Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn NetsI Nets non sanno più vincere in casa, travolti dai Bucks. Durant: “Irving? Non obbligo nessuno a vaccinarsi”

I Nets non sanno più vincere in casa, travolti dai Bucks. Durant: “Irving? Non obbligo nessuno a vaccinarsi”

di Michele Gibin
nets bucks

La domanda sorge spontanea dopo la quinta sconfitta casalinga consecutiva per i Brooklyn Nets: a cosa serve avere a disposizione una superstar part-time e da trasferta, se il problema è tra le mura amiche del Barclays Center?

Contro i Milwaukee Bucks privi di Jrue Holiday, Pat Connaughton, Grayson Allen, George Hill e coach Mike Budenholzer (protocollo Covid) e senza Brook Lopez e Donte DiVincenzo infortunati, i Nets vengono travolti in casa come già successo contro i Memphis Grizzlies, e si scoprono improvvisamente vulnerabili. Kyrie Irving, che ha debuttato nella sua singolare veste di giocatore da trasferta (e neanche tutte) solo due giorni fa, non c’è. James Harden torna alla sua versione pre-natalizia, perennemente indeciso tra il creare gioco per i compagni e attaccare.

Il risultato è che Kevin Durant, per paradossale che sia in una squadra che spende oltre 170 milioni di dollari di luxury tax, è troppo solo.

I Bucks passano per 121-109, mandano a bersaglio 16 tiri da tre punti e Giannis Antetokounmpo domina la partita con 31 punti, 7 rimbalzi e 9 assist in 27 minuti di gioco mettendo anche la freccia del sorpasso per la corsa al premio di MVP stagionale, proprio su Durant e Stephen Curry. Sorpasso che si materializza anche in classifica a Est, con MIlwaukee che si trova ora seconda dietro ai Chicago Bulls e davanti a Brooklyn.

Kevin Durant chiude con 29 punti, 9 rimbalzi e 7 assist in 37 minuti, James Harden segna 16 punti con 15 tiri e i Nets sparano a salve da tre con 6 su 27. In un walzer di quintetti diversi e giocatori part-time, coach Steve Nash relega il consueto titolare DeAndre’ Bembry in panchina assieme a LaMarcus Aldridge per provare a lanciare i rookie David Duke Jr e Cam Thomas.

Nulla funziona, con i Bucks che toccano il +24 di vantaggio (87-63) nel terzo quarto dove segnano 38 punti. Tutto il quintetto di Milwaukee va in doppia cifra, Bobby Portis segna 25 punti con 12 rimbalzi e un +27 di plus\minus.

Siamo fuori fase, non siamo tutti alla stessa pagina ora come ora né in attacco né tantomeno in difesa. E per diventare una grande squadra, dobbiamo correggere il tiro“, spiega Kevin Durant parlando delle 5 sconfitte in casa di fila “Dobbiamo invertire il trend e lo faremo. Se giochiamo così da schifo possiamo scordarci di avere chissà quale vantaggio dall’essere in casa, il pubblico qui vuole tifare per una squadra che vince e gioca bene“.

Coach Nash parla di “troppe pause e distrazioni“, di “poco ritmo in attacco” e si augura che la sua squadra possa tornare a giocare il basket visto prima dei tanti stop per Covid. La realtà è che il ritorno a singhiozzo di Kyrie Irving ha gettato un’altra variabile tra le mani di Nash, allenatore già di per sé abituato a sperimentare sulle rotazioni, o per dirla con parole sue, ad “adattarsi” di volta in volta.

Dopo quasi mesi dall’inizio della stagione regolare, e a un anno dalla trade, James Harden non ha ancora capito quale debba essere il suo ruolo. Facilitatore? Secondo realizzatore con licenza di essere il primo? L’ex superstar dei Rockets è ancora “preso in mezzo” e le formule post gara iniziano a diventare stantie: “C’è un po’ di frustrazione, non riusciamo a recuperare come gruppo, e si è visto nelle ultime 4 o 5 partite, tipo. Sia in attacco che in difesa, ma sono cose che succedono nell’arco di una stagione lunga. Bisogna trovare una via d’uscita“.

I Brooklyn Nets sono 10-10 nelle ultime 20 partite giocate. Kyrie Irving potrà giocare nella migliore delle ipotesi 21 delle restanti 35 partite in stagione regolare, e il suo status per i playoffs è materia da sfera di cristallo, da fondi del caffè. 3 mesi di regular season affrontata a strappi stanno ora presentando probabilmente il conto, il solo Kevin Durant è il punto fermo di una squadra costruita per essere una corazzata.

Irving? Io gli ho sempre detto quanto lui sia importante per noi e che lo volevo in campo per tutte le partite“, spiega KD “Ma non posso né voglio obbligare nessuno a vaccinarsi, non lo farò. E poi, solo perché così potrebbe giocare di più? No (…) è una cosa di cui abbiamo parlato molto, ma lui ha bisogno dei suoi tempi. Prenderà la decisione che vorrà prendere. A noi essere dei professionisti quale che sia la situazione, è il nostro lavoro. Quanto a lui, quando sarà pronto, sarà pronto“.

No, non gli ho chiesto alcuna spiegazione” sul perché Irving non si sia vaccinato, risponde ancora Durant “E non intendo chiedere nulla, io resto pronto a ogni evenienza, sono fatto così (…) è una situazione strana, tutta questa faccenda del Covid, ci si capisce sempre meno, io penso solo a me stesso, a restare concentrato. La sua assenza non può essere una scusa, abbiamo giocato tutta la stagione senza di lui. Siamo professionisti e siamo dei veterani, dovremmo essere in grado di adattarci a queste cose, e non dovrebbe bastare una sola partita (con Irving in campo, ndr) a buttarci fuori strada così“.

You may also like

Lascia un commento