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NBA, le indagini per tampering sulle trade Lowry e Ball in fase di chiusura

di Michele Gibin
lonzo ball

L’indagine per tampering della NBA, sulle sign and trade estive che hanno coinvolto Lonzo Ball (Bulls) e Kyle Lowry (Heat), sarebbero in “fase avanzata” e vicine a una conclusione.

La lega ha condotto una lunga verifica sulle due operazioni di mercato che in apertura di free agency 2021 ad agosto avevano spedito Ball ai Chicago Bulls e Lowry ai Miami Heat, e che hanno coinvolto anche New Orleans Pelicans e Toronto Raptors. La NBA ha sentito giocatori ed executive e agenti coinvolti, e raccolto messaggi e comunicazioni risalenti ai giorni delle trade. L’ipotesi è che tra Bulls, Pelicans e Raptors potessero esserci stati degli accordi precedenti l’apertura ufficiale della free agency, il 2 agosto 2021.

Le squadre rischiano delle sanzioni, sia economiche con multe anche milionarie, che amministrative con la perdita di una o più scelte future al draft. Nel 2020 ad esempio, i Milwaukee Bucks furono puniti con la revoca di una seconda scelta al draft NBA 2022 per il caso Bogdan Boganovic.

Con la prima trade oggetto dell’indagine, i Bulls hanno acquisito Lonzo Ball con un contratto quadriennale da 80 milioni di dollari complessivi, in cambio di Garrett Temple (a sua volta spedito ai Pelicans via sign and trade) e Tomas Satoransky. Allo stesso modo i Miami Heat hanno acquisito Kyle Lowry con un contratto triennale da 85 milioni complessivi, in cambio di Goran Dragic e Precious Achiuwa.

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