Per tre quarti di gioco, Darius Garland e i Cleveland Cavs (9-8) danno parecchio filo da torcere ai Golden State Warriors in back to back, e in apertura di quarto periodo sono in vantaggio per 81-68 alla Rocket Mortgage Fieldhouse nonostante le assenze di Mobley, Markkanen, Allen e Sexton.
Poi, con due triple di fila, Stephen Curry taglia il vantaggio a + 7 Cavs. Un altro tiro da tre punti del numero 30 di Golden State fa 81-77 e Damion Lee con due layup frutto di due tagli back door pareggia i conti. Alla fine della partita mancano ora 8:32 da giocare.
Il solito blitz degli Warriors si fa attendere dunque un quarto di troppo a Cleveland, ma arriva. I Cavs segnano soli 8 punti nell’intero quarto periodo, Stephen Curry chiude a quota 40 punti con 9 tiri da tre a bersaglio, e 20 punti nel solo quarto finale di gioco. Damion Lee dalla panchina ne aggiunge 12, Nemaja Bjelica 14, Golden State chiude con 36 assist di squadra.
I Cavaliers, troppo rimaneggiati, saltano in difesa nel quarto periodo, travolti da Curry e dal movimento di palla di Golden Stat. Darius Garland segna 25 punti con 5 assist, Kevin Love 17 con 7 rimbalzi, Dean Wade segna 17 punti con 9 rimbalzi e 5 assist.
Dopo aver travolto a domicilio i Nets, gli Warriors (13-2) escono “vivi” a Cleveland anche con gli acciacchi di Curry, in forse prima della gara per un problema all’anca accusato contro Brooklyn e dopo un contatto con James Harden. “Un colpo che si è fatto sentire, si. Ora si tratta di conviverci“. E ci ha convissuto alla grande, Steph, con 8 su 12 dal campo nel quarto periodo.
“Ne avevamo bisogno, e lui ha risposto presente“, dice Draymond Green “Steph è Steph, è per questo che è l’MVP“.
36-8 il parziale impietoso per i Cavs del quarto periodo, e come a Brooklyn 48 ore prima, anche a Cleveland il pubblico ha reso omaggio alla prova di Curry con i cori di MVP-MVP. Steve Kerr si spertica in lodi, del tutto giustificate, anche dopo la partita contro i Cavaliers: “E’ uno dei più grandi ad aver mai giocato, è il più grande tiratore di sempre. Il modo in cui si muove senza palla poi, è forte e fluido allo stesso tempo e capisce il gioco. E non ha paura, ed è sempre in grado di accendersi come ha fatto questa sera. Non ci stupisce neanche più, ormai lo conosciamo. E’ la sua grandezza, aspettarsi certe cose da lui e vedergliele fare. E’ un giocatore speciale e un ragazzo speciale“.
“I cori? Mi sembra di essere tornato indietro agli anni dal 2014 al 2018, fa sicuramente piacere. Anche allora avevamo tanti tifosi anche in trasferta e allora è bello poter dare loro qualcosa per cui essere contenti“, così Stephen Curry, che dopo la partita di Cleveland sta viaggiando in stagione a 28.7 punti di media, con 6.3 rimbalzi e 6.6 assist e il 40.6% da tre punti e il 95% (68 su 71) ai tiri liberi. In due partite contro Nets e Cavs, Curry ha segnato 18 triple complessive.
L’esempio “pop” migliore per definire Curry lo offre a fine partita Juan Toscano-Anderson: “E’ come fare una rissa da strada sapendo che Mike Tyson è al tuo fianco. Diciamo che ti dà una certa fiducia avere il miglior giocatore del pianeta in squadra con te“.
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