Con 7 giocatori fermi per Covid tra cui James Harden, LaMarcus Aldridge e Paul Millsap e con Joe Harris infortunato, dei Brooklyn Nets rimaneggiatissimi di aggrappano ancora a Kevin Durant, che segna 34 punti con 11 rimbalzi e 8 assist nella vittoria casalinga per 114-105 contro i Philadelphia 76ers.
Durant gioca 39 minuti per il cruccio di coach Steve Nash, che deve lanciare in quintetto base il rookie David Duke Jr alla sua terza presenza in stagione, e che impiega gli altri due giovanissimi Day’Ron Sharpe e Kessler Edwards dalla panchina assieme a Cameron Thomas e Langston Galloway, firmato al volo per ovviare alle tantissime assenze.
E nonostante tutto, e contro una squadra in relativa buona salute come Philadelphia (che non schiera però Tyrese Maxey, infortunato, e George Niang per Covid), al Barclays Center è arrivata un’altra vittoria.
Vittoria targata KD, che controlla il duello con Joel Embiid. La star dei 76ers chiude con 32 punti, 9 rimbalzi e 6 assist, Seth Curry ci aggiunge 29 punti con 13 su 21 al tiro ma Tobias Harris è disastroso in attacco, con appena 3 su 17 al tiro. Oltre a Durant, a fare la differenza per i Nets è paradossalmente la panchina, con 11 punti per Thomas e 9 per Edwards.
Brooklyn domina il primo tempo (66-46 a metà gara dopo il canestro di Duke Jr), nel terzo quarto Philadelphia si rifà sotto con Embiid, Shake Milton e Curry mentre i Nets segnano soli 19 punti nella frazione. Nel quarto quarto è 92-91 Brooklyn a 8 minuti dal termine dopo un canestro di Matisse Thybulle, Philadelphia prova a mettere la testa avanti ma Durant la ricaccia sempre indietro, prima servendo Blake Griffin per una schiacciata facile, poi segnando da tre punti in transizione in faccia a Harris.
Nei 3 minuti finali, Nets e Sixers si affidano a Durant e Embiid, a chiudere i conti è ancora la superstar di Brooklyn con un’altra tripla sopra al povero Harris, quella del 107-103 a 1:47 dalla sirena finale. La parola fine la mette Griffin ancora da tre, servito dal solito KD.
Una situazione difficile a livello di organico per i Nets, che possono però contare al momento su un candidato MVP come Durant, al suo meglio nel ruolo di point forward e in una condizione fisica eccellente: “In realtà non sto facendo nulla di così speciale, sono solo me stesso”, KD anticipa quasi le domande sul suo minutaggio elevato “Mi piacer essere in campo, è una sfida divertente. Non importa chi debba giocare, si gioca sempre per vincere e io devo essere il leader“.
Steve Nash non potrebbe essere più contento della prova dei suoi nonostante l’emergenza e un manipolo di rookie, ben tre, in campo per tanti minuti. Ma la preoccupazione per un eventuale sovraccarico per Durant lo frena: “E’ un tema importante, non so davvero per quanto tempo possiamo ancora affidarci così a lui. Non è giusto, direi. So che a lui va bene così, è una situazione che gradisce, si è preso la responsabilità di condurre i suoi compagni di squadra. E’ stato incredibile fino a qui ma noi sappiamo che questo livello di utilizzo non è sostenibile, né sicuro. Dobbiamo trovare il modo di farlo riposare“.
Kevin Durant sta giocando oltre 37 minuti di media a partita in stagione, a 33 anni e con un grave infortunio, peraltro superato più che brillantemente, alle spalle. L’ex Thunder e Warriors non ha mai fatto un problema del suo alto minutaggio, così come del resto James Harden il cui rendimento in stagione, prima del malaugurato stop per Covid, è stato molto altalenante.
Durant è stato la colonna dei Brooklyn Nets a oggi primi a Est, e con un Harden a mezzo servizio il contributo maggiore è arrivato da altri veterani come Patty Mills e LaMarcus Aldridge. Di Kyrie Irving, in attesa di novità si sono perse le tracce, e l’ex Cavs non è un giocatore affidabile se non dal punto di vista tecnico, Nicolas Claxton pare aver trovato una buona condizione dopo aver perso le prime settimane di regular season perché ammalato.
Joe Harris infine resterà fuori almeno fino a febbraio a causa di un infortunio alla caviglia.

