I Golden State Warriors impiegano un quarto per carburare, al Chase Center di San Francisco contro i Chicago Bulls, e grazie alla loro panchina e ai 40 punti di Stephen Curry, infilano una larga vittoria per 119-93, l’undicesima della loro stagione.
I Bulls si presentano alla prima tappa di un viaggio a Ovest di 5 partite senza Nikola Vucevic, fermato dal Covid. Chicago parte forte con 29 punti nel primo quarto, con uno Zach LaVine ispirato, ma quando in partita entra la second uniti di Golden State con Andre Iguodala, Nemanja Bjelica e Gary Payton II, l’energia della partita cambia. Con tre triple contro Alex Caruso si sveglia anche Stephen Curry, gli Warriors sono avanti per 54-45 a fine primo tempo e dilagano nel terzo quarto con un parziale di 35-17.
Curry chiude con 15 su 24 al tiro, 9 su 17 da tre punti e 5 assist con 4 rimbalzi, Draymond Green gioca nonostante un problema alla gamba destra e segna 9 punti con 9 rimbalzi e 7 assist in 28 minuti. Dalla panchina, Iguodala, Bjelica e Payton II hanno un plus\minus positivo in doppia cifra (+19 per Iggy),e anche Jonathan Kuminga sfrutta i minuti di garbage time per segnare 8 punti in 16′ di gioco.
Gli Warriors hanno un record di 11-1, 8-1 in casa, favoriti anche da un calendario finora facile. Ma mentre si avvicina a grandi passi il rientro di Klay Thompson e James Wiseman, le vittorie e il rendimento da MVP di Stephen Curry hanno gasato l’ambiente al Chase Center. Dopo la partita, Curry ha reso omaggio a coach Bob McKillop, il suo allenatore a Davidson College che era in tribuna per l’occasione: “E’ stato speciale, avere il coach in tribuna a guardarmi mi ricorda sempre del mio percorso per arrivare fino a qui, come sono diventato il giocatore e l’uomo che sono oggi“.
“Abbiamo iniziato benissimo la stagione“, Steve Kerr osserva il calendario dei suoi Warriors “Ora andremo in trasferta e le cose diventeranno molto più difficili ma siamo contenti di quanto fatto finora. Attorno a questa squadra c’è tanta energia positiva“.
Il giro di trasferte per i Golden State Warriors inizierà a Charlotte, quindi contro Brooklyn Nets, Cleveland Cavs e Detroit Pistons, e quindi ancora contro LA Clippers e Phoenix Suns alla fine di novembre.
Warriors, “Steph for President”?
Coach Bob McKillop era al Chase Center per assistere alla partita del suo ex giocatore, Stephen Curry, e ha voluto esaltare le doti di leadership del numero 30 con un esempio roboante: “Scherzo sempre con lui sul fatto che potrebbe diventare presidente, perché avremmo davvero bisogno di un leader come lui alla Casa Bianca. Guardate a come ha saputo guidare l’organizzazione Warriors, la città e questa comunità globale che è la NBA, e in un modo distinto, garbato e senza toni eccessivi. Non è forse questa la leadership Tra 8 o 12 anni, voterei per lui”.
Tornando al campo, coach McKillop ha visto uno Steph fresco nonostante i 33 anni: “Salta e corre come un ragazzino. Mai avere pregiudizi su quello che può fare in campo, lui non ha limiti”.

