Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDenver NuggetsNuggets, Michael Porter Jr: “Niente vaccino, chissà cosa c’è dentro”

Nuggets, Michael Porter Jr: “Niente vaccino, chissà cosa c’è dentro”

di Michele Gibin
michael porter jr

I Denver Nuggets hanno appena investito 170 milioni di dollari (di cui 139 totalmente garantiti) su Michael Porter Jr per il suo talento, il tiro morbido e letale (55.4% dal campo lo scorso anno) e perché il prodotto di Michigan potrebbe rendere già quest’anno, anche senza Jamal Murray, la squadra del Colorado una favorita per il titolo NBA.

Non lo hanno certo fatto per fare di un ragazzo di 22 anni un leader del pensiero moderno, né la voce da ascoltare quando si parli di Covid, vaccini e ricerche.

La realtà oggi è che Porter Jr risulta tra i (tanti) giocatori NBA non ancora vaccinati. E la sua spiegazione sul perché, è quanto meno singolare.

Ho avuto il Covid due volte, e ho visto come il mio corpo abbia reagito. E anche se le possibilità sono poche, col vaccino c’è sempre il rischio di effetti collaterali e reazioni avverse. Per questo non mi sento a mio agio“, così il giocatore al Denver Post.

Porter Jr non è l’unico caso di giocatore NBA reduce da un’infezione più o meno recente. Bradley Beal degli Wizards ha spiegato ieri di non essere ancora vaccinato – e di non aver ancora deciso se provvedere – anche perché guarito dal Covid appena due mesi fa, infezione che gli costò tra l’altro anche la partecipazione alle Olimpiadi.

Ciò che lascia perplessi sulle motivazioni di chi, come Michael Porter Jr, compie una scelta assolutamente legittima e personale, è la “preoccupazione” sugli “effetti a lungo termine” della vaccinazione sul proprio fisico. Un argomento che dal punto di vista prettamente logico risulta capzioso: com’è possibile conoscere oggi gli effetti a lungo termine di qualcosa che non esisteva un anno fa?

Argomenti delicati, complessi, su cui chi di dovere – i ricercatori – sta indagando. Per i giocatori come Porter Jr, Jonathan Isaac o Trey Burke dei Mavericks, altro “ribelle”, la preoccupazione su eventuali effetti futuri del vaccino sul proprio fisico, tanto forte quanto delicato, d’atleta, è ancora una volta legittima, ma non ha basi scientifiche, non più perlomeno dei già purtroppo noti effetti del cosiddetto “long Covid” (chiedere a Jayson Tatum per referenze).

Non so che cosa ci iniettino con il vaccino, quindi se al contrario so già come il mio fisico reagisce a un contagio da Covid, non voglio correre il rischio di mettere nel mio fisico qualcosa che potrebbe avere effetti negativi“, ancora Porter Jr.

Ai vari Media Day NBA, è stato un fioccare di formule quali “farò\ho fatto le mie ricerche“, da parte di giocatori non ancora vaccinati (Isaac, Beal, Burke) o scettici ma che alla fine hanno deciso altrimenti, come lo stesso LeBron James.

La domanda è, per questi atleti come per ciascuno di noi: sentirsi dire ciò che vogliamo sentire, si può definire “ricerca”?

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