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NBA, gli Warriors ripassano i Nets, Nash: “Non siamo al loro livello”

di Michele Gibin
warriors nets

The Blitz“, i terzi quarti dei Golden State Warriors sono tornati, e la partita contro i Brooklyn Nets non fa eccezione.

Al Barclays Center, gli Warriors travolgono i Nets per 117-99, grazie a un terzo periodo da 35-18 che chiude i conti, dopo un primo tempo di partita equilibrato e spettacolare tra due grandi squadre. Brooklyn paga la scarsa vena di Kevin Durant, forse limitato da un problema alla spalla sinistra, le assenze di Joe Harris e Paul Millsap, la poca difesa che concede il 51.4% dal campo a Golden State.

Dopo tre quarti, il punteggio dice 98-78 Warriors e la partita è chiusa. Stephen Curry segna 37 punti in 29 minuti, con 9 su 14 al tiro da tre e 7 rimbalzi con 5 assist, Andrew Wiggins chiude con 19 punti e la tripla sulla sirena del secondo quarto che lancia idealmente il blitz di Golden State.

Dall’altra parte, con un Durant limitato a soli 19 punti con 6 su 19 al tiro e un James Harden che procede a strappi in attacco (24 punti con 4 assist ma 5 palle perse), e in difesa non ha il passo per restare con gli esterni degli Warriors, i Nets sono spuntati. Il solo Bruce Brown va in doppia cifra per punti, Blake Griffin non segna dal campo e LaMarcus Aldridge gioca soli 9 minuti, tutti nel terzo quarto.

Per Golden State (12-2) è la 12esima vittoria stagionale a fronte di sole 2 sconfitte, e una prova di forza soprattutto difensiva. Draymond Green segna 11 punti con 6 rimbalzi e 8 assist, Jordan Poole 17 con 4 assist in 28 minuti.

 
 
 
 
 
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Una partita che per coach Steve Nash ha reso chiaro un fatto: “Ora come ora, non siamo nella stessa loro categoria, abbiamo tanto lavoro da fare. Stiamo cercando di migliorare come gruppo e superare alla lunga quelle che ora sono le nostre deficienze. Ci vorrà del tempo, il nostro piano di partenza a inizio stagione lo abbiamo dovuto buttare fuori dalla finestra quando abbiamo capito che Kyrie Irving non ci sarebbe stato, per cui ora stiamo cercando di costruire qualcosa, e di capire… oggi è stata una gran bella lezione per noi, sul fatto che dobbiamo essere ancora più attenti ai nostri principi quando il gioco si fa duro“.

In attacco, nel terzo quarto i Nets hanno sbattuto contro un muro, e tirato con 5 su 22 dal campo. Per Patty Mills soli 8 punti, e senza Joe Harris ad aprire il campo le risorse offensive si sono dimostrate limitate. Soprattutto contro la miglior difesa della NBA, quella dei Golden State Warriors.

Hanno difensori lunghi, con le braccia lunghe e che possono aiutare, mi hanno mandato contro sempre più di un uomo“, così Durant “E io ho affrettato alcuni tiri, una volta caduti a -18 o -20 ho cercato di rimontare da solo e ho preso troppi tiri affrettati. Per noi è stato un bel test per capire quale sia il livello di gioco richiesto“. Per James Harden, l’obiettivo dei Brooklyn Nets resta quello “di essere la miglior squadra più avanti, ai playoffs. E’ un percorso e ora non ci siamo ancora, ma la stagione è lunga“.

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