Tra i nuovi membri della Hall of Fame del basket NBA e mondiale ci sarà ufficialmente da domani anche Toni Kukoc, assieme alle ex star NBA Paul Pierce, Ben Wallace, Chris Bosh e Chris Webber.
Kukoc sarà inserito tra i Grandi grazie alla nomina del comitato internazionale della Naismith Basketball Hall of Fame, un onore toccato ad esempio negli anni scorsi anche a Vlade Divac. Toni Kukoc, oggi 52enne, sarà accompagnato per il suo discorso d’accettazione da Michael Jordan, compagno di squadra ai tempi dei Chicago Bulls e con cui ha vinto tre titoli NBA tra 1996 e 1998, e dal proprietario della squadra Jerry Reinsdorf.
Alla vigilia del grande giorno, Kukoc ha raccontato di come, da star del basket europeo dopo le vittorie in Eurolega in Italia con la Benetton Treviso, abbia dovuto faticare per farsi accettare in un mondo nuovo come la NBA, che nel 1994 si era appena aperto al basket del Vecchio Continente con gli arrivi di giocatori come lo stesso Divac e Drazen Petrovic.
Kukoc fu scelto al draft NBA 1990 da Jerry Krause, storico general manager dei Bulls, ed esordì tre anni dopo nella stagione 1993\94, la prima dopo il ritiro – poi temporaneo – di Michael Jordan.
“I miei anni ai Bulls sono stati il periodo migliore per me su un campo da basket”, spiega Toni Kukoc “Quando noi giocatori europei arrivavamo qui in America era tutto diverso, loro non ci conoscevano. Avevano magari sentito parlare di noi, forse visto una o due partite. Siamo stati dei pionieri nella NBA, negli anni in cui questa diventava globale“.
Il ruolo di Kukoc ai Bulls sarebbe cresciuto fino alla vittoria, nel 1996, del premio di Sixth Man of the Year per la squadra dei record, che col ritorno in campo a pieno regime di Jordan vinse 72 partite di stagione regolare e il quarto titolo NBA contro i Seattle SuperSonics. Un record che sarebbe durato fino al 2016.
“Michael Jordan? Non era certo il più morbido dei compagni di squadra ma a suo modo ci spingeva a dare sempre il massimo in allenamento. Michael mi ha influenzato come giocatore in ogni modo possibile (…) i nostri allenamenti erano più duri delle partite vere. E lo dovevamo a Jordan e a Scottie Pippen, che ogni giorno erano lì a dare tutto, assieme a Phil (Jackson, ndr), per farci capire come ci fosse sempre l’opportunità per migliorare, che c’è sempre qualcosa di nuovo da capire e da apprendere in campo. E Credo che questa sia stata tra le ragioni principali che ci permisero una corsa del genere e quei 3 titoli NBA in fila“.
Toni Kukoc sarà dopo Michael Jordan, Scottie Pippen, Phil Jackson e Dennis Rodman il quinto membro dei Chicago Bulls pluricampioni NBA negli anni ’90 a essere inserito nella Hall of Fame.

