBA potrà ambire a quello stesso trofeo che si è citato nel caso di Harden.
- Kevin Durant: 42,018,900 milioni. 11 volte All-Star, 9 volte All-NBA, 2 volte campione NBA e Finals MVP, miglior giocatore della stagione 2013/14 ed una rottura del tendine d’Achille alle spalle. Al di là che quest’ultimo infortunio sembri non averlo minimamente compromesso per il resto della sua carriera, Durant è uno degli attaccanti più prolifici e dotati che la NBA abbia mai potuto vantare. Alla guida dei Nets cercherà il terzo anello in carriera.
- LeBron James: 41,180,544 milioni. Inutile spendere parole superficiali sul nativo di Akron, che tra una crociera ad Ischia ed una a Ponza si sta preparando mentalmente alla prossima stagione, dove i Lakers cercheranno di smentire tutte le critiche circa la costruzione del roster per vincere il secondo titolo in tre anni. L’ultimo annata non si è concluso nel migliore dei modi, e non è da escludere che LeBron scenda in campo con un’ulteriore motivazione.
- Giannis Antetokounmpo: 39,344,900 milioni. Dopo aver vinto il secondo MVP ed il difensore dell’anno nel 2020, il nativo di Sepolia ha coronato la sua giovane ed altrettanto vincente carriera, in termini di premi personali, con il titolo NBA. Certo, le circostanze hanno favorito l’avanzata dei Milwaukee Bucks, ma è folle ed impossibile privare di importanza ciò che Giannis ha fatto in quelle sei gare di finale.
- Paul George: 39,344,900 milioni. L’ultima stagione era di cruciale importanza per il proseguimento della carriera di Paul George, e l’ala dei Los Angeles Clippers ha saputo rifarsi agli occhi del pubblico. Reduce da alcune prestazioni tutt’altro che convincenti nella bolla, il 7 volte All-Star ha viaggiato a 23.3 punti di media con il 41.1% da tre, oltre ad aver letteralmente trascinato i suoi ai playoffs complice l’infortunio dell’altra star losangelina.
- Kawhi Leonard: 39,344,900 milioni. 2 titoli NBA ed altrettanti Finals MVP, 2 volte difensore dell’anno e 5 volte All-NBA, Leonard è l’emblema del giocatore capace di fare la differenza su entrambe le metà campo. Dopo un percorso di crescita chiuso non nel migliore dei modi ai San Antonio Spurs, ed a seguito di un all-in decisamente riuscito con i Toronto Raptors, Kawhi è tornato nella città che gli ha dato i natali per scrivere il terzo capitolo della sua carriera.
- Damian Lillard: 39,344,900 milioni. Chiudiamo la classifica con l’eterno volto dei Portland Trail Blazers. Per quanto molti desiderino vederlo giocare altrove, dato che a 31 anni di età Lillard non ha ancora vinto niente di concreto, il 6 volte All-NBA continua a giurare fedeltà alla franchigia che lo ha scelto alla sei nel 2012. L’anno che verrà sarà molto probabilmente l’ultima occasione per i Blazers di valorizzare l’immenso talento del numero 0.
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