Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLeBron non c’è, Davis c’è ma non si vede e i Lakers perdono contro i Knicks

LeBron non c’è, Davis c’è ma non si vede e i Lakers perdono contro i Knicks

di Michele Gibin
lakers knicks- Anthony Davis

Contro i Pistons, dopo l’espulsione di LeBron James, era bastato un gran secondo tempo di Russell Westbrook ai Los Angeles Lakers per rimediare una vittoria. Contro una squadra più forte. seppur non in un gran momento, come i New York Knicks, neppure 25 punti nella seconda metà di gara per Westbrook bastano e i Lakers cadono ancora.

106-100 tra Knicks (10-8) e Lakers (9-10) al Madison Square Garden. I gialloviola ancora senza James sospeso per una partita, precipitano nel primo tempo sul -24 (59-35) e la gara sembra avviata a finire presto. Se non che Russell Westbrook riesce a riaprirla praticamente da solo, con un Anthony Davis in forse prima della palla due con la febbre, e passivo in campo contro Julius Randle e Obi Toppin, e con i suoi compagni che tirano con il 37%.

Russ chiude con una tripla doppia da 31 punti, 13 rimbalzi e 10 assist la sua miglior partita fin qui in maglia Lakers. Tira con 10 su 18 dal campo e riporta gli ospiti sull’81 pari a fine terzo quarto con un layup. I Lakers cedono allo sforzo a metà del quarto periodo, quando è Immanuel Quickley a segnare tutti i canestri importanti.

Talen Horton-Tucker non segna mai in 29 minuti, Carmelo Anthony chiude con 3 su 14 al tiro al suo ritorno al Madison da avversario. Anthony Davis segna 20 punti con appena 6 rimbalzi e 5 su 11 ai tiri liberi, e in difesa subisce la fisicità di Randle e Obi Toppin: troppo poco per il giocatore che in assenza di LeBron dovrebbe essere il punto di riferimento della squadra, su entrambi i lati del campo.

Dall’altra parte, i Knicks segnano 36 punti nel primo quarto, con un Evan Fournier scatenato (finirà con 26 punti e 6 triple). Per Randle una doppia doppia da 20 punti con 16 rimbalzi e 5 assist, la panchina con Toppin, Alec Burks e Quickley, che copre i minuti di Derrick Rose fermo per infortunio, segna 38 punti.

Per i Lakers, la sola buona notizia da portare a casa dal Madison Square Garden sono i progressi di Westbrook. Nel terzo quarto, Russ segna 18 punti da solo, tutti i Knicks ne segnano 20, nel finale tenta di tenere lì i suoi, che però non lo seguono. Anche 6 palle perse nella sua partita, Westbrook è il secondo NBA nella “specialità” dietro a James Harden, e nel post gara risponde piccato a chi glielo fa notare.

Era un po’ che non mi chiedevate delle palle perse… 5 sono arrivate nel primo tempo oggi, per cui sono riuscito a fare gli aggiustamenti necessari e a mettermi nelle condizioni di essere aggressivo e segnare di più. Per me sono adattamenti relativamente semplici, so quando sbaglio e come intervenire (…) nel primo tempo ho cercato di coinvolgere tutti, di leggere la partita. Nel secondo, avevamo bisogno di spingere di più in attacco“.

Anthony Davis, in condizioni non ottimali (status che ormai sembra la regola, per lui), non riesce a dare un grande contributo in termini di energia, alla fine il migliore per LA dopo Westbrook risulta il “vecchio” Avery Bradley, chiamato a minuti importanti dalle assenze di James e Kendrick Nunn, e che chiude con 15 punti e 9 rimbalzi in 30 minuti. Coach Frank Vogel lascia in panchina Rajon Rondo e Kent Bazemore, e rispolvera DeAndre Jordan da centro.

Dopo 19 partite di stagione regolare, e con la scusante parziale dei tanti infortuni, i Los Angeles Lakers sono ancora agli esperimenti. Rondo, Bazemore, Jordan e Dwight Howard hanno fatto dentro-e-fuori dalle rotazioni. Malik Monk sta avendo cifre peggiori di quelle tenute lo scorso anno a Charlotte, seppur con più minuti e spazio, Carmelo Anthony sta giocando sa candidato a sesto uomo dell’anno ma non può essere la risposta, a 37 anni, per LA, soprattutto in difesa.

Non siamo ancora abbastanza forti da permetterci di accendere e spegnere” dice proprio Bradley La mentalità deve essere quella di aggredire dalla palla a due, perché poi per rimontare uno svantaggio così, sprechi energie per il finale“.

Davis ha raccontato delle sue condizioni pre-partita: “Mi sono svegliato con il mal di testa, la tosse e dolori, tutti sintomi influenzali. Sono solo rimasto in hotel ad aspettare che la febbre scendesse“.

I Lakers torneranno in campo dopo la pausa per il Giorno del Ringraziamento, e a Indianapolis contro i Pacers ritroveranno LeBron James e, si spera, dell’energia in più.

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