JJ Redick, ex giocatore NBA e oggi commentatore e opinionista per ESPN, ha raccontato a NBA Today di come Zion Williamson, suo ex compagno di squadra ai New Orleans Pelicans tra 2019 e 2021, sia un compagno “distaccato”, che non gradirebbe stare attorno ai suoi colleghi.
Redick ha raccontato di aver notato da subito tale tendenza da parte della prima scelta assoluta al draft NBA 2019, e di averne parlato all’epoca in prima persona, davanti al resto della squadra durante la sua permanenza a New Orleans: “E’ un atteggiamento che tende ad assumere, e lo stiamo vedendo ancora oggi. Sono stato suo compagno di squadra e lo posso definire tranquillamente così: un compagno di squadra distaccato“.
Zion Williamson non è come noto ancora sceso in campo in questa stagione, a causa di un infortunio al piede destro rimediato in estate e che lo ha costretto a un intervento chirurgico. Le date di rientro di Williamson sono slittate una dopo l’altra nei mesi scorsi, fino alla notizia, di due settimane fa, dell’ipotesi di un secondo intervento che potrebbe rendersi necessario per permettere al piede infortunato di guarire completamente.
Una ricaduta, di fatto, dell’infortunio estivo, il terzo stop fisico serio che Williamson ha accusato durante le sue prime tre stagioni NBA. 85 le partite giocate da Zion a oggi, praticamente una sola stagione intera.
Williamson che neppure oggi si trova a New Orleans, lo staff dei Pelicans lo ha voluto spedire a gennaio a Portland, Oregon, per svolgere il lavoro di riabilitazione. CJ McCollum, arrivato ironicamente proprio da Portland alla trade deadline 2022 a New Orleans, aveva raccontato sabato di “non aver ancora parlato” con Williamson, il suo nuovo compagno di squadra, una rivelazione che a posteriori sembra confermare quanto detto da Redick.
Dopo le parole di McCollum, fonti riportate da ESPN hanno confermato che Zion Williamson avrebbe riparato alla sua “distrazione” e parlato con l’ex star dei Portland Trail Blazers.
“Sono cose che mostrano un completo disinteresse nell’investire nel tuo team, nella città e nell’organizzazione tutta“, continua JJ Redick “Ok, è infortunato e lontano dalla squadra, ma è appena arrivato uno dei primi 50 giocatori della NBA (McCollum, ndr) e tu non lo chiami neppure? Ripeto, è qualcosa che succede sempre con lui (…) in campo Zion è un giocatore fantastico e lo sappiamo tutti, ma questo suo essere così distaccato, per uno che dovrebbe essere a bordo al 100% (…) è qualcosa di preoccupante“.
Un piccolo caso mediatico lo ha scatenato via social una comunicazione dei New Orleans Pelicans, che in questi giorni hanno lanciato la campagna abbonamenti per la stagione 2022\23. E lo hanno fatto scrivendo: “… guidati da coach Willie Green, da Brtandon Ingram, Jonas Valanciunas e CJ McCollum, i Pelicans stanno costruendo qualcosa di speciale dalle parti del Caesars Superdome…“, non citando dunque Zion Williamson tra i punti fermi, di fatto, della squadra.
Dal punto di vista logico, non fa una piega: Williamson non ha ancora messo piede in campo e presumibilmente non lo farà entro la fine della stagione. Il fatto però che il giocatore considerato – a ragione – il volto della franchigia non sia citato nella campagna abbonamenti, la dice lunga sullo status dei rapporti tra l’ex Duke e la squadra.

