I Chicago Bulls continuano a dimostrarsi più forti anche del Covid, che continua a fermare giocatori (Lonzo Ball, Alfonzo McKinnie e Tony Bradley gli ultimi) e persino allenatori con coach Billy Donovan costretto a casa, e col rientro di Zach LaVine battono gli Indiana Pacers per 113-105 allo United Center.
Per LaVine, di nuovo al suo posto in quintetto base accanto a DeMar DeDozan, Javonte Green, Nikola Vucevic e Coby White, una partita da 32 punti con 4 rimbalzi e 5 assist, e anche 5 triple a bersaglio. Come se non fosse mai stato assente, eppure l’ultima partita per l’ex Twolves risale all’11 dicembre scorso.
Zach LaVine ha contratto il Covid per la seconda volta nel giro di pochi mesi (lo scorso anno a maggio), come praticamente ogni giocatore a roster per i Bulls in un dicembre complicato per la squadra. 2 le partite rinviate e da recuperare prossimamente, ciò che Chicago non ha fatto però è stato perdere terreno in classifica.
20-10 il record stagionale, valido per il secondo posto nella Eastern Conference. Contro i Pacers era assente anche Alex Caruso infortunato, mentre il rookie Ayo Dosunmu ha fatto come LaVine il suo rientro.
“Mi sembrava di averlo appena fatto…” così Zach LaVine sul Covid dopo la partita “Ma questo è il mondo in cui viviamo oggi e bisogna continuare a giocare. Tutti ci stiamo facendo i conti, nella NBA come nel mondo, per cui non c’è da piangersi addosso“.
“Io? Sono stato bene, ne ho approfittato per staccare e lavorare sul fisico (…) ho fatto quindi un paio di allenamenti e una volta riavuto il via libera per giocare, delle lunghe sessioni di tiro“. Sessioni che sono servite contro Indiana, dove LaVine ha chiuso con 5 su 9 da tre punti.
DeMar DeRozan ha segnato 24 punti, per Nikola Vucevic una doppia doppia da 16 punti e 15 rimbalzi e con 7 su 10 al tiro, contro Domantas Sabonis e Myles Turner, un altro dato positivo per Chicago e per il lungo montenegrino.

